Gli ex allievi, nessun posto è lontano con la partenza e l’arrivo in questo dipartimento
Le belle ed entusiasmanti storie di Bastiano Sanna, uno dei leader della Biotech Vertex, Manuela Raffatellu, docente universitaria in California, Samuel Abiodun, ingegnere industriale della Deloitte e Maria Carla Piras, ingegnere informatico
Bastiano Sanna Ho iniziato a occuparmi di ricerca scientifica in campo biomedico al Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari, laureandomi in Scienze Biologiche con una tesi in Biochimica sotto la guida del professor Gianfranco Pintus. Appena laureato ho avuto la possibilità di iniziare il dottorato di ricerca, grazie al supporto della professoressa Bruna Tadolini ho trascorso un lungo periodo alla Cambridge University (nel lab del prof Genazzani). Dopo il dottorato sono partito per gli Stati Uniti per la formazione post-dottorale, alla fine stabilirmi in quel Paese. Attualmente sono Executive vice president, chief of cell and genetic therapies dell’azienda Biotech Vertex. In questo ruolo sono responsabile dell’avanzamento della ricerca, dello sviluppo e della produzione di tutti i programmi di terapia cellulare e genetica, comprese le emoglobinopatie, la distrofia muscolare di Duchenne, la distrofia miotonica di tipo 1 e il diabete di tipo 1. Sono anche il direttore del sito di ricerca Vertex Cell and Genetic Therapies, che abbiamo aperto nel 2021 presso Innovation Square nel Seaport district di Boston, dove alcune centinaia di scienziati che lavorano su complessi problemi scientifici per la cura di malattie come diabete mellito e talassemia. Prima della Vertex, sono stato il CEO di Semma Therapeutics (compagnia acquisita da Vertex nel 2019). Prima di Semma, ho fondato un’altra compagnia biotech (Magenta) di cui sono stato Chief Operating Officer. Il mio esordio nell’eccitante campo della terapia cellulare era precedentemente avvenuto con Novartis, dove ero nel team dirigenziale dell'Unità di terapia genica e cellulare come responsabile del programma globale del trapianto di cellule staminali. Ho inoltre avuto molte altre opportunità di crescita professionale: da essere il “braccio destro” del presidente di R&D Novartis, a lavorare nel campo della finanza per una banca di investimento che si occupava di farmaceutica. Un’intera carriera negli States che ha comunque avuto come punto di inizio fondamentale gli studi al Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Sassari, a cui sarò sempre grato.
Manuela Raffatellu L’Università di Sassari e il Dipartimento di Scienze Biomediche sono stati molto importanti per la mia formazione scientifica. Ho iniziato a frequentare il Dipartimento quando ero al terzo anno della facoltà di Medicina. Ho trovato un ambiente accogliente, con tante persone valide che avevano diversi contatti internazionali e che incoraggiavano gli studenti ed i neolaureati a fare un percorso di formazione all’estero. La mia prima esperienza all’estero fu in Danimarca come studentessa del progetto Erasmus nel laboratorio di un collaboratore del professor Salvatore Rubino, relatore della mia tesi di laurea. L’esperienza danese rafforzò il mio desiderio di partire subito dopo la laurea per continuare a crescere professionalmente. Scelsi gli Stati Uniti, dove vivo da oltre vent’anni e dove sono riuscita a realizzarmi. Sono un Professore Ordinario nella Facoltà di Medicina dell’Università della California a San Diego e dirigo il mio laboratorio di ricerca da quindici anni. Nel mio gruppo, composto da una decina di persone selezionate da me, facciamo ricerca sulle infezioni batteriche intestinali e le coliti infiammatorie, studiando le interazioni tra i batteri patogeni ed i batteri “buoni” del microbiota con il sistema immunitario. Oltre a fare ricerca ad alti livelli, il mio lavoro consiste anche nell’insegnamento e nella formazione scientifica delle nuove generazioni. Molte delle persone che hanno lavorato da me stanno continuando la loro carriera nell’industria o nell’università, incluse tre giovani donne che adesso dirigono il loro laboratorio. Spero che la mia esperienza possa incoraggiare i giovani ad intraprendere un percorso di studi scientifico.
Samuel Abiodun (Ingegneria Industriale) Nonostante le iniziali difficoltà con la lingua italiana, che avevo studiato solo al mio arrivo al centro di accoglienza, ho ricevuto un caloroso benvenuto dai compagni di corso e dai professori. Il corso di laurea in Ingegneria Industriale è stato impegnativo e stimolante, mi ha permesso di completare gli studi con un master e inserirmi presso la Deloitte, per la quale lavoro circa un anno.
Maria Carla Piras (Ingegneria Informatica) Nel 2018, anno del mio diploma, apre a Sassari il corso triennale di Ingegneria Informatica. Seppur titubante decido di iscrivermi e oggi non posso che essere soddisfatta della scelta. L’offerta formativa molto varia, l’ambiente stimolante e un rapporto docenti-studenti sempre diretto e di ampia disponibilità hanno reso i tre anni di studio un’esperienza ricca dal punto di vista formativo e umano.
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