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Einstein Telescope, surfando sulle onde gravitazionali nella miniera di Sos Enattos

Einstein Telescope, surfando sulle onde gravitazionali nella miniera di Sos Enattos

Il DIdiS è coinvolto nel progetto che riguarda l’area mineraria di Lula

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ET: due lettere che richiamano alla mente una piccola creatura venuta dallo spazio, che passava le notti a guardare il cielo dove voleva ritornare. Da qualche mese, le stesse due lettere sono diventate popolari per indicare un’altra “creatura” che sempre allo spazio guarda, ma con occhi diversi, alla ricerca di qualcosa rimasta inafferrabile fino al 2015, nonostante fosse stato previsto un secolo prima: le onde gravitazionali. ET è l’Einstein Telescope, grande infrastruttura con un rivelatore di onde gravitazionali di terza generazione che consentirà di studiare questo fenomeno previsto nell’ambito della teoria della gravità generale di Einstein, nel 1916. ET ancora non è nato, ma si sa già che sarà una bomba, perché fornirà informazioni cosmologiche che vanno dallo spaziotempo ai buchi neri e alla materia oscura, dal “big bang” al destino dell’universo, con un impatto scientifico e tecnologico impressionante. Per osservare l’universo, ET non avrà occhi rivolti verso il cielo, ma sottoterra, a centinaia di metri di profondità, perché ha bisogno di “silenzio”, isolato quello che viene chiamato “rumore”, le vibrazioni prodotte dalle onde sismiche e dalle attività umane, che interferiscono nella ricerca delle flebilissime onde gravitazionali. In Europa i luoghi adatti a costruire ET sono due: uno tra Olanda, Belgio e Germania; l’altro nel cuore della Sardegna, a Lula, nelle strutture della miniera di Sos Enattos candidata nei giorni scorsi dal governo italiano. Non deve sorprendere: Sos Enattos è stato classificato come uno dei luoghi più silenziosi del pianeta, in cui l'attività sismica di disturbo alla rilevazione delle onde gravitazionali è praticamente nulla. Bassissima densità abitativa, scarse attività antropiche, elevata stabilità geologica rendono questa regione un candidato ideale a ospitare ET. Ma nel frattempo che le commissioni analizzano le candidature dei due siti, diverse attività di ricerca sono attive a Lula. Il DIdiS è direttamente coinvolto nella caratterizzazione del sito di Sos Enattos grazie ai due gruppi, quello di Geologia per la caratterizzazione delle rocce e delle faglie presenti, e quello di Fisica coinvolto in attività sperimentali legate al laboratorio SarGrav, finanziato dalla Regione. Il laboratorio è caratterizzato da 900 metri quadri in superficie e alcune camere sotterranee all’interno della miniera. Sono stati allestiti un laboratorio di opto-meccanica, una sala di controllo dei sensori installati sottoterra e diverse aree sperimentali pronte a ospitare esperimenti che richiedono un basso rumore ambientale. Il SarGrav ospiterà inoltre i prototipi delle sospensioni degli specchi dell’interferometro in corso di studio grazie a fondi ricevuti da due bandi nazionali. Queste sospensioni dovrebbero dare un forte contributo all’abbattimento dei “rumori” che disturbano la rilevazione delle onde gravitazionali, e il gruppo di Fisica del DIdiS partecipa direttamente alla loro realizzazione. A Sos Enattos sono già attivi due esperimenti: il primo, Archimedes, è finanziato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e si propone di pesare l’energia di vuoto prevista dalla meccanica quantistica. Il secondo, condotto dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), ha l’obiettivo di studiare la struttura interna della Terra e i suoi movimenti partendo da un punto di vista privilegiato poco contaminato dal rumore sismico.

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