La Nuova Sardegna

Top 1000

Le eccellenze di una Sardegna che funziona e non si arrende

di Andrea Sini
Le eccellenze di una Sardegna che funziona e non si arrende

La presentazione a Sassari del rapporto sul “Top1000” delle imprese isolane. La foto di un’economia che lotta e spesso vince contro mille difficoltà

05 maggio 2023
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Sassari C’è un’isola che funziona, che non si arrende, crea lavoro ed è in grado di mettere insieme numeri di valore assoluto. L’ossatura portante dell’economia della Sardegna è tutta nella sala conferenze della Camera di Commercio di Sassari, dove ieri si è tenuta la presentazione di “Top 1000 Sardegna”. L’iniziativa della Nuova Sardegna, in collaborazione con l’Università degli Studi di Sassari e la stessa Camera di Commercio, giunta alla sesta edizione, ha messo ancora una volta uno accanto all’altro molti dei protagonisti del mondo economico e imprenditoriale dell’isola. Con loro, rappresentanti del mondo della ricerca, della politica e delle istituzioni si sono confrontati partendo dai dati relativi alle aziende più performanti della Sardegna nel corso del 2021, provando contestualmente a guardare avanti nella maniera più concreta possibile. Di fatto, visto il livello dei relatori e del parterre, e considerate le tematiche poste sul tavolo, si è trattato del quinto appuntamento della mobilitazione del Nord ovest, stavolta promosso dal nostro quotidiano e allargato alle realtà di tutta l’isola.

Il presidente della Regione Christian Solinas è intervenuto in collegamento da Cagliari e, al di là della promessa di presentarsi “corpore praesenti” alla prossima edizione (conferma implicita della ricandidatura e convinzione di essere rieletto? ndr), ha ascoltato e preso nota, facendo alcune sottolineature chiare: «C’è un cauto ottimismo – ha detto –, la spinta del rimbalzo post Covid non basta, la ripresa va sostenuta e accompagnata con azioni capaci di impremere nuova forza all’economia dell’isola. Intanto abbiamo azzerato il disavanzo, fatto crescere il rating di affidabilità della Sardegna oltre la media italiana e stiamo cercando di imprimere una svolta su tecnologia, turismo, agroalimentare, sostenibilità ambientale e innovazione». Solinas ha ammesso i fattori di debolezza, dal gap energetico a quello infrastrutturale, ha confermato iniziative a sostegno delle zone interne e ha lodato “l’istinto straordinario dei sardi a reagire e ripartire più forti di prima”.

Sviluppo digitale, crescita sostenibile, miglioramento delle infrastrutture e maggiore attenzione da parte del governo centrale sono stati i temi più ricorrenti, nel dibattito coordinato dal direttore della Nuova, Giacomo Bedeschi e dai giornalisti Pier Luigi Rubattu e Giuseppe Centore. Secondo il quale il Top1000 regala «una fotografia accurata dell’economia della Sardegna. Le sorprese non mancano e in molti casi sono confortanti: ci sono nuove imprese e c’è un rimbalzo dopo il Covid, c’è la possibilità di guardare avanti con fiducia».

Fiducia, certo, ma prima ancora serve un altro ingrediente. «La Sardegna – ha detto Alberto Leonardis, presidente del Gruppo Sae – può vantare una grande qualità di persone e capacità individuale molto forti, anche a livello imprenditoriale. Manca un po’ la capacità di mettersi insieme, di darsi forza l’un l’altro. L’iper-individualismo è un limite oggettivo nella capacità di creare sviluppo. Da questo punto di vista il nostro giornale vuole essere da stimolo nel territorio», ha concluso Leonardis, annunciando contestualmente che la sede del Gruppo Sae, proprietario dei quotidiani Il Tirreno, Nuova Ferrara, Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena e Nuova Sardegna, è stata di recente trasferita a Sassari. «Ora siamo un gruppo sardo a tutti gli effetti – ha aggiunto Leonardis – in una città in cui ci sono un’ottima università e polo di sviluppo importante da creare nei prossimi anni».

Non solo individualismo, però, e la platea di ieri lo dimostra. «Questo incontro – ha detto il rettore dell’università, Gavino Mariotti – è un grande esempio di come si può provare a fare le cose insieme individuando un obiettivo: riunire tutta la Sardegna in un’unica sala, con un unico tema e diverse competenze: questo si chiama sistema. L’ateneo c’è, siamo pronti come sempre a dare il nostro contributo».

Ma come stanno le imprese sarde? «Il 2020 e il 2021 sembrano lontani, ma per alcune categorie di imprese ci sono ancora strascichi, in particolare nel comparto turistico –ha spiegato Stefano Visconti, presidente di Camera di Commercio Sassari e dell’Unione camerale della Sardegna –. Si nota però una grande capacità di resistere e reinventarsi, siamo di fatto tornati a livelli pre pandemici. Queste sono le 1000 imprese di élite, ma noi come Camere rappresentiamo anche le altre 149mila, alcune delle quali vantano margini operativi molto appaganti. Non sono solo rose e fiori, ci sono criticità esogene ed endogene: dalla necessità di avere una maggiore cultura digitale a quella di valutare meglio la sostenibilità degli investimenti. Si sente anche la mancanza di un piano strategico regionale per i trasporti e siamo indietro sul digitale». «Serve venire più incontro alle imprese – ha puntualizzato Maria Amelia Lai, presidentessa regionale di Confartigianato Imprese –. Il sistema camerale è l’unica realtà in grado di dare risposte immediate».
 

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