Test di allerta nazionale nell’isola ma non tutti i telefonini squillano
Ieri il test di prova del nuovo sistema di allarme in Italia
Sassari L’appuntamento era fissato per le 12 di ieri e il segnale sonoro, un intenso e insolito squillo accompagnato da un testo in lingua italiana e inglese, è arrivato con qualche istante di ritardo. A volte anche con minuti di ritardo. Non a tutti, però, perché da diverse parti dell’isola sono rimbalzate segnalazioni di utenti che non sono stati raggiunti da T-Altre, il sistema di allarme pubblico realizzato per allertare la popolazione in caso di gravi emergenze o eventi catastrofici che si potrebbero verificare in determinate aree geografiche.
Malfunzionamento? Anomalia? Fallimento? Niente di tutto questo: quello di ieri era un test e come tale si è trattato del primo approccio ad una tecnologia che dovrà essere pronta entro il 2024.
La protezione civile La spiegazione del mancato squillo in alcuni dei cellulari agganciati alle celle telefoniche dell’isola arriva da Antonio Belloi, direttore generale della Protezione civile della Sardegna: «Si trattava di un test che è stato proposto soprattutto per dare la possibilità ai cittadini di segnalare le criticità che hanno riscontrato, in modo che si possa allestire un sistema sempre più efficiente che dovrà entrare in funzione entro il 2024». Nel testo della notifica ricevuta ieri dai telefoni “sardi” c’era anche il link al sito www.it-alert.it: « Cliccandolo, infatti, si accede ad un questionario in cui è possibile segnalare eventuali malfunzionamenti – continua Belloi – . Una volta raccolti gli esempi, gli inconvenienti saranno ridotti al minimo. Ad esempio, i telefoni in modalità “aereo” non hanno squillato, ed è capitato anche con quelli in modalità “silenzioso”. Ci sono poi alcune marche che sono risultate incompatibili e alcune compagnie che non avevano la copertura necessaria per ricevere il segnale. Ora tutte le segnalazioni verranno messe a sistema in modo che il sistema possa essere calibrato con un intervento tecnico. D’altra parte, il senso del test era proprio questo».
La sperimentazione Se quella effettuata nell’isola ha presentato alcune zone d’ombra, la Sardegna è comunque stata più fortunata della Toscana, la prima regione chiamata a sperimentare il sistema It-Alert. Che non fosse la giornata giusta, infatti, è stato chiaro sin da subito. Alle 11 la Protezione civile ha anticipato il test a favore delle telecamere di RaiNews24 ma il grupo di turiste a cui era stato inviato il messaggio di allerta non ha ricevuto nulla. L’imbarazzo, tuttavia, è durato pochi minuti perché alle 12, come nell’isola, è partito il messaggio destinato a raggiungere tutti i cellulari agganciati alle celle telefoniche toscane. Questa volta non c’è stata una cilecca generale ma, come accaduto in Sardegna, molti cellulari hanno ricevuto il segnale e il particolare squillo che annunciavano il test su un ipotetico evento catastrofico o uno stato di emergenza ha anticipato di pochi istanti una scossa di terremoto di magnitudo 3.7, questa volta decisamente reale, con epicentro a Poggibonsi. Il terremoto non ha causato danni alle persone (segnalata la caduta di calcinacci dal duomo di Siena) ma la clamorosa coincidenza di eventi ha lasciato perlomeno perplessa la parte di popolazione toscana che ha sentito tremare la terra poco dopo aver ricevuto il messaggio che annunciava la finta allerta. Nell’isola, insomma, è andata meglio e grazie alla collaborazione dei cittadini il sistema potrà essere migliorato e reso più efficiente. (c.z.)
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