La Nuova Sardegna

Trasporti ferroviari

Associazione Utenti sulla variante di Bauldau: «Per risparmiare neppure 3 minuti ci vogliono 124 milioni»

di Andrea Sini
Associazione Utenti sulla variante di Bauldau: «Per risparmiare neppure 3 minuti ci vogliono 124 milioni»

Vacca (Utp): «Costruire una nuova ferrovia a binario unico è una follia»

11 marzo 2023
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Sassari «Quella di Bauladu è una variante costosa ma sostanzialmente inutile. I tempi di percorrenza si ridurranno di appena tre minuti e soprattutto resterà il nodo del binario singolo». È stato presentato da Rete Ferroviaria italiana e dalla Regione come un intervento “per velocizzare la linea ferroviaria San Gavino-Sassari-Olbia”, ma il progetto della variante di Bauladu viene contestato in maniera decisa dall’Utp, l’associazione Utenti trasporto pubblico. L’intervento di Rfi, capogruppo del polo infrastrutture di Ferrovie dello Stato) è finanziato con 124 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione, 84 milioni dei quali per la gara per la progettazione esecutiva e i lavori. Il bando è stato appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

«La variante di Bauladu – dice Michele Vacca, referente isolano dell’Utp –, a fronte di una spesa di ben 124 milioni permetterebbe un risparmio di meno di 3 minuti sui tempi di viaggio, ma nessun incremento della capacità per inserire nuove corse, anche in previsione dei collegamenti diretti con Nuoro. È chiaro che, per il rapporto costi benefici, sia notevolmente più vantaggioso realizzare il doppio binario da San Gavino a Marrubiu e poi fino a Oristano ed eliminare la prima fonte di pericoli e causa di ritardi: i passaggi a livello. Tale opera, non necessitando la realizzazione di alcuna galleria o nuova stazione avrebbe poche difficoltà tecniche. Sarebbe utopistico pensare di realizzare il doppio binario in tutta la San Gavino a Olbia e Sassari, ma dei tratti permetterebbero di incrementare notevolmente il numero di treni. Se si vuole realizzare la variante è inaccettabile che non venga realizzata o predisposta per il doppio binario. È una scelta che si deve fare adesso perché una volta scavata la galleria non la si può allargare, ma se ne dovrebbe costruire una nuova a fianco».

L’argomento, spiega Vacca, era già stato oggetto di discussione. «Nelle riunioni con la dirigenza centrale di RFI che abbiamo avuto a Roma ci avevano spiegato che la stazione di Bauladu sarebbe stata stralciata: la preesistente non veniva utilizzata perché troppo lontano dal paese e i viaggiatori preferivano raggiungere Oristano in auto o in corriera e da lì prendere il treno. Infatti la stazione è stata chiusa per scarso traffico. La nuova si troverebbe in posizione ancora più disagiata: una cattedrale nel deserto».

«I collegamenti ferroviari competitivi sono veloci, frequenti e capillari – aggiunge Vacca –. Servono treni regionali frequenti che portino i passeggeri dai piccoli centri alle grandi stazioni; treni veloci che colleghino Cagliari e Olbia fermando unicamente all'aeroporto e nei centri più grossi; treni veloci che da Cagliari raggiungano direttamente Sassari, sfruttando la bretella che permette di evitare l'inversione a Chilivani che fa perdere 10 minuti. Questo servizio non è realizzabile per via del più grosso limite delle ferrovie in Sardegna: la mancanza del doppio binario che permetterebbe di fare incrociare i treni lungo la linea come già succede tra Cagliari e San Gavino. In mancanza di questo, i convogli sono costretti a fermarsi nelle stazioni per svariati minuti. Quando a causa di guasti ai treni o ai passaggi a livello, si accumulano ritardi, non essendoci il doppio binario, questi ritardi non possono essere recuperati. Ora si persevera nello stesso errore».
 

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