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Contro le morti bianche la sicurezza deve stare al primo posto

di Rossella Moro*
Contro le morti bianche la sicurezza deve stare al primo posto

Il dramma di chi perde la vita al lavoro: in Italia 3 vittime al giorno. E gli studenti impegnati nell’alternanza sono poco tutelati

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Al giorno d’oggi si sente spesso parlare di morti bianche, cioé di persone che perdono la vita sul luogo di lavoro. A scatenare particolare sgomento, è quando a morire sono ragazzi impegnati nell’alternanza scuola-lavoro (Pcto), come già avvenuto a Giuliano De Seta, impegnato in un’azienda del Veneziano specializzata nella piegatura dei metalli a Noventa di Piave, in provincia di Venezia, travolto il 16 settembre del 2022 da una lastra di ferro. Una morte che diventa ancora più assurda se si pensa che nel 2022 la stessa sorte è toccata, sempre durante degli stage formativi, al 18enne Lorenzo Parelli, travolto da una putrella all’interno di un’azienda meccanica della provincia di Udine, e a Giuseppe Lenoci, di soli 16 anni, che ha perso la vita nelle Marche mentre si spostava per degli interventi: il sedicenne studiava in un centro di formazione professionale, al corso triennale presso l’istituto “Artigianelli” di Fermo e, da quanto si è appreso, stava svolgendo un percorso di alternanza scuola-lavoro proprio in termoidraulica. Questa tematica è particolarmente sentita dalle nuove generazioni che, ben presto, saranno parte integrante del mondo del lavoro. Poche settimane fa al liceo Scientifico Michelangelo Pira di Siniscola, si è svolta una conferenza organizzata dalla professoressa Pasqualina Traccis, che trattava proprio il tema delicato delle morti e infortuni sul lavoro. La conferenza si è aperta con la presentazione degli ospiti, il famoso scrittore Giuseppe Cristaldi e il celebre compositore e cantautore Oliviero Malaspina, coautori dell’opera “Drammaturgia degli Invissuti”. Essa racconta, attraverso poesie e parti in prosa, le storie di coloro che hanno perso qualcuno che amavano a causa di incidenti sul lavoro e della scarsa sicurezza. L’opera trasmette non solo parole, ma anche sentimenti. Tratta in generale il tema degli ultimi, delle persone che non hanno voce nella società, cantate anche da De André, di cui Malaspina è stato peraltro l’ultimo coautore. Con la proiezione di un video introduttivo sull’argomento e di alcune letture espressive dei ragazzi, tratte dalla Drammaturgia, è iniziato il dibattito, che ha dato spazio ai quesiti degli studenti. In una seconda parte dell’incontro, è stata coinvolta la dottoressa Francesca Cossu, esperta in diritto del lavoro e impiegata presso l’Inail di Torino. Come sappiamo, l’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), si occupa di tutelare i lavoratori, vittime della disattenzione o della scarsa sicurezza sui luoghi di lavoro. L’esperta ha spiegato in cosa consiste il lavoro dell’associazione, con alcuni excursus storici inerenti all’argomento. Gli alunni hanno colto l’occasione per rivolgerle delle domande mirate, sul caso di Giuliano De Seta. Una delle domande poste riguarda l’incompletezza e l’ingiustizia delle leggi che tutelano i lavoratori, ma non gli studenti: dice che chi non è più a carico dei genitori, può riscuotere un eventuale risarcimento. Secondo il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in Italia s i continua a morire con una media di tre vittime al giorno e la sicurezza sul lavoro per molte aziende è ancora considerata un costo e non un investimento; ma sembra che la linea di pensiero sia comune per tutte le sigle sindacali; perciò, occorre mobilitarsi e trovare un tavolo di incontro tra le aziende, le scuole e i sindacati in modo da mettere la sicurezza al primo posto. L’incontro, infine, si è chiuso con una canzone, eseguita da alcuni studenti. Una piacevole giornata, mirata a sensibilizzare i ragazzi verso una tematica che tocca tutti da vicino e che non lascia nessuno indifferente.

*Rossella frequenta il Liceo Scientifico Pira a Siniscola

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