Torna “Su tusorzu”: i pastori sardi fanno festa con i pastori piacentini
Aziende e imprenditori a confronto, il Gremio “Efisio Tola” organizza la nona edizione della manifestazione nella Corte La Faggiola in Gariga di Podenzano
Piacenza Appuntamento con la nona edizione di “Su tusorzu”, domenica 18 giugno 2023, a Piacenza, presso la Corte La Faggiola in Gariga 8 di Podenzano. A organizzare l’evento è, come sempre, il Gremio sardo “Efisio Tola” della città dell’Emilia Romagna. Il circolo degli emigrati, presieduto da Sonia Mula, infatti, dedica ogni anno al mondo agropastorale presente nella provincia di Piacenza la manifestazione che necessariamente riporta alla Sardegna. Nello stesso periodo dell’anno, infatti, sia in “continente” sia nell’isola tutti i pastori provvedono alla tosatura delle pecore che compongono il loro gregge. “Su tusorzu” (la tosatura) è una necessità fisiologica per garantire alle pecore una condizione di benessere che permetta loro di affrontare la calura estiva senza il vello di lana che le ricopre per quasi tutto il resto dell’anno e che è indispensabile per la protezione dal freddo e dalle intemperie invernali.
La tosatura è stata per secoli un’importante risorsa economica per il pastore, la lana era indispensabile per l’uomo, quale componente degli abiti utili per proteggersi dal freddo. Sia per il pastore sia per i commercianti era fonte di reddito. Molte nazioni hanno avuto e hanno un’economia laniera importante, vedi Spagna, Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda. Adesso il mercato italiano è debolissimo, sia per la qualità della lana delle pecore allevate, sarda e bergamasca in primis, sia per un utilizzo marginale della stessa, se non nell’artigianato.
Si sta registrando, comunque, un ritorno interessante all’utilizzo della lana nel campo della bioedilizia che ha determinato un movimento di mercato con conseguente beneficio economico, seppur minimo, per i pastori che la producono. “Su tusorzu” è un importante momento della vita sociale agropastorale, perché quasi tutti i pastori di un comune o di una zona, si riuniscono presso l’azienda di uno di loro e provvedono tutti assieme a tosare le pecore del pastore che li ospita. In un momento successivo si procede allo stesso modo presso un’altra azienda fino che tutte le greggi non sono state tosate. Vi è quindi l’incontro di tutta una comunità.
Il momento conviviale, il pranzo, celebra la bontà dell’offerta gastronomica del pastore che ospita ed è la massima espressione dell’ospitalità tipicamente sarda. “Su tusorzu” è solidarietà: non esiste nessun compenso di natura economica per la prestazione offerta dai pastori “ospitati”. Il tutto è opera gratuita, e ci si accontenta del buon trattamento e del pranzo offerto dal pastore “ospitante”. Diversamente, al di là del costo per allestire il pranzo, il pastore avrebbe un esborso considerevole. Costa, infatti, circa due, tre euro per capo la tosatura eseguita da professionisti.
“Su tusorzu” è cultura, come espressione della meticolosa cura e preparazione artigianale degli arnesi necessari: “sos ferros”, forbici fabbricate da abili artigiani, molti dei quali, sono gli stessi che producono il coltello, la “pattadesa” detta anche “resolza” o “leppa”.
La tosatura con mezzi elettrici, tosatrici, ha in parte soppiantato le vecchie forbici, ma non ne ha offuscato il fascino del suo caratteristico suono metallico, che rappresenta per molti sardi la colonna sonora di quello che è quasi un film!
Non mancheranno alla Faggiola, durante la tosatura e a corollario della giornata le melodie del tenore “Sos emigrantes”, il cui canto nasce dal mondo agropastorale sardo, canto riconosciuto dall’Unesco come bene immateriale dell’Umanità. “Sos emigrantes” si ritroveranno per l’occasione dopo anni difficili anche a causa della pandemia che li ha tenuti distanti fisicamente. Significativa la partecipazione del maestro Gianuario Mugoni che con suo figlio Marco, appena diciassettenne, allieteranno con l’organetto e la fisarmonica la giornata. Anche questo sarà un momento di divulgazione culturale musicale, che arriva da Bultei dove una decina di suonatori, dai più anziani ai giovanissimi portano avanti una tradizione iniziata con il compianto mastru Mario Bande e poi con il figlio Francesco, i nipoti Mario, Inoria, Antonello fino agli ospiti Gianuario, Marco, Gian Nicola, Marco etc.
Sarà quindi l’occasione per far ballare “in tundu” tutti i soci che parteciperanno a “Su tusorzu”. «Il tutto – sottolineano i componenti il direttivo del Gremio sardo “Efisio Tola” – ha ancora più significato, se pensiamo che parte della base sociale della nostra associazione e anche della comunità di origine sarda nel Piacentino è composta di pastori-imprenditori che allevano pecore e capre, svolgendo un ruolo importante dal punto di vista economico, ambientale, sociale e culturale per il territorio che li ospita, e molti soci stessi sono originari di famiglie di pastori».
La sede dell’evento sarà la Corte La Faggiola presso l’Azienda sperimentale Tadini di Gariga di Podenzano, dove ha sede la associazione dei sardi, dall’anno scorso anche sede nazionale della Fasi, la Federazione delle associazioni sarde in Italia (dal momento che il presidente è Bastianino Mossa, residente a Piacenza).
Il posto ideale per l’incontro tra l’eccellenza dell’allevamento tipicamente padano con quello sardo. Due mondi e due culture sicuramente distanti geograficamente ma con un comune denominatore: la cultura dell’allevamento nella sua massima espressione, da cui derivano i prodotti dell’eccellenza agroalimentare sia piacentina sia sarda.
Il programma di domenica 18 giugno 2023 prevede:
- Ore 10: dimostrazione di conduzione del gregge con cani da lavoro a cura dell’azienda Ca’ Matta di Momeliano.
- Ore 10.30: lavorazione del latte con produzione di formaggio pecorino e ricotta, a cura dell’Azienda “LaValle” di Vittorio Righini in Nibbiano Val Tidone.
- Ore 11: tosatura tradizionale del gregge della famiglia F.lli Gusai di Crocinito di Bettola, un’istituzione di riferimento per la cucina e l’ospitalità tipicamente sarda nel Piacentino.
- Ore 12.30: pranzo a tema, con menu che prevede un primo piatto a base di malloreddus al ragù di pecora, un secondo piatto a base di carne di pecora con patate e cipolle, seguirà un assaggio di formaggio pecorino e seada come dolce. Il tutto accompagnato da vino sardo e pane carasau, con caffè, mirto e filu ’e ferru. Non mancherà il banchetto dei prodotti SardaTellus, riservato al gruppo d’acquisto solidale del circolo, dove si potranno degustare i prodotti d’eccellenza dell’agroalimentare sardo di qualità. Uno spazio sarà dedicato alla solidarietà per le zone dell‘Emilia Romagna devastate dall’alluvione del mese scorso, e per l’ospitalità riservata come da anni ad Africa Mission di Piacenza e alla sua preziosa attività di aiuto ai popoli più sfortunati dell’Africa.
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