Gli ex allievi: «Studiare a Sassari ci ha dato le solide basi per il nostro lavoro»
Storie entusiasmanti di sfide professionali e di brillanti risultati raggiunti con le radici ben piantate nell’ateneo sassarese
Federica Ragazzola ha conseguito la laurea in Scienze naturali all’Università di Sassari. La scelta di Scienze Naturali non è stata casuale, era l’unica laurea che dava la possibilità di studiare sia la biologia e tassonomia sia la geologia. Per la sua carriera, questo mix è stato vincente. Studia infatti la biomineralizzazione degli organismi marini e come questo processo viene influenzato dai cambiamenti climatici. Dopo il dottorato in Biologia marina è stata prima in Germania (GEOMAR), esperienze all’Università di Bristol e al Natural History Museum di Londra, ora è in Italia e lavora come ricercatrice alla Stazione Zoologica Anton Dohrn a Napoli.
Vittorio Gazale è direttore del Parco nazionale dell’Area marina protetta dell’Asinara. Per lui la laurea in Scienze Naturali, fondamentale per il suo percorso professionale, è prima di tutto una scuola di vita, un modo di affrontare le tematiche legate all’ambiente che non dimentica mai di considerare l’uomo come una parte integrante del sistema ecologico e non come una parte separata o dominante. «Il mondo dei Parchi – afferma – ha necessità di bravi naturalisti non solo per incarichi di vertice, ma anche per portare avanti tutte le attività di gestione, ricerca, monitoraggio ed educazione ambientale».
Salvatore Circosta, laureato in Scienze Naturali, attualmente è funzionario responsabile del servizio Pianificazione e gestione della fauna selvatica e responsabile del servizio amministrativo del settore Ambiente per la Provincia di Sassari. Salvatore ha apprezzato l’approccio serio, professionale, ma anche informale dei docenti specialmente nelle attività pratiche nelle immersioni per la tesi di laurea e nei viaggi di istruzione coi docenti, anche all’estero.
Corinne Pala dopo la laurea in Chimica ha conseguito un dottorato di ricerca al politecnico di Aachen (Aquisgrana) in Germania. All’inizio non le è stato semplice raggiungere il livello pratico degli altri dottorandi tedeschi, abituati a lavorare in laboratorio fin dai primi anni di università e con molti stage aziendali alle spalle. A livello teorico però, la situazione era completamente diversa, perché la sua preparazione chimica era sicuramente superiore. Nell’ottobre del 2002 inizia a lavorare per la Grünenthal, industria farmaceutica con base ad Aachen e filiali in 28 paesi europei e americani, con ruoli di crescente responsabilità nello sviluppo clinico e nel project management. Nel 2013 diventa “international project leader” responsabile di diversi team, e dal 2016 è a capo del Regulatory Affairs Europeo, alla guida di un gruppo composto dai responsabili di affari regolatori nelle filiali europee, che garantiscono l’autorizzazione e il mantenimento dei farmaci sul mercato nei propri paesi.
Enrico Petretto, dopo la laurea in Chimica consegue un master internazionale in Medicina molecolare ed epidemiologia genetica con specializzazione in Statistica genetica all’università di Pavia, e quindi il dottorato in Biochimica, biologia e biotecnologie molecolari a Sassari, con una tesi sul DNA degli isolati genetici in Ogliastra, lavorando poi come statistico genetico per SharDNA Life Sciences Genomics Company e per l’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Alghero. Nel 2003 si trasferisce all’Imperial college di Londra, diventando in seguito “Lecturer” in Medicina Genomica. Nel 2009 è “Group Head” per il London Institute of Medical Sciences e nel 2011 istituisce il proprio gruppo di ricerca in “Genomica Integrata e Medicina”. Riceve così numerose offerte di lavoro in diversi paesi del mondo e nel 2014 sceglie la Duke-NUS Medical School a Singapore dove è ora professore associato, studia nuovi trattamenti per le malattie complesse di cuore e rene, e dirige il Centro di Biologia Computazionale. Ha diverse collaborazioni come consulente scientifico in Italia e in Cina.
Claudio Pistidda si è laureato in Chimica con una tesi sui materiali di stoccaggio dell'idrogeno, tema molto importante nel rendere la nostra società sostenibile in futuro. Per questo motivo, nel 2007 si candida e poi ottiene un dottorato sui materiali per l'immagazzinamento dell'idrogeno, proposto congiuntamente dall'Università Tecnica di Amburgo (TUHH) e dal GKSS-Forschungszentrum Geesthacht (ora Centro Helmholtz Hereon) nell'ambito della rete di formazione iniziale Marie Curie (ITN) COSY. Da quel momento è iniziato un lungo percorso che lo ha portato da studente di dottorato a capo del dipartimento di progettazione dei materiali nell'Istituto di tecnologia dell'idrogeno presso il Centro Helmholtz Hereon, a insegnare tecnologia dei materiali all'Università Helmut Schmidt di Amburgo e chimica dell'idrogeno alla Christian-Albrechts-Universität di Kiel, e a ricoprire incarichi scientifici all’Università di Otago in Nuova Zelanda. Ora può certamente affermare che la qualità dell'insegnamento ricevuta a Sassari è eccellente e non ha nulla da invidiare ad altre università in Italia e all'estero, avendogli fornito delle solidissime basi per la propria carriera.
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