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Una maxi sfida da 6 miliardi: con Et l’isola cambierà volto

di Claudio Zoccheddu
Una maxi sfida da 6 miliardi: con Et l’isola cambierà volto

La costruzione del telescopio darà nuova vita alle zone interne

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Roma È la domanda del giorno. Siamo in ritardo? Cioè: gli olandesi dell’Euroregione del Limburgo sono più avanti, hanno più soldi e riusciranno a convincere la commissione europea? L’ultima domanda è l’unica a restare in piedi dopo che la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha chiarito un punto fondamentale della corsa alla realizzazione dell’Et: «Nella legge di bilancio olandese non c’è una voce destinata all’Einstein telescope – ha detto Bernini –. Anche loro, come noi, hanno fatto un semplice impegno». In altre parole, no, non siamo in ritardo. E gli olandesi non ci hanno superato. Parola di ministra. Proprio Anna Maria Bernini, che a Lula ha già fatto un sopralluogo, è stata la conduttrice della presentazione di ieri. Prima le scuse per il ritardo istituzionale della premier Meloni, poi la presentazione degli ospiti, ma anche l’evidente passione per un progetto in cui crede parecchio: «Tutto quello che accade nel cosmo ci riguarda –ha detto Bernini –. Indagare l’origine dell’universo ci permetterà di progredire sotto tanti altri aspetti perché l’Et sarà una fabbrica che produce futuro». Un piccolo spoiler, del tutto innocuo, di quello che avrebbe detto la sua collega Calderone, che oltre alla passione ha in più anche a carta della “sardità”, come l’ha definita Giorgia Meloni.

E allora Marina Elvira Calderone ha snocciolato i suoi numeri, che sono quelli che definiscono con il massimo della precisione attualmente possibile quello che sarà l’Einstein telescope al di là della fisica e della ricerca: «Il costo complessivo è ad oggi stimato in 1,7 miliardi di euro mentre la fase di costruzione dell’Einstein telescope è prevista, sulla base dei primi studi preliminari, in 9 anni, mentre la fase operativa in almeno 30 anni. Il valore totale dei flussi annui di transazioni associate alla costruzione di Einstein telescope dato dalla somma di domanda diretta e indotta nei 9 anni dalla costruzione è stimato in 6,184 miliardi di euro – ha aggiunto Calderone –. Nel complesso, il 65-75% dell'impatto generato dalla costruzione, pari a un volume d’affari di circa 4,3 miliardi di euro, sarà distribuito a livello locale, regionale e nazionale, principalmente nei settori e nelle filiere di edilizia, meccanica, studi tecnici ingegneristici, geologici, trasporti, commercio, ospitalità e ristorazione. Il resto, tra il 25 e il 35%, sarà per i fornitori stranieri che contribuiranno soprattutto alla produzione di alcune tecnologie avanzate. E si toccherà quota 6 miliardi. Una volta “acceso”, Et determinerà un flusso di domanda di beni e servizi, spesso ad alto contenuto tecnologico, con la nascita di nuove imprese in settori ad alta produttività.

Per quanto riguarda la ricaduta occupazionale, gli studi di impatto, preliminari e in aggiornamento, prevedono nella fase di costruzione, un effetto totale stimato in 36 mila unità di forza lavoro – ha aggiunto la ministra – corrispondenti a circa 4mila persone impiegate full time ogni anno. Si tratta di una forza lavoro sarà distribuita per il 70% circa nella nazione ospitante». Poi, L’Et inizierà a funzionare e una volta a regime, ospiterà circa 160 persone, tra amministrativi, ricercatori, tecnologi e tecnici, assunti in pianta stabile, e altre 250 persone che avranno una permanenza media di 20 giorni all'anno. Nel complesso: più di 700 unità, escludendo i ricercatori in visita, quindi oltre 21 mila nei 30 anni. L’esempio del Cern, e della cittadina nata alle sue spalle, è un buon auspicio per Lula.

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