Cocktail della gioia: «Così vi ubriacate di benessere»
La ricetta della psicoterapeuta Serena Musio, 42 anni, leader e docente del Club della risata a Cagliari
Si chiama “cocktail della gioia”, vuol dire ridere, ridere e poi ridere ancora, guardarsi negli occhi e vedere quelli dell’altro che brillano. È energia, benessere naturale, sensazione di leggerezza che smorza il dolore, attenua la paura, infonde serenità e coraggio. «E aiuta a superare i condizionamenti con i quali siamo cresciuti: frasi del tipo “non ridere come un’oca giuliva”, e proverbi come “il riso abbonda sulla bocca degli stolti”, hanno fatto grossi danni..... Io ho conosciuto persone che non ridevano mai per paura di essere giudicate, quando hanno iniziato a farlo si sono sentite libere e più felici. È stato come assistere a un miracolo».
Serena Musio, 42 anni, psicoterapeuta di San Sperate, sorride e ride anche quando racconta: la risata è uno strumento che utilizza nella terapia e insegnare a ridere è per lei una missione. Per anni Serena è stata leader e docente di un Club della risata a Cagliari, ha condotto tantissime persone alla scoperta della straordinaria potenza della risata, ha aiutato pazienti psichiatrici, persone fragili e i loro accompagnatori, ma anche persone semplicemente insicure, chiuse o musone. Dal 2014 sino al 2019, prima che la pandemia facesse calare il sipario, Serena Musio ha portato avanti insieme alla psichiatra Mariangela Marras, il primo Club della risata in un centro di salute mentale: «Una esperienza straordinaria, che sarebbe fantastico riproporre. Ci incontravamo nella sede di viale Bonaria, con le belle giornate e d’estate all’aperto, al parco di Monte Claro. Tutte le settimane, per imparare a ridere insieme».
Come? «Mettendo la mente da parte, perché noi di solito siamo abituati a ridere dopo uno stimolo, dopo avere sentito una barzelletta o visto qualcosa che ci ha fatto divertire. Invece il segreto è ridere incondizionatamente, con la risata del corpo. È questo il primo insegnamento di Madan Kataria: “Porta il tuo corpo a ridere e la tua mente ti seguirà”».
Ecco il primo esercizio: «Io ti dico “iniziamo a ridere insieme”, quando senti me o un altro la tua risata continuerà spontanea perché il contatto visivo scatena una reazione immediata. E quando ridiamo in maniera prolungata, ecco che nel corpo si libera il cocktail della gioia, quindi serotonina, endorfine, si abbassa il livello di cortisolo, si rafforzano le difese immunitarie e il cervello viene ossigenato maggiormente. Tutto questo – continua Serena Musio – crea una sensazione di benessere e di maggiore energia e gioia».
Un esercizio quotidiano, un’arte da ripete a casa, quando si è soli: «Abituarci a ridere ci trasforma, nel rapporto con noi stessi ma anche con gli altri. Non a caso – spiega Serena – la disciplina della risata viene introdotta in molte grandi aziende, perché è dimostrato che i dipendenti sereni lavorano meglio e producono di più. Ma non solo: la risata genera apertura, gentilezza, accoglienza, per questo fa bene a chiunque faccia un lavoro che lo porta a contatto con altre persone, in particolare se fragili e bisognose di assistenza. Ridere sviluppa le capacità relazionali e aiuta ad affrontare meglio un lavoro particolarmente stressante».
E anche a sentire meno il peso di un dolore, perché ridere libera le endorfine che allievano la sensazione di fastidio: « Infatti la risata dovrebbe trovare posto nella terapia specifica contro il dolore». Un calmante naturale, senza effetti collaterali e a costo zero.
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