Il direttore Massimo Onofri parla del dipartimento: «La sfida? Farci trovare pronti ai cambiamenti»
I programmi di viaggi con Erasmus e Ulisse, laboratori e tirocini servizi dedicati tempi brevi di attesa: questi i punti di forza del Dumas di Sassari
Il Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali a Sassari è un centro di vite che si muovono, prima di tutto. Per la natura dei suoi corsi, chi varca questo cancello d’ingresso non è un modello di studente o studentessa su cui è facile tracciare una descrizione-tipo. Perché chi si approccia alle lingue, al settore del sociale, al mondo del turismo culturale, dentro in realtà ha un fiume in piena. Sono cervelli dinamici, aperti ai cambiamenti di questa epoca e pronti a volerli interpretare. È un fiume in piena per primo il direttore del Dumas, il professore Massimo Onofri. Di idee, di suggestioni. E di appuntamenti. Il suo ufficio è un via vai continuo, il telefono passa più tempo a squillare che a stare in silenzio sulla scrivania. Una vita intensa. «Già, una vita intensa – ripete divertito –, ma sono sempre qui. Sono mobile, semmai, con la testa». Il Dumas è un gioiello dell’offerta didattica complessiva dell’Università di Sassari, e la figura di Onofri nel corpo docenti è un piccolo grande vanto del dipartimento. Certo, lui non lo dice, anzi si sottrae anche dai meriti come direttore. Chi scrive in questo momento però lo sa bene, tanto da averlo voluto come relatore di laurea a tutti i costi nonostante si appartenesse a due dipartimenti diversi e un’agenda fitta di impegni. Massimo Onofri, scrittore, saggista, ultimo grande critico letterario militante a cavallo tra vecchio e nuovo secolo, ha ereditato il ruolo di direttore del Dumas dal professore Aldo Morace, in carica dal 2016 al 2012. A sua volta, subentrò a Gavino Mariotti (2012-16), che oggi invece è il rettore dell’Uniss. Onofri arriva all’appuntamento in scadenza di mandato, «al 31 ottobre 2023. Ho preso servizio il primo novembre del 2020 – ricorda, poi una piccola pausa e aggiunge –. Sì ma ci tengo davvero a dire che ho potuto governare senza particolari meriti perché accerchiato da una squadra di amministrativi brillanti».
Per far capire le cose come stanno, la prima domanda la fa lui: «Il nostro corso di Lettere magistrale, che concorre con Firenze, Torino, Trento, Milano, Padova, Bologna, su 44 atenei dove lo collocherebbe?», sarebbe un gran risultato essere nella top ten. «Ebbene, i dati Censis ci certificano al secondo posto». Persi nei corridoi per gli studenti del primo anno (le cosiddette «matricole») non dev’essere proprio una passeggiata ritrovare la strada giusta, perché le aule portano grandi nomi all’inizio difficili da incasellare. A fine triennio, però, questo è certo, rappresentano l’olimpo degli studi.E diventano nomi, cognomi, biografie imparate a memoria. Ci sono le aule che dal solito ordine numerico o alfabetico hanno preso i nomi dei linguisti, Saussure, Jakobson, Chomsky. I grandi letterati di lingua straniera, Joyce, Lu Xun, Cervantes, Dostoevskij, Proust, Lessing. Ci sono i nostri Satta, Nivola, Deledda. Viene da chiedersi, al di là di chi per indole sente una certa propensione per il settore umanistico, qual è il ruolo nel mondo di oggi per i laureati che escono da dipartimenti come il Dumas. «Innanzitutto – spiega il direttore Onofri – tenga conto del fatto che ci caratterizziamo per le lingue. Hanno un risvolto decisivo su più fronti, mi viene da pensare al tanto lavoro che passa attraverso la mediazione linguistica. L’immigrazione ci ha lanciato e ci lancia una sfida alla quale farci trovare preparati». Dunque, il punto sulla fine del mandato diventa il punto sugli idiomi contemporanei. Negli insegnamenti, è possibile muoversi tra lo studio dell’inglese, del francese, dello spagnolo, del tedesco ma anche del russo e del cinese. E c’è il catalano. «Il progetto è potenziare il russo e il cinese, lingue necessarie e molto richieste dagli studenti, ma soprattutto aprire un corso di arabo. In realtà – così Onofri – dovrei dire riaprire, perché fino a qualche anno fa era presente, poi il docente di riferimento è venuto a mancare e non è stato possibile sostituirlo. Ma l’arabo lo ritengo fondamentale per la crescita dei nostri percorsi di studi». Sul catalano, menzione speciale a parte: «Gli abbiamo dedicato un corso e si è rivelato molto seguito. Ora, si ami o no, ci si schieri o no, anche politicamente, ma penso sia doveroso offrire un servizio come il catalano. Qui a due passi, Alghero è la più grande enclave di catalano in Italia». Se deve scegliere un’istantanea del suo triennio, infatti, Massimo Onofri ribadisce: «chiudo il mandato con la soddisfazione di aver riaperto rapporti con la Catalogna, che ci fornisce anche diversi contributi. Sul catalano, si tratta di una scelta che guarda alla politica di tutela verso le autonomie linguistiche. Infatti, in ultima battuta, aggiungo che l’intenzione è intensificare le attività sulla sardistica». Da direttore, la visione è globale. Insegnamenti e pure servizi: elenca l’assistenza dei tutor e dei docenti, la piattaforma Moodle utilizzata per i materiali digitali, le aule studio nuove, l’aula informatica e le biblioteche dipartimentali, la copertura wi-fi, i laboratori di produzioni audiovisive e filologia digitale. E ancora, gli universitari Dumas hanno la possibilità di svolgere tirocini formativi in strutture pubbliche e private, conta su 17 accordi Erasmus traineeship. Il progetto di mobilità Erasmus offre 98 accordi internazionali ed è il primo dipartimento dell’ateneo per numero di studenti che viaggiano ogni anno, in media più di cento. Il programma Ulisse, infine, prevede mobilità extraeuropea finanziata per tirocini e ricerche. Sono in vigore sei accordi con enti di Russia e Cina. Onofri elogia il «brillante staff di collaboratori» sia sul fronte didattico che su quello amministrativo-contabile, «a partire dalla segretaria amministrativa, dal manager didattico e dal segretario di direzione». Chiude quindi con un’altra domanda: «il tempo medio di risposta alle mail che ci mandano gli studenti è di due ore. Mia figlia studia in una nota università del sud, sa lì la media? Quindici giorni. È bene che i nostri studenti lo sappiano». L’offerta formativa del Dumas è suddivisa in cinque lauree di tipo triennale e tre per il percorso magistrale. Si parte con “Lingue, culture e tecniche per il turismo”, che, come spiega Onofri, si rivolge poi a sbocchi occupazionali legati «alla gestione delle attività turistiche culturali, programmatore e direttore di itinerari turistici, consulente di iniziative culturali, per la programmazione e realizzazione di ferie, esposizioni, convegni nazionali e internazionali, programmatore di materiale didattico, turistico e cartografico, organizzatore e guida specializzata di viaggi che richiedano un’approfondita conoscenza di particolari itinerari turistico-culturali, e infine come curatore e promotore di iniziative e manifestazioni». “Mediazione linguistica e culturale”, invece, «permette di creare una formazione adatta a chi volesse intraprendere il percorso di mediatore culturale, operatore nei settori del turismo, operatore addetto alle relazioni internazionali in imprese e società». La laurea in “Progettazione, gestione e promozione turistica di itinerari della cultura e dell’ambiente”, «che si trova nella sede di Nuoro», apre allo sviluppo di un profilo come operatore, consulente, esperto in ambito territoriale e ambientale, in analisi dei paesaggi e rappresentazioni gis, in documentazione audiovisiva e multimediale presso enti pubblici e privati. “Scienze e tecniche psicologiche dei processi cognitivi” è ad accesso programmato locale, al contrario degli altri corsi invece ad accesso libero. Con questa laurea è possibile diventare assistente ai profili di psicologo magistrale per attività di natura preventiva, diagnostica e riabilitativa. «La laurea dà accesso all’esame di abilitazione per la sezione B dell’albo degli psicologi». Ad accesso programmato locale anche “Servizio sociale, che guarda ad attività professionali in ambiti di aiuto nei processi di inclusione sociale, di prevenzione, didattico-formativi e di ricerca, e «dà accesso all’esame di Stato per l’iscrizione alla sezione B dell’albo degli assistenti sociali». Chiusi i percorsi triennali, per quanto riguarda le lauree magistrali sono previsti tre indirizzi. “Lettere, filologia moderna e industria culturale”, in ottica di insegnamento negli istituti di istruzione superiore di primo e secondo grado, gestione di biblioteche e musei, archivi di Stato, sovrintendenze, centri culturali, fondazioni, premi letterari, mostre. “Lingue e letterature straniere per la mediazione culturale e la valorizzazione del territorio”, invece, offre una specializzazione nella consulenza per gli enti, le imprese e le istituzioni per attività di progettazione turistico-culturale, redattori di testi per la pubblicità, esperti per la programmazione di agenzie di viaggio, consulenti in parchi e riserve naturali, ricercatori. Infine, “Servizio sociale e politiche sociali”, previo esame e iscrizione all’albo, permette di diventare assistente sociale specialista. Onofri aggiunge «il master, unico nel suo genere, in Giustizia riparativa» e i laboratori di musealità, arte, cinema e multimedialità. Appendice finale sui ricercatori, «Il numero è quasi raddoppiato, abbiamo bandito un numero importante in questi tre anni tra contratti a tempo indeterminato e determinato. Il risultato è che a fine mandato mi ritrovo a essere uno dei più anziani in dipartimento. Spero ce ne sia uno riservato alla mia disciplina, continueremo con i bandi». (paolo ardovino)
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