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Le “Stecche bianche” del Santissima Annunziata: da ospedale a campus dell’università

Le “Stecche bianche” del Santissima Annunziata: da ospedale a campus dell’università

Quando verranno realizzati i nuovi ospedali, che ne sarà di quelli vecchi? Il Civile di Alghero diventerebbe un centro di riabilitazione, il Marino una Rsa

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Cagliari Quattro nuovi ospedali, due nel Nord-Ovest, a Sassari e Alghero, uno a Cagliari, l’ultimo nel Sulcis. Ma quelli vecchi che fine faranno? L’assessore alla sanità, Carlo Doria, un’idea pare se la sia fatta. Anche se giovedì, dopo aver fatto sapere di avere in cassa il miliardo e 300 milioni necessario per realizzare il “pacchetto”, mezza giornata più tardi ha aggiunto, intervenendo a un congresso di medici, al Brotzu: «Per chiudere la partita degli ospedali, ci vorranno almeno dieci anni». Sono due legislature del Consiglio regionale, compresa la prossima, quella che sarà decisa dalle elezioni del 2024. Chissà chi allora sarà l’assessore, e chissà soprattutto se il “pacchetto Doria” sarà sempre una priorità per le nuove (o vecchie) maggioranze al governo della Regione.

Quattro mutazioni Nel frattempo, Doria, ha detto che le «Stecche bianche» del Santissima Annunziata di Sassari, una volta dismessi i reparti, potrebbero essere trasformate in campus universitario. Gli spazi sono abbondanti, ha sottolineato, e sarebbero una mana dal cielo per l’Ersu, sempre alla ricerca di nuove Case dello studente più nel cntro urbano che in periferia. L’ospedale Civile di Alghero, invece, potrebbe diventare un efficiente polo per la riabilitazione, oppure un’eccellente residenza destinata agli anziani, sempre secondo l’assessore in carica. Mentre sull’attuale Marino, ancora ad Alghero, Doria non s’è espresso con esattezza, ma potrebbe essere riqualificato come hospice e lungodegenti. Nel guardare ancora molto più lontano, l’assessore – che tra l’altro al Brotzu ha smentito di voler bloccare l’appalto per la «piastra tecnologica», appalto che è in corso, invece lo aveva detto – ha rilanciato: «Con il nuovo “Città di Cagliari”, non avrebbe senso che il San Michele continui a essere un ospedale per acuti». Allora che mutazione lo aspetterebbe? Fra lungodegenza e riabilitazione, sempre secondo l’assessore, rimarrebbe comunque una struttura sanitaria a disposizione della Città metropolitana. Infine, Doria è rimasto abbastanza sul vago sulla possibile riconversione del Santa Barbara di Iglesias e del Sirai di Carbonia. Secondo il suo progetto, dopo essere stati accorpati nel nuovo ospedale del Sulcis-Iglesiente, potrebbero riconvertiti in residenza per anziani, perché, con la popolazione che invecchia, ha sotolineato, sarà quella una delle priorità.

Viaggio nel futuro Ritornando al “pacchetto” dei nuovi ospedali, saranno quelli di Sassari e Cagliari a prendersi la fetta più grossa del miliardo e 300 milioni stimato dall’assessore. All’incirca il prossimo «Santissima Annunziata» dovrebbe avere una disponibilità di 750-800 posti letto, quasi il doppio di quella ipotizzata in un progetto poi finito impolverato negli armadi dell’Asl. Il “Città di Cagliari”, con l’accorpamento Brotzu-Businco, invece, dovrebbe garantire 1200-1300 posti letto, mentre oggi il monoblocco alle porte di Cagliari ha una capacità massima intorno ai 600 ricoveri giornalieri. Molto più piccoli saranno il nuovo ospedale di Alghero, 250 posti, e altrettanti avrà quello del Sulcis-Iglesiente. Ai primi di agosto le diverse Asl comunicheranno dove potrebbero aprire i cantieri. Con l’assessore Doria che, però, una clausola l’ha già imposta: «Mi raccomando, i terreni dovranno essere di proprietà pubblica». (ua)

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