Sta affondando la motonave che portava i mafiosi all’Asinara
A bordo salirono Raffaele Cutolo e Bagarella, ma anche il br Curcio e Matteo Boe
Cagliari Cola a picco nel molo diportistico di Su Siccu, la storica motonave che dal 1978 al 1998 faceva la spola fra Porto Torres e l’isola dell’Asinara per trasportare i detenuti “eccellenti” destinati alla reclusione dura nel carcere di massima sicurezza circondato dal mare sentinella.Il traghetto si sta inabissando in un fondale fra i tre e cinque metri e si sta portando appresso i vecchi arredi in legno marcio e ferro corroso dall’umidità marina accatastati, suppellettili varie, macchinari di bordo, reti da pesca, forse oli esausti e inquinanti. Attorno alla motonave inclinata e in parte già sommersa a poppa, la capitaneria di porto ha fatto disporre sul molo una recinzione metallica per impedire ogni accesso e creato attorno allo scafo una striscia galleggiante come barriera ad eventuali fuoriuscite di liquidi inquinanti. Basteranno a scongiurare un danno eco-marino di preoccupante misura? Con la storica “nave dei detenuti” si stanno adesso inabissando capitoli di storia penitenziaria di cui L’Asinara è diventata il simbolo.
Su quella motonave di 43 metri hanno viaggiato in manette nomi eccellenti di mafia e camorra, di terrorismo politico, di criminalità comune: i mafiosi Cutolo e Bagarella (per Totò Reina venne organizzato un viaggio speciale con una motovedetta militare), i terroristi Curcio e Franceschini, il sequestratore Matteo Boe. E altri. Ci viaggiarono anche i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che andavano a isolarsi all’Asinara per allestire in sicurezza il maxi processo contro la mafia. Adesso la “Gennaro Cantiello”, agente di polizia penitenziaria medaglia d’oro, sta finendo sott’acqua davanti a centinaia di persone che ogni sera affollano la passeggiata lungomare di Su Siccu. Tanti non conoscono la storia della nave relitto che da anni costituisce una brutta immagine fra centinaia di imbarcazioni da diporto. Una cartolina turistica che ha origine nel 2011, quando i carabinieri del Nas salirono a bordo e accertarono che cucina e locali del ristorante-pizzeria “Peccato di gola” erano in condizioni igieniche e sanitarie inaccettabili e che pertanto andava chiuso e posto sotto sequestro. Cominciò un lungo contenzioso con la proprietà, fatto di ordinanze giudiziarie, ricorsi e sentenze mai di fatto applicati. Ma per la Cantiello segnò l’inizio della fine.
Dismessa dall’amministrazione penitenziaria e tornata di proprietà del ministero della Giustizia quando nel 1998 fu decretata la fine del supercarcere dell’Asinara, la motonave finì all’asta e acquistata da un impiantista cagliaritano del quartiere Marina, Salvatore Pergola, che se ne era innamorato vedendola all’ormeggio a Porto Torres. La sua intenzione era quella di portarla a Cagliari e trasformarla in ristorante galleggiante a Su Siccu. Pazza idea che andò in porto nel 2004 quando venne inaugurato il ristorante-pizzeria di bordo “Peccato di gola”. Poi il blitz del Nas nel 2011, il sequestro della nave e l’inizio della querelle giudiziaria, con la Cantiello che ha continuato ad agonizzare in stato di abbandono nel molo Sant’Elmo, dove adesso si sta inabissando per sempre portandosi appresso anni di storia penitenziaria a L’Asinara.
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