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Caro biglietti

Allarme dell’Enac: «Il prezzo dei voli non è una lotteria»

di Claudio Zoccheddu
Allarme dell’Enac: «Il prezzo dei voli non è una lotteria»

Di Palma: «Non siamo contro il libero mercato, ma serve una legge che limiti gli algoritmi»

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Sassari Non è un’impressione: il prezzo dei biglietti aerei acquistati online può cambiare a seconda di chi lo compra, soprattutto quelli delle compagnie low cost. È per questo motivo che capita anche che sullo stesso volo trovino posto persone che hanno pagato cifre diverse per un biglietto identico. Dietro l’altalena dei prezzi non c’è un contabile impazzito che spara cifre a caso ma un sofisticato algoritmo che “cuce” il biglietto addosso al viaggiatore sfruttando i “cookies” registrati dal browser. In altre parole, gli algoritmi, oltre a valutare la tempestività dell’acquisto, sfruttano la geolocalizzazione, individuano il tipo di dispositivo utilizzato (iOS di Apple viene associato ad una fascia medio-alta di compratori, e dunque utilizzarlo può portare a spese maggiori) e ogni file salvato sul computer degli utenti che utilizzano un particolare programma per navigare in Internet, come Chrome, Firefox, Internet Explorer, Safari e tanti altri. In sostanza, tutte le tracce lasciate sul web vengono a galla per “definire” il profilo del compratore e stabilire il prezzo che, appunto, può variare in base alle informazioni raccolte. Un problema che arrovella anche il Governo, con il ministro Adolfo Urso che, due giorni fa, ha annunciato un intervento normativo contro il caro prezzi dei voli.

L’autorità Un problema che preoccupa anche l’Enac, l’Ente nazionale per l'aviazione civile, che ha sottolineato a più riprese la pericolosità di questa prassi che il presidente, Pierluigi Di Palma, definisce una “riffa”, come se l’acquisto di un biglietto aereo equivalesse a partecipare ad una lotteria: «Non è una questione di libero mercato – spiega Di Palma –, anche il prezzo dei maglioni è affidato al libero mercato e tutti sanno che lo stesso capo può avere prezzi differenti se acquistato in negozi diversi. Ma, in questo caso, il prezzo è chiaro sin dall’inizio e non cambia. Con i maglioni il libero mercato non determina una riffa finale che genera prezzi cuciti addosso all’acquirente a seconda delle sue ricerche sul web, della sua residenza o delle sua capacità di spesa. È opportuno e necessario che i prezzi vengano comunicati in anticipo e che non ci sia una variazione determinata dalla condizione dell’acquirente». Quella del presidente di Enac non è un richiesta di ritorno al passato e ai bei vecchi tempi: «Nessuno chiede questo. Anzi, ci può stare che i biglietti costino meno quando vengono prenotati in anticipo o che si possano utilizzare altri meccanismi che determinino sconti o rincari ma nel nostro ordinamento ci sono leggi che tutelano i consumatori e chiedere ai vettori di sapere prima i prezzi dei biglietti, secondo, me non genera alcun conflitto con le regole comunitarie». L’Enac, però, può solo indicare il problema e sottolinearne la gravità: «Non abbiamo una competenza specifica e il nostro è un contributo di idee – spiega il presidente dell’Ente nazionale per l'aviazione civile – ma comunque diciamo che, anche da un punto di vista normativo, è sempre più necessario che si trovi un punto d’incontro con la legislazione europea che possa ridurre al minimo tutte le pratiche che possano permettere di generare rincari se gli acquisti vengono effettuati da un iPhone, di giorno, di notte, da casa o dall’ufficio. Il governo ha già dichiarato di avere intenzione di porre un freno a questa pratica e una normativa nazionale può essere più veloce di quella comunitaria. Vedremo».

Le scorciatoie Per sfuggire alle grinfie degli algoritmi, per fortuna, non è necessario un corso di avviamento all’hackeraggio o un’escursione nei meandri più bui e nascosti del deep web: «Guardi – aggiunge Di Palma – io utilizzo TikTok per imparare l’inglese e mi sono imbattuto in diversi utenti che invece lo utilizzano per divulgare alcune informazioni che, se messe in pratica, possono limitare l’ingerenza degli algoritmi nella costruzione del prezzo finale dei biglietti aerei». Le scorciatoie, dunque, arrivano dalla stesse matrice che verrebbe utilizzata per gonfiare i prezzi dei bilgietti aertei. Perché è proprio un algoritmo a scegliere alcuni dei contenuti che vengono proposti agli utenti dei social network. Compresi quelli che insegnano a risparmiare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

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