La Nuova Sardegna

Concessioni

Balneari in guerra, l’Adiconsum: «Insistono ancora per difendere i loro privilegi»

Balneari in guerra, l’Adiconsum: «Insistono ancora per difendere i loro privilegi»

Vargiu: «Vogliono andare avanti contro il diritto internazionale»

12 marzo 2023
3 MINUTI DI LETTURA





Sassari Il tono, dall’altra parte del telefono, è volutamente e marcatamente ironico: «Com’era quell’espressione che ci insegnavano da ragazzi? Errare è umano, perseverare diabolico? Sì, mi pare fosse proprio così». Giorgio Vargiu, segretario regionale dell’Adiconsum, non si capacita di fronte all’insistenza del Governo e dei balneari italiani: «Questi dicono oggi, rispondendo alla sentenza del Consiglio di Stato, che non si arrenderanno, che andranno avanti per la loro strada. Bravi, molto bravi. Andranno avanti contro il diritto internazionale, con le leggi europee e a questo punto anche italiane. E lo faranno per difendere chi? Per difendere privilegi, rendite di posizione?».

L’associazione dei consumatori si mette dall’altra parte della barricata e continua nella sua battaglia a favore delle normative europee che prevedono un bando per le concessioni. Strada che l’esecutivo a trazione centrodestra sembra non voler percorrere. «Non è solo questo Governo che agisce così. Cambiano i colori, ma non l’atteggiamento. Le spiagge sono ormai appannaggio degli stabilimenti, almeno le migliori. In Sardegna un po’ ancora ci salviamo, ma le zone migliori spesso sono date in concessione a uso esclusivo. I gestori dovrebbero comunque garantire l’accesso alla zona, ma a volte non lo fanno. Come spiagge libere rimangono quelle laterali, quelle spesso più disgraziate».

Contro questo sistema l’Adiconsum si batte da tempo: «Non è equilibrato. Le spiagge sono di tutti i cittadini. E sono i cittadini che si privano di un pezzettino di queste spiagge per creare sviluppo e lavoro. Dovrebbe essere così, invece si è ribaltato discorso. E con questo sistema chi non ha soldi per pagare lettini e ombrelloni si deve accontentare di ritagli di spiagge».

Il Governo Meloni sostiene la battaglia dei balneari e si dice pronto a insistere sulla proroga: «Questi vogliono continuare. L’Europa gli ha detto non più volte. Anche il presidente della Repubblic ha detto no. E oggi la maggioranza dice che continueranno imperterriti. Una maggioranza dove milita una proprietaria di uno degli stabilimenti balneari più redditizi d’Italia, che è diventata anche ministro».

In direzione contraria l’Adiconsum ugualmente non vuole mollare: «Da tempo stiamo facendo questa battaglia. Il nostro presidente Stefano Salvetti, ligure e quindi proveniente da una regione dove la questione delle concessioni balneari è molto sentita, fa parte del comitato nazionale per la difesa delle spiagge libere. Si deve andare a bando, ma comunque non per tutte le spiagge. Restituiamole al godimento pubblico, soprattutto i gioielli di famiglia. La situazione va assolutamente riequilibrata. Tra l’altro lo Stato ci guadagna veramente poco: i diritti pagati dai gestori sono una fesseria rispetto al giro d’affari che creano».

Come ha detto il segretario di Adiconsum la Sardegna ha ancora una percentuale di occupazione da concessioni balneari piuttosto limitata. Di certo ben lontana dalla situazione della citata Liguria dove ci sono 114 km di spiagge e più di 1500 concessioni per stabilimenti balneari, campeggi, circoli sportivi e complessi turistici. Una concessione ogni 70 metri con il fronte mare disponibile occupato al 70 per cento. (r.pe.)



In Primo Piano
Cattedre vacanti

Assalto alla scuola, nell’isola in quattromila a caccia di una supplenza

di Silvia Sanna
Le nostre iniziative