La Nuova Sardegna

L'ordinanza di Nizzi

A Olbia divieto anti fumo nei locali all'aperto, i titolari: «Assolutamente favorevoli»

di Paolo Ardovino
A Olbia divieto anti fumo nei locali all'aperto, i titolari: «Assolutamente favorevoli»

Ordinanza promossa in città, malumori invece a Porto Rotondo

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Olbia Al risveglio dalla notizia che ha sorpreso tutti, e cioè l’ordinanza sul divieto di fumo (sigarette elettroniche incluse) nelle aree esterne di bar, ristoranti, hotel e affini emanata dal sindaco Settimo Nizzi, il criterio che muove gli umori sembra la vicinanza dal palazzo del municipio. Per dire: i locali attorno al comune, nella parte bassa del centro storico, si sono già dotati di cartelli di divieti e annuiscono: «assolutamente favorevoli». Salendo per il corso tra i tavolini qualcuno ha lasciato ancora i posacenere, in linea generale si fa spallucce, «sì, l’ordinanza tutto sommato ci sta». Già in piazza Matteotti diventa un nì , «si pensasse ad altro». A chilometri di distanza, nel borgo di Porto Rotondo, c’è chi parla senza mezzi termini di «mazzata finale per un’estate rovinosa».

Quest’ultima è Luisa Polo, dipendente del Mamér nella piazzetta della darsena. «Cosa penso del divieto sul fumo? Che è un modo per intralciare l’accoglienza ai turisti. Comincio col dire che questa stagione, da queste parti, la vediamo male. I parcheggi a tre euro l’ora, il mercatino del mercoledì che ancora non è partito, e adesso arriva questa ordinanza sui dehors che non comprendo. Si limitasse a quelli chiusi con le vetrate, potrei anche starci, ma come si fa a vietare di fumare in piena aria aperta?». Non si dà pace la titolare di un locale dedicato agli aperitivi e al dopocena, proprio quei momenti da drink e classica sigaretta fra le dita. «Io non fumo, capisco l’attenzione al fumo passivo e alle famiglie, ma in mezzo alla gente ormai chiunque fa attenzione e se deve accendersi la sigaretta o il sigaro lo fa senza disturbare gli altri».

Emilio Rocchino, noto barman dello Spirits boutique, in piazza Matteotti al centro di Olbia, sbuffa: «Io qui di fronte ho un luogo dove puntualmente avvengono risse e la gente si fa il bagno nella fontana. Avrei preferito un presidio fisso di sicurezza, per l’estate più opportuno. Io non fumo e per me l’ordinanza va anche bene, ma sento anche il disagio di dover stare a riprendere i clienti». Ora chi vorrà fumare dovrà alzarsi e andare altrove, «spero vengano apposti dei posacenere altrimenti molte cicche finiranno per terra in giro». Tra l’altro Rocchino è solito offrire dei sigari speciali per accompagnare certi distillati, «questo lavoro si basa sul servizio al cliente. È una cosa che non farò più». Ora bisogna fare attenzione e far capire il rigido divieto anche agli avventori, «ma non era meglio un’ordinanza sul bivacco? Comunque, vediamo come si evolverà la situazione».

Grazia Maiolo di Diciosas, bottega di sapori da tutta l’isola, nella piccola via Olbia che sbuca sul corso, non si scompone. «Per me va bene, in effetti quando ci si trova in mezzo ad altri tavolini, in un luogo un po’ affollato, è fastidioso sentire l’odore della sigaretta addosso. Per me il divieto non è un problema».

Infine, il bar Bellavista si affaccia proprio su viale Principe Umberto, a pochi passi dal molo Brin. Uno dei poli della movida olbiese. Ai pali che sorreggono gli ombrelloni nello spazio esterno ci sono già i cartelli di esplicito divieto di fumo. «Io sono contento – commenta Stefano Belloni, uno dei titolari –. Penso sia meglio, almeno si evitano le nuvole di fumo tra la gente, e parlo anche del cattivo odore delle elettroniche. Da adesso non dobbiamo neanche stare lì a togliere la cenere (ride)».
 

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