La Nuova Sardegna

La polemica

Duello sul costo delle vacanze: «L’isola non è la meta più cara»

Duello sul costo delle vacanze: «L’isola non è la meta più cara»

Federalberghi replica ad Assoutenti: «Soggiorni per tutte le tasche»

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari La polemica si rincorre a colpi di comunicati. Da una parte Assoutenti, che qualche giorno fa ha denunciava l’alto costo delle vacanze nell’isola definendo quella del 2023 come la “stagione più cara di sempre”, dall’altra Federalberghi, che ieri ha replicato dicendo quanto fosse sbagliato valutare i prezzi delle strutture ricettive basandosi solo sulla settimana tra il 12 e il 19 agosto.

Il duello «In Sardegna ci sono vacanze per tutte le tasche, da aprile a novembre e l’isola non è più cara di altre destinazioni – replica Paolo Manca, presidente regionale di Federalberghi – ma il vero problema delle vacanze in Sardegna è l’eccessiva concentrazione stagionale. Da anni auspichiamo una redistribuzione dei flussi turistici, concentrati nelle settimane centrali di agosto: l’intero “Sistema Italia” dovrebbe riprogrammare i cicli lavoro-ferie come accade in altri Paesi europei. Con una richiesta spalmata, il mercato si livellerebbe e i prezzi sarebbero più bilanciati e sarebbe possibile una migliore fruizione del territorio nei diversi periodi dell’anno». A giocare un ruolo fondamentale nell’aumento dei prezzi delle vacanze lo giocano i trasporti: «L’aumento vertiginoso dei prezzi dei voli deriva dall’utilizzo improprio della continuità territoriale che, con l’esclusiva delle rotte, ha fatto lievitare i biglietti in maniera incontrollata su Roma e Milano – continua Manca –. A ciò si aggiungono il calo delle frequenze dal resto d’Europa e i trasporti marittimi, con le navi che praticano una politica di vendita concentrata sui tour operator, penalizzando i prezzi al dettaglio». Federalberghi, poi, entra nel dettaglio del settore alberghiero: «La stessa ricerca di Assoutenti – prosegue Manca– certifica che in Sardegna si può fare una settimana di vacanza anche in quei giorni di agosto con meno di mille euro. Gli aumenti dei costi dei soggiorni, al netto degli errori dei sistemi di prenotazione, come quello delle vacanze da 20mila euro a San Teodoro, sono rincari obbligati per coprire i costi energetici che gli albergatori hanno scaricato solo in parte sui prezzi finali». «Nel complesso – conclude Manca – la Sardegna costa meno di altre destinazioni equivalenti per qualità, nel Mediterraneo. Per questo consigliamo ai tantissimi viaggiatori che stanno decidendo la meta delle vacanze, di scegliere l’isola, magari nei mesi di spalla»

La risposta «Federalberghi non conosce le tariffe praticate dalle strutture ricettive in Sardegna – spiega il presidente, Furio Truzzi –. Bastano due minuti per fare una ricerca sui siti di prenotazione per scoprire che anche oggi a San Teodoro diverse strutture applicano prezzi tra i 13mila e i 15mila euro per una settimana di vacanza nel periodo centrale di agosto, con punte di oltre 20.500 euro. Addebitare prezzi ad inesistenti errori di sistema non ci sembra il modo corretto di affrontare il problema, anche perché non si tratta di errori ma di tariffe proposte agli utenti che vogliono trascorrere le vacanze in Sardegna – prosegue Truzzi –. Ci chiediamo poi se Federalberghi sia a conoscenza del fatto che gli italiani hanno le ferie ad agosto, e che quindi per una famiglia con bambini sia difficile, se non impossibile, trascorrere una settimana fuori in altri periodi dell’anno».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative