Il nuovo Campo largo nell'isola è una realtà, a settembre la scelta del leader
Alla riunione d’apertura presenti una ventina di partiti e movimenti
Cagliari Il Campo largo, larghissimo, delle opposizioni è nato. Sfiderà il centrodestra alla Regionali, nel 2024. Vuole sconfiggerlo, mandarlo a casa, con un «programma innovativo e rivoluzionario», è stato annunciato in un clima abbastanza allegro, ma non scanzonato. A fine settembre, sceglierà il candidato-governatore, chissà se con le primarie, e che poi, in questa lunga e complicata campagna elettorale, «sin da subito dovrà dimostrare grinta e passione».
La conta All’appello «uniti per vincere» – lanciato in corsa – hanno risposto una ventina di partiti, associazioni e movimenti. Quanti arriveranno al traguardo finale è presto per dirlo, perché «le differenze fra noi esistono, ma da oggi devono diventare un valore aggiunto». Sul foglio delle presenze, all’ingresso del salone «Sali scelti», pare stavolta scelti con cura, ad aver firmato la prima bozza sono stati nell’ordine: Pd, 5 Stelle, Europa-Verdi, Progressisti, Sinistra futura, Demos, Socialisti, Più Europa, Italia in Comune, la sorpresa Fortza Paris, nel 2019 era nel centrodestra, Natzione sarda-Giustizia e libertà, Centro Democratico, Upc, Orizzonte Comune, gli indipendentisti di Liberu, ma anche quelli del gruppo A Innantis, Orizzonte Sinistra, Sardegna 2050, più un coordinamento di liste civiche. Italia Viva non s’è presentata, non per motivi politici ma impegni personali, Azione, invece, dichiarerà «siamo in una fase d’ascolto», mentre «Sardegna chiama Sardegna» ha declinato l’invito senza però chiudere la porta. All’incirca i confini del Campo dovrebbero essere quelli appena elencati, a parte riserve da sciogliere e dubbi ancora appesi. Fra pochi giorni le delegazioni cominceranno a confrontarsi su temi e problemi, soluzioni e riforme, per «ridare fiducia e speranza ai sardi ora in braghe di tela».
Il confronto A coordinare la riunione d’apertura è stato chiamato Paolo Maninchedda, che per l’occasione sarà meno fustigatore del solito, «infatti sono qui per dare una mano», ma poi dirà anche: «Le parole qui pesano, non vanno sprecate, come non va sprecato neanche un secondo di quest’occasione che ci siamo dati. Qui dobbiamo dialogare, fuori dobbiamo far nascere entusiasmo». Dal tavolo quadrato, molto grande nelle dimensioni, di fatto è stato un summit, hanno parlato i portavoce. Piero Comandini, segretario del Pd, ha detto: «Non siamo un cartello elettorale, ma un luogo di residenza. Dobbiamo saperci ascoltare, per costruire insieme un progetto serio, alternativo e realizzabile». Approvata, con un applauso liberatorio, la strategia del «diamoci una mossa», Ettore Licheri, coordinatore dei 5 Stelle, ha aggiunto: «Le buone alleanze nascono alla luce del sole, come noi stiamo facendo. Le aspettative dei sardi sono alte, non possiamo deluderli». La confusione e i veti incrociati dovranno essere banditi di sicuro dalle riunioni: «Qui serve solo trasparenza, chiarezza e lealtà», ha rilanciato Massimo Zedda dei Progressisti. Luca Pizzuto di Sinistra Futura ha esortato «a definire i confini del Campo, per evitare che qualcuno ci salti dentro all’ultim’ora». Eugenio Lai dell’Alleanza Rossoverde è stato deciso nel sostenere: «Prima condividiamo il programma, poi penseremo al candidato-governatore», che, secondo Giulia Lai di Liberu, «dovrà essere scelto con le primarie». Secondo Sebastian Cocco di Italia in Comune: «Dobbiamo dare una spallata decisa al sistema», e per questo – ha sottolineato Franciscu Sedda di A Innantis – «rimettiamo la Sardegna al centro di ogni progetto». Raimondo Ibba dei Socialisti ha ripreso subito il tema: «Al Psd’Az va strappata l’egemonia del sardismo, visto come l’ha calpestato». Mario Arca di Demos ha parlato di «chi oggi è disperato e vuole vivere, non sopravvivere». Poi è stata la volta di Franco Cuccureddu (Orizzonte), Federico Orgiana (Fortza Paris), Riccardo Lo Monaco (Più Europa) e Luisa Argiolas (Cd) che hanno auspicato: «Non ripetiamo i soliti errori, restiamo compatti». Fino ad Antonio Satta dell’Upc: «Oggi è nata la coalizione che sconfiggerà il centrodestra».
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