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Sanità

Nuovi ospedali a Sassari, Alghero e Cagliari: è scontro

di Umberto Aime
Nuovi ospedali a Sassari, Alghero e Cagliari: è scontro

La Giunta tenta lo sprint. L’opposizione: «È solo propaganda». Lo scambio di accuse dopo le direttive impartite alle Asl per individuare le quattro aree

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Cagliari Il primo agosto l’Ares, le Asl e l’Azienda universitaria faranno sapere dove vorrebbero fossero costruiti i nuovi quattro ospedali di Sardegna. In città, o nel circondario, a Sassari, Alghero, Cagliari e nel Sulcis-Iglesiente? Chissà quali terreni saranno scelti da una parte e dall’altra. Mappe comprese, i progetti di fattibilità dovranno comunque essere consegnati all’assessore alla sanità, Carlo Doria. Cosa accadrà da quel momento in poi non è ancora scritto nella delibera, approvata due settimane fa dalla giunta Solinas, e dove non è neanche ipotizzato da quale cassa pubblica dovrebbe arrivare il miliardo, stima al ribasso, per costruirli tutti e quattro. Nel frattempo, com’era inevitabile che fosse, sul “Pacchetto ospedali” s’è scatenata una bufera politica, perché ormai sono già tutti in campagna elettorale. Le Regionali saranno infatti fra una manciata di mesi.

Il botta e risposta «Da qualche settimana è cominciata una nuova era», ha detto a caldo il centrodestra che governa. «Invece non accadrà proprio nulla. È solo propaganda e nient’altro», hanno replicato le opposizioni, dal Pd ai 5 Stelle, dai Progressisti ai Rosso-Verdi. «Sbagliato, sarà una svolta – ha ribattuto l’assessore – Perché oltre a essere necessari, i nuovi ospedali sono una priorità, e provo sconcerto per quest’opposizione irresponsabile che sin da subito getta ombre su quanto abbiamo deciso di far partire». Macché – hanno replicato ancora dall’altro fronte – «quegli ospedali faranno la stessa fine del Ponte sullo Stretto, nessuno li vedrà mai, ma nel frattempo ci sarà uno spreco di milioni fra studi e pareri, e stavolta saranno almeno una ventina». Con poi l’ingresso nella bagarre anche del presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, leghista: «Basta chiacchiere, ora è indispensabile imprimere grande velocità alla riorganizzazione della sanità, riducendo al minimo la burocrazia». Comunque, fino ad agosto, sarà una navigazione a vista quasi per tutti.

L’antefatto È stato nella riforma sanitaria del 2020, proprio quella delle otto Asl, non più una sola, che il centrodestra ha cominciato a parlare di nuovi ospedali. Allora la Giunta si diede due mesi di tempo per decidere dove, come e quando aprire i cantieri. Invece ha deciso 1500 giorni dopo, il calcolo è dei Progressisti, con nel mezzo anche un secondo annuncio – stavolta nella primavera del 2022 – del governatore Christian Solinas: «Il primo ospedale lo costruiremo a Sassari, e a fine maggio approveremo la delibera». È dovuto però trascorrere un altro anno, per leggere oggi nella delibera: «Avere ospedali di eccellenza è indispensabile. Va abbandonata la visione di strutture sanitarie che devono far fronte solo ai bisogni del territorio e orientarsi invece verso una visione multiforme degli ospedali, accentrando quelli oggi distribuiti su più fabbricati». Così sarà, o dovrebbe essere – sempre a leggere la delibera – per il nuovo Santissima Annunziata dell’Azienda universitaria di Sassari, poi lo stesso avverrà ad Alghero, con l’accorpamento del Civile e del Marino, ma anche a Cagliari, con il «Brotzu-Businco bis», e nel Sulcis-Iglesiente, dove il Sirai di Carbonia e il Santa Barbara d’Iglesias dovranno fondersi. Sono questi i quattro pilastri del “Pacchetto” su cui l’Ares, le Aziende sanitarie e universitaria dovranno ragionare da oggi fino ad agosto, quando almeno si saprà dove vorrebbero costruire gli ospedali.

Attacchi e contrattacchi Martedì sera la delibera è stata sdoganata sul sito della Regione e lo scontro politico non ha tardato a riempire le cronache. Hanno cominciato i Progressisti, con Francesco Agus, Massimo Zedda e la deputata Francesca Ghirra: «È una follia questa storia – le loro parole – L’assessore non sa neanche che al Brotzu è in fase avanzata l’appalto per la costruzione della piastra tecnologica, risale al 2016, con nuove 13 sale operatorie e molto altro ancora. Il finanziamento è di 159 milioni, ma ora l’accoppiata Solinas-Doria vuole gettare via tutto, per costruire, chissà come e quando, un’altra struttura. Oltre alla follia, denunciamo lo spreco di soldi pubblici e forse anche il loro voler inseguire altri interessi, non quelli della sanità». Poi è stata Desirè Manca dei 5 Stelle a rincarare la dose: «I sardi hanno bisogno di ospedali che funzionino, non servono nuove scatole vuote. Quello della Giunta è solo uno spot acchiappa-consensi, dopo quattro anni e mezzo di propaganda e zero problemi risolti». Subito dopo è stato il Pd a passare all’attacco: «Dopo aver rovesciato sul sistema sanitario una riforma del tutto discutibile, tra l’altro in piena pandemia, con l’unico l risultato, sotto gli occhi di tutti, di aver fatto regredire agli ultimi posti la nostra sanità, ora la Giunta pensa di cancellare i disastri con un mero studio di fattibilità. È solo l’ennesima conferma del loro fallimento». A tutte le opposizioni ha replicato Doria: «Il nostro è un procedimento assolutamente lineare. Non nasconde alcuna strana macchinazione, frutto invece di suggestioni complottiste. Noi, lo ribadisco, vogliamo una sanità moderna per i sardi ed è sconcertante che qualcuno possa essere contrario a tutto questo».

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