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Sanità

Scatta l’allarme nell’isola: Microcitemico senza anestesisti

di Andrea Massidda
Scatta l’allarme nell’isola: Microcitemico senza anestesisti

Le famiglie dei piccoli pazienti dell’ospedale che ha sede a Cagliari indignate per i tempi lunghi per la rimozione dei cateteri. Arnas e Asl8 a rapporto dall’assessore Doria

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Sassari Le famiglie dei piccoli pazienti del Microcitemico di Cagliari indignate per i tempi troppo lunghi necessari alla rimozione dei cateteri venosi utilizzati nelle terapie oncoematologiche. Poi la tanto discussa impossibilità degli esperti in Anestesia pediatrica dell’Azienda di rilievo nazionale e alta specializzazione Brotzu di far fronte a tutte le richieste d’intervento in arrivo dall’ospedale Antonio Cao (il Microcitemico, appunto, facente parte dell’Asl 8). E come se non bastasse, le improvvise dimissioni di Leonardo Bianciardi, primario di Rianimazione e Anestesia del Santissima Trinità e del Microcitemico, che ha lasciato il suo incarico dopo essere finito sotto accusa nonostante la solidarietà dei genitori dei bambini : «Grazie a tutti, ma le condizioni attuali non mi permettono di svolgere il mio lavoro nella più completa serenità», ha scritto annunciando di andarsene il prossimo 30 settembre.

Nel terremoto che in questi giorni roventi di metà luglio sta investendo la Sanità cagliaritana, e quindi di tutta la Sardegna, l’unica cosa certa sembra la scarsa chiarezza della situazione. Anche per questo l’assessore regionale competente Carlo Doria stamattina incontrerà nella sede di via Roma i vertici dell’Asl 8 e dell’Arnas Brotzu, i direttori delle strutture complesse di anestesia delle due aziende e il direttore della Struttura complessa di Oncoematologia pediatrica che ha sede al Microcitemico.

«A oggi – dice Doria – è in vigore un accordo tra l’Asl 8 e l’Arnas Brotzu per garantire le prestazioni anestesiologiche ai piccoli pazienti del Microcitemico. Ho convocato con urgenza tutte le parti coinvolte per capire dove si sia inceppato il meccanismo e individuare e circoscrivere i profili di responsabilità». In attesa di capire meglio che cosa stia effettivamente accadendo, Doria mette l’accento su un punto in particolare della vicenda.

«Non è importante quale targa sia esposta fuori dall’ospedale, ovvero che il Microcitemico sia in capo all’Asl 8 o all’Arnas Brotzu, l’unico aspetto che conta, in una sanità che è “sistema” ed è “regionale”, sono le cure. E il presidio ospedaliero Cao è un punto di riferimento per la pediatria in Sardegna e l’assistenza per malattie gravi e rare». L’assessore Doria – medico e ordinario nel Dipartimento di Medicina dell’Università di Sassari – interviene anche sul tema della carenza degli anestesisti pediatrici. «Non esiste – spiega – una scuola di specializzazione in anestesia pediatrica: l’anestesista pediatrico è uno specialista che nel corso della sua attività professionale ha acquisito specifiche competenze, come oggi normalmente avviene in tutte le discipline, e le sue capacità sono sicuramente insostituibili se ci si ritrova davanti a prestazioni di elevata complessità come ad esempio una chirurgia cardiaca neonatale, ma ci sono anche procedure più elementari, poco invasive come ad esempio le sedazioni, che non richiedono queste competenze e che un anestesista deve essere in grado di eseguire anche in pazienti in età pediatrica».

Morale? «Ciò che il sistema sanitario deve garantire – conclude l’assessore Doria – sono l’adeguatezza e la sicurezza delle cure. Evenienze di questo tipo devono essere previste sempre e comunque. Ciò che non può essere tollerato sono situazioni come quella lamentata». Intanto ieri, Marina Pisu, delegata aziendale del Brotzu del sindacato anestesisti Aaroi Emac, ha diffuso un comunicato al vetriolo citando proprio Carlo Doria. «Ancora una volta – si legge – rimaniamo sconcertati davanti alle dichiarazioni dell’assessore, che si preoccupa dei piccoli pazienti solo quando i problemi finiscono sulla stampa e per mettere una pezza fa un vertice fra dirigenti, non certo con gli operatori sanitari».

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