La Nuova Sardegna

Pianeta istruzione

Pochi docenti abilitati al sostegno: al via il corso per 450, ma non basta

di Silvia Sanna
Pochi docenti abilitati al sostegno: al via il corso per 450, ma non basta

Il Ministero ha pubblicato il decreto: 150 posti a Sassari, 450 a Cagliari. In Sardegna 8000 studenti necessitano di assistenza ma un professore su due non è specializzato

06 giugno 2023
3 MINUTI DI LETTURA





Sassari Sono pochi e 1 su 2 non è abilitato: sono gli insegnanti di sostegno, figure richiestissime nelle scuole. Perché tra i banchi che si svuotano, in Sardegna come nel resto d’Italia, l’unico numero che cresce è quello degli studenti bisognosi di sostegno perché affetti da una forma di disabilità di tipo mentale o fisico più o meno grave: sono circa 8mila in Sardegna, quasi 300mila in Italia.

L’ampliamento del ventaglio di disturbi dell’apprendimento (Dsa) e l’accertamento diasgnostico sempre più precoce (per esempio nel caso di dislessia, disgrafia e discalculia) ha fatto crescere moltissimo negli ultimi 10-15 anni la percentuale di studenti che già dalla primaria hanno diritto ad avere un sostegno in classe, con un insegnante dedicato per un determinato numero di ore e programmi di studio specifici, con assistenza garantita per l’intera giornata nei casi più gravi.

Purtroppo il numero di insegnanti di sostegno non è cresciuto in maniera direttamente proporzionale a quello degli studenti da assistere: al contrario, prof e alunni viaggiano a due velocità completamente diverse e all’orizzonte non si intravede un cambio di passo. Al momento i docenti di sostegno sono circa 190mila e di questi oltre 65mila non sono abilitati a svolgere quel ruolo.

Magari sono bravissimi, ma non hanno una specializzazione specifica. Una situazione critica e nota al Ministero dell’Istruzione che ha appena pubblicato il decreto che dà il via ai corsi di specializzazione nelle Università. Ma nonostante la premessa che evidenzia la carenza di insegnanti di sostegno, il numero complessivo è ancora inadeguato: i posti a disposizione sono infatti 29.061, distribuiti negli atenei in maniera differenziata e con quote stabilite per la scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado.

Per la Sardegna è confermato il numero dello scorso anno: i posti sono in totale 450, di cui 150 all’Università di Sassari e 300 all’Università di cagliari. Questa la distribuzione: a Sassari otterranno l’abilitazione 30 insegnanti per la primaria e 60 ciascuno per le ex Medie e Superiori, nessuno per la scuola materna; a Cagliari via libera a 40 docenti di sostegno per l’infanzia, 60 per la primaria e 100 ciascuno per le secondarie di primo e secondo grado. I test d’ammissione si svolgeranno dal 4 al 7 luglio, il percorso durerà non meno di 8 mesi per concludersi entro il 30 giugno 2024. Al termine i docenti otterranno 60 crediti che valgono la specializzazione al sostegno e un posto sicuro a partire dall’anno scolastico 2024-25. Avranno un titolo spendibile ma che sarà costato a ognuno di loro parecchio: a seconda dell’Università di appartenenza la cifra da sborsare oscillerà tra i 2500 e i 3800 euro, ai quali aggiungere 100-150 per il test d’ammissione che non saranno restituti.

Ma l’aspetto più rilevante – al di là dei costi e dei tempi che spingono molti precari a fare i corsi all’estero – è il fatto che il numero di docenti che da qui a un anno e mezzo saranno abilitati non basterà a soddisfare la richiesta. E nel frattempo gli studenti da assistere aumenteranno. Due velocità, nessuna azione concreta per sincronizzarle. 

In Primo Piano
Politica

Sassari, il primo discorso di Giuseppe Mascia: «È venuto il momento della responsabilità: le priorità sono lavoro e salute»

di Giovanni Bua
Le nostre iniziative