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Gonnesa

Purificata una porzione di argon, il gas che rileverà la materia oscura

Purificata una porzione di argon, il gas che rileverà la materia oscura

Successo dell’impianto Seruci-0 nella miniera del Monte Sinni. Una volta distillato, l’argon verrà utilizzato per il progetto DarkSide-20k

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Sassari È un passo significativo verso la ricerca della materia oscura: per la prima volta nell’impianto Seruci-0 di Aria è stato distillato l’argon, un gas nobile ma raro che attualmente viene utilizzato nei comparti aeronautico, aerospaziale, automobilistico e per la fabbricazione dei metalli ma che è anche l'elemento migliore per discriminare la radioattività ambientale - beta e gamma - dal segnale che potrebbe venire dalla materia oscura. La distillazione dell’Argon è il frutto del progetto dell’impianto prototipo in funzione nella miniera di Monte Sinni, a Gonnesa, di proprietà della Carbosulcis.

Gli obiettivi L’Argon-40 permette lo sviluppo di un’innovativa tecnica per la ricerca della materia oscura in collaborazione con il progetto DarkSide-20k sostanzialmente un cilindro riempito con 153 chili di argon liquido purissimo realizzato nei laboratori costruiti nella pancia del Gran Sasso, con sopra un tetto di pietra spesso 1.400 metri, che funziona come un rivelatore hi-tech di urti. Infatti, si pensa che la materia oscura interagisca con il resto della materia non solo attraverso l'interazione gravitazionale ma anche entrando in contatto con i nuclei della materia ordinaria. La base di partenza nell’isola, cioè la purificazione dell’argon, è proprio il progetto Aria che ieri, tramite la distillazione criogenica, è riuscito a “ripulire” l’argon estratto nei pozzi sotterranei del Colorado che, una volta portato ad un regime di bassa radioattività, può essere utilizzato dal DarkSide-20k. Si tratta di progetto abbastanza complicato che potrebbe permettere agli scienziati di rilevare l’irrilevabile, dato che la materia oscura non emette radiazioni elettromagnetiche ed è invisibile all’occhio umano. Eppure, se venisse confermata la sua esistenza e svelata la sua composizione, sarebbe un ottimo strumento per provare a risolvere i misteri del cosmo e le sue dinamiche, come il movimento dei corpi celesti, l'inerzia, il big bang e altri eventi che permetterebbero di fare luce su argomenti il cui studio oggi è ancora in fase embrionale. Uno strumento di valore inestimabile che rende fondamentale il successo dell’impianto Seruci-0, che presto verrà potenziato e sarà costituito da una colonna di distillazione criogenica di 350 metri composta di 28 moduli identici all’attuale prototipo. L’isola, dunque, si candida a diventare la zona di purificazione di un gas nobile che potrebbe dare il la ad alcune delle più importanti scoperte scientifiche dei prossimi anni e, se accoppiato con l’Einstein telescope, garantirebbe un grande prestigio scientifico internazionale. «Oggi possiamo gioire per il risultato raggiunto nei pozzi minerari della Carbosulcis – dice il presidente della Regione, Christian Solinas – un risultato straordinario che conferma come la Sardegna sia il luogo ideale per gli investimenti in ricerca e alta tecnologia. Con il successo del progetto di Aria possiamo dire di aver imboccato la strada giusta per garantire un futuro diverso e migliore alla Sardegna, facendo della Scienza uno dei più importanti attrattori». (c.z.)

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