Nuovi ospedali, le reazioni: «Solinas è come mago Zurlì»
Lai: «Promesse pre-elettorali», Cuccu: «La sanità sarda è in rovina»
Sassari Le reazioni alla nuova delibera della Regione non si sono fatte attendere. Silvio Lai, deputato Pd della Commissione bilancio della Camera: «Solinas come mago Zurli. A ripetizione dal suo cilindro escono, in questi giorni, nuovi progetti per scuole, ospedali e strade che in oltre 4 anni ha sistematicamente ignorato e che ora annuncia a 8 mesi dalle elezioni. Se non fossero questioni serie che attraversano la vita dei cittadini verrebbe da ridere. Solinas riscopre ora, nelle sue sortite da prestigiatore, che c'è da realizzare i nuovi ospedali e da completare la strada Sassari Alghero noncurante del fatto che da settembre del 2021 è commissario straordinario, nominato dal governo, alla mobilità viaria della Sardegna. Ora ha fretta, vorrebbe fare partire i lavori e lo annuncia urbi et orbis utilizzando le sale della Prefettura in una riunione convocata dal Prefetto Dessì al quale hanno partecipato, come riportano i giornali, tre parlamentari del centrodestra. Chi li ha invitati? E perché non tutti i parlamentari dell'area interessata?».
Carla Cuccu: (Idea Sardegna): «Mentre si continua a parlare di grandi centri regionali, le nostre eccellenze le stanno facendo andare in rovina. Parlo di oncologia, dove i nostri cittadini sono costretti ad andarsene oltre tirreno per le cure. Parlo dei centri trapianti, del microcitemico e di tutti quei reparti, come la neuroriabilitazione del Brotzu e la neuropsichiatria infantile dei vari nosocomi sardi che, nei singoli territori hanno creato legami e credibilità con le persone, con la gente reale e comune. Di certo non con i grandi politici. Nei mesi scorsi, ho presentato un’interrogazione sugli oltre 200 milioni di euro che il Ministero della salute, già da anni, ha messo a disposizione della regione Sardegna da destinare all'edilizia sanitaria. Ad oggi non risulta che dall'assessorato regionale alla sanità e politiche sociali abbiano perfezionato l'iter per entrarne in possesso. Mi chiedo quindi come mai non vengano fatte tutte le azioni mirate ad ottenere questi soldi, al contrario vengono improntate iniziative per nuove spese, con soldi quasi certamente a carico del servizio sanitario regionale. È poi confermata la notizia della Corte dei Conti. I 9 milioni che dovevano servire a snellire le liste d’attesa per permettere ai sardi di potersi curare col servizio sanitario pubblico, non sono stati spesi, e dunque, sono irrimediabilmente persi.
Antonello Peru (Sardegna al Centro 20 Venti): «Nel 2019, nel corso di un incontro al quale partecipò anche il sindaco di Sassari segnalai al presidente della Regione che la priorità delle priorità in sanità era la realizzazione di nuovi ospedali, a Sassari, ad Alghero e nelle altre aree della Sardegna. Sono felice e soddisfatto che dopo oltre quattro anni ci si trovi d’accordo su questo punto. Quel che mi dispiace è che manchi meno di un anno alla fine della legislatura e dunque il tempo per avviare e portare a termine un programma di edilizia sanitaria è quasi scaduto». E prosegue: «Le nuove strutture sopperiscono anche alla carenza di medici perché in un ospedale nuovo, organizzato in maniera razionale in una struttura non verticale e non in sette palazzine come accade oggi a Sassari, servono meno medici. Spendiamo risorse economiche ingenti per trasportare pazienti da un reparto all’altro mettendo anche a rischio la loro incolumità, oltre alle spese in più legate al mancato efficientamento energetico. Ugo Cappellacci (PArlamentare Forza Italia): «La riforma della sistema sanitario avviata a livello nazionale supera una visione ospedale-centrica per puntare su prevenzione, valorizzazione del personale, ricerca e soprattutto su un nuovo rapporto casa-territorio-ospedale. Questo ovviamente non significa non intervenire su strutture ospedaliere che in Sardegna, per esempio, ancora non sono adeguate ai parametri introdotti 12 anni fa. Questo significa anche dare la giusta considerazione all’iniziativa privata, superando una visione ideologica e correggendo errori del passato, come l’assurdo logica del payback introdotto all’epoca della spending review».
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