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Il Gremio dei sardi di Roma racconta il mito del grande Cagliari del 1970


	Un momento della presentazione al Gremio dei sardi di Roma
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Un momento della presentazione al Gremio dei sardi di Roma

Successo della presentazione del libro “Mio papà, il padre dello scudetto” scritto da Stefano Arrica assieme ai giornalisti Sergio Cadeddu e Gianluca Zuddas

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Roma Il grande Cagliari dello storico scudetto del 1970, Gigi Riva e compagni, a partire dall’“architetto” dei rossoblù, Andrea Arrica. Sono i temi che hanno animato il dibattito e il confronto voluti dall’Associazione Il Gremio dei Sardi di Roma, il 28 gennaio scorso, nella Sala Italia UnAr di via Aldrovandi della capitale. L’occasione è stata la presentazione del libro “Mio papà, il padre dello scudetto: Stefano Arrica racconta suo padre Andrea, l’architetto del grande Cagliari dello scudetto”, un volume edito nel 2022 da Pluriversum. Scritto dal figlio del campione, appunto, assieme ai giornalisti Sergio Cadeddu e Gianluca Zuddas, con prefazione di Giovanni Malagò e postfazione di Gigi Riva, il volume ricorda e ricostruisce un pezzo di storia del calcio e della Sardegna.

«Tra le tante cose che mio padre mi ha insegnato – scrive Stefano Arrica –, mantenere la parola data ha importanza di prima grandezza: promisi a me stesso, nel giorno del suo funerale, di fare un qualcosa che ne tenesse viva la memoria e, grazie agli amici Gianluca e Sergio, con questo libro mantengo fede all’impegno. Ho scelto di scrivere dell’uomo, ancor prima del dirigente di Sport, con tutti i pregi ma anche i difetti, caratteristici di chi vive la propria vita con passione, sudore e sangue. Per questo motivo, ho scelto di intrecciare il racconto di un uomo che sapeva essere allo stesso tempo flessibile e tutto d’un pezzo, affabile e charmant con gli uomini e le donne più importanti di quell’Italia che, come una fenice, risorgeva dalle ceneri della Guerra; al contrario, rigido e burbero (almeno in apparenza) nella vita familiare. Un racconto diviso in tre tempi da undici capitoli ciascuno (così come undici erano i “suoi ragazzi” che, per decenni, ha accompagnato in giro per l’Italia), la cui trama si dipana tra vicende private e imprese di sport e di storia – già, di storia, perché quello scudetto fu un’epica cavalcata che fece entrare a tutti gli effetti la Sardegna in Italia».

Alla presentazione voluta dal Gremio di Roma (con il sostegno della Fasi, la Federazione delle associazioni sarde in Italia, della Regione Sardegna e dell’Unione delle associazioni regionali), l’introduzione dei lavori è stata curata dal presidente dell’associazione, Antonio Maria Mascia, e dal segretario dello stesso sodalizio, Ivanoe Meloni. Al giornalista Giorgio Fresu, invece, arrivato appositamente da Posada, il compito di dialogare con gli autori del libro e di moderare il dibattito.

Preziosissima la partecipazione all’evento di Gianfranco Coppola, presidente dell’Ussi, l’Unione stampa sportiva italiana. Presenti e a lungo applauditi anche l’ex tennista campione amatissimo Nicola Pietrangeli; il cardiochirurgo Valentino Martelli; il radiologo Giovanni Simonetti; il manager sanitario Ugo Storelli; Mauro Balata, presidente della Lega B; l’attrice Barbara Begala; Antonio Dima, presidente di FederCusi; Roberto Fabbricini, già segretario generale del Coni e commissario della Federcalcio; e il capo ufficio stampa del Coni, Danilo Di Tommaso.

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