La Nuova Sardegna

Villacidro

Perse la vita cadendo nel tritarifiuti, indagati sei dirigenti di Villaservice

Perse la vita cadendo nel tritarifiuti, indagati sei dirigenti di Villaservice

Chiusa l’indagine, la Procura contesta il concorso in omicidio colposo

07 aprile 2023
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Cagliari Era la notte tra il 4 e il 5 luglio del 2021, l’operaio Ignazio Sessini (56 anni) lavorava da solo nell’impianto di tritomiscelazione dei rifiuti umidi dalla Villaservice, a Villacidro. Non è chiaro che cosa accadde, fatto sta che alla mattina il suo corpo straziato venne trovato all’interno del tritarifiuti, che conteneva soltanto i suoi resti. Nelle prime ore si pensò al suicidio, gli accertamenti successivi e la relazione del consulente tecnico nominato dalla Procura finirono per smentire l’ipotesi iniziale: Sessini era rimasto vittima di un incidente inspiegabile, poche ore dopo sarebbe dovuto andare in ferie con la moglie e la figlia di dieci anni.

A distanza di quasi due anni l’inchiesta giudiziaria - andata avanti fino a ieri contro ignoti - è arrivata al capolinea e il pm Rita Cariello ha fatto notificare l’avviso di chiusura dell’indagine preliminare a sei persone, accusate di concorso in omicidio colposo: sono l’ex presidente del consiglio di amministrazione Antonella Concas e i dirigenti e dipendenti responsabili dei vari settori aziendali , il direttore tecnico Massimo Cortese, Davide Sardu, Alessandro Lai, Efisio Deiana e Cristiano Cabriolu ai quali il pubblico ministero attribuisce diversi livelli di responsabilità. Il dato centrale è che stando alle accuse, destinate con ogni probabilità ad andare al vaglio del giudice, l’incidente non sarebbe la conseguenza di una fatalità. Al contrario sarebbe stata l’assenza di alcuni dispositivi di sicurezza ad averlo provocato o comunque reso possibile, tenuto conto anche del fatto che Sessini lavorava da solo, di notte, senza che nessuno in caso di emergenza potesse aiutarlo. Come si sia verificato l’incidente resta un interrogativo, che il consulente della Procura ha spiegato soltanto in parte. Sessini potrebbe essere salito su una scaletta per controllare l’impianto di triturazione per poi scivolare all’interno del tritomiscelatore, dove ha trovato la morte. Di certo ha raggiunto la parte alta dell’impianto, superando le protezioni: «Vedremo nel seguito del procedimento di chiarire come sia andata - avverte Francesco Atzori, che nel corso della indagini ha patrocinato l’azienda - per ora possiamo solo consultare gli atti d’indagine». La morte dell’operaio scatenò la reazione dei sindacati e dei compagni di lavoro, convinti che l’incidente sarebbe stato evitabile già con la presenza nell’impianto di un altro operaio. Il turno di lavoro però era quello, nella notte tra il 4 e il 5 luglio Sessini doveva coprire l’orario notturno per controllare l’impianto e metterlo in condizioni di funzionare nella giornata successiva. Sessini era un operaio esperto, impossibile stabilire se abbia commesso un’imprudenza.

Ora gli indagati avranno accesso agli atti e avranno venti giorni di tempo per produrre documenti o farsi interrpgare. (m.l)
 

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