«Noi donne Fasi siamo state pioniere. Per centrare gli obiettivi l’imperativo è fare rete»
L’esperienza di Serafina Mascia, presidente onoraria della Federazione delle associazioni sarde in Italia
Padova «Che la Fasi sia pioniera nella parità di genere, è un dato di fatto. La nostra Federazione ha lavorato molto, nel corso degli anni, su questo tema. Fermo restando che nella società attuale c’è ancora parecchio da fare per i diritti delle donne, come pure per quelli dei bambini. Basti pensare al consiglio regionale della nostra Sardegna: la componente femminile è ancora troppo bassa». Serafina Mascia è stata per dieci anni di fila presidente della Federazione delle associazioni sarde in Italia. Dal 2011 al 2021, per due mandati consecutivi (con proroga dovuta al Covid), ha guidato il mondo dell’emigrazione dalla sua città adottiva, Padova. Qui, lei nata a Carbonia nel 1951, è stata presidente del Circolo culturale “Eleonora d’Arborea”, sodalizio ora capitanato da Maria Elena Tanda, di Benetutti.
«Noi donne dobbiamo essere compatte, gli obiettivi si raggiungono soltanto quando si lavora tutte insieme» sottolinea Mascia. Da quando ha lasciato lo scettro della Fasi nelle mani di Bastianino Mossa (eletto presidente al congresso di Milano del dicembre 2021), Serafina Mascia è presidente onoraria, l’altro presidente onorario è Tonino Mulas di Dorgali. «Faccio parte dell’esecutivo – spiega la presidente –, e continuo a occuparmi di cultura, di gestione e organizzazione interna, naturalmente lo faccio insieme ad altri, in particolare insieme a Luciana Sedda, di Ovodda, presidente del Circolo dei sardi “Grazia Deledda” di Vicenza, nonché vice presidente vicaria della Fasi».
«Le donne sono sempre state fondamentali anche nel mondo dell’emigrazione organizzata – ribadisce Mascia –. Certo, inizialmente la presenza femminile era più dietro le quinte che nei ruoli dirigenziali. La reciproca solidarietà è sempre stata assicurata proprio dalle donne, determinanti nel gruppo sociale degli emigrati, come pure i figli. Poi si è sentita la necessità di istituzionalizzare la parità di genere, così è nato il Coordinamento Donne. Ecco: in questo la Fasi è stata davvero pioniera rispetto al resto della società. Tanto che oggi c’è una importante presenza delle donne alla guida dei Circoli».
Laureata in Scienze politiche all’università di Cagliari, Serafina Mascia è arrivata nella città del Santo dei miracoli nel 1975 dopo aver vinto una borsa di studio bandita dalla facoltà di Ingegneria dell’ateneo padovano per un corso in Organizzazione aziendale. Erano tempi, allora, in cui le materie tecniche viaggiavano di pari passo con le umanistiche, anche la Ibm assumeva giovani laureati in Filosofia da affiancare agli informatici. Sposata e madre di tre figli, Mascia ha lavorato alle Officine Grafiche della Mondadori a Verona e in altre aziende, sempre nel settore dell’organizzazione e formazione del personale. Una parentesi a Bologna, presso un Centro studi, «poi, dopo la nascita del primo figlio, dal 1985 ci siamo stabiliti definitivamente a Padova. Mio marito è di Padova» racconta lasciandosi andare ai ricordi. Alla metà degli anni Novanta, al momento in cui la Regione Sardegna «organizzò un primo incontro delle donne emigrate».
«Eravamo io e Pierangela Abis, originaria di Berchidda, emigrata a Milano, divenuta poi prima coordinatrice delle Donne Fasi». A seguire sono arrivate Maria Marceddu, di Solarussa, di casa a Udine; Francesca Concas, di Cagliari, di casa a Firenze; Rita Danila Murgia, tuttora in carica, di Austis, di casa a Nichelino, Torino.
«Il congresso Fasi di Olbia del 1998 istituì il Coordinamento Donne – ricostruisce ancora Serafina Mascia –. Facendo seguito alle istanze di quel periodo, per preparare i futuri dirigenti della Fasi venne costituito anche il Coordinamento Giovani, e a ricoprire l’incarico di prima coordinatrice fu proprio una giovane donna, Anita Curreli, di Oristano. Oggi, dopo le esperienze di Simone Pisano, Giancarlo Palermo e Mattia Lilliu, coordinatrice nazionale dei Giovani è Sara Nicole Cancedda, di Gonnosnò, dell’Acrase “Maria Lai” di Roma».
«Noi, come donne – riprende fiato la presidente onoraria della Federazione delle associazioni sarde in Italia – abbiamo sempre lavorato a stretto contatto con le altre Federazioni e le emigrate all’estero, dal Canada all’Australia, all’Argentina. Dobbiamo lavorare per una rete mondiale sui problemi delle donne, è una delle nostre missioni, che abbiamo e che dobbiamo continuare ad avere. Altro stretto legame è con le associazioni e i gruppi di donne in Sardegna. A giugno 2022, in particolare, abbiamo siglato un protocollo d’intesa con il Coordinamento 3 – Donne di Sardegna, in occasione del secondo congresso delle donne sarde tenutosi a Cagliari. Fare rete è un imperativo, a tutti i livelli» chiude Mascia.
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