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Il caso

Fibra ottica negata a Pratosardo: «Cavi di rete all’ingresso dell’azienda, ma non si può fare l’allaccio»

Il patron della ditta Mario Pinna
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Il patron della ditta Mario Pinna

La storia incredibile della Taulara

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Sassari «Sto guardando fuori dalla finestra del mio ufficio, da qui vedo la piastra della fibra ottica, è proprio davanti al cancello, c’è soltanto il piazzale di mezzo». Non ci sono parole migliori, oltre quelle che utilizza il patron della ditta Taulara Mario Pinna, per descrivere la nuova era digitale che sta vivendo la zona industriale nuorese di Pratosardo. Un tempo in tema di banda larga si parlava di coprire “l’ultimo miglio”, ma a Nuoro sembra proprio che ci sia un problema di “ultimo centimetro”.

Sì, perché nella zona industriale la fibra ottica è arrivata, due volte, ma gli operatori non vogliono accenderla: una beffa. «Tenga conto della provocazione – spiega Pinna – hanno portato la fibra vera fin davanti al cancello dell’azienda però non so a quale santo votarmi affinché la colleghino. Non l’hanno ancora messo in commercio, capisce? Qui c’è un’azienda che si occupa di trasferimento di dati e non si può fare l’allaccio. Ma poi dico, addirittura hanno portato non uno, ma due anelli di fibra: è assurdo».

La situazione della connettività pessima nell’area industriale penalizza particolarmente l’azienda dell’imprenditore originario di Mamoiada, approdato nel settore del digitale dopo l’esperienza politica che l’ha visto sedere negli scranni del Parlamento e della giunta regionale. Dal 2001, anno di fondazione, la sua l’azienda si occupa di conservare e digitalizzare documenti. In sostanza gli enti che si affidano a Taulara spostano l’archivio cartaceo nei loro depositi super protetti che fungono come una mega biblioteca. Quando il cliente chiede un vecchio documento, la ditta lo individua nell’archivio cartaceo, lo digitalizza e lo rende disponibile. È chiaro, quindi, che oltre al deposito cartaceo c’è una server farm interna che senza internet non ha senso di esistere. Il modello di business ruota proprio attorno al collegamento esterno. E più è veloce, più richieste e clienti si possono gestire contemporaneamente. Più è lento e meno possibilità di crescita ha la ditta. Meno crescita uguale meno posti di lavoro. E quindi il collo di bottiglia del business di Taulara è proprio dato dalla poca banda internet a disposizione.

«Noi ci stiamo arrangiando con tre linee Telecom – riprende Pinna – per avere più percorsi di rete in modo da gestire questa mole ingente di documenti. L’unica cosa che abbiamo ottenuto qualche anno fa, è questa: che la fibra ottica è arrivata Pratosardo ma soltanto alla centralina dell’operatore. La tratta fino alla nostra azienda, invece, è ancora in rame. Il fatto è che le linee sono lunghe un chilometro e quindi alla fine il segnale che arriva qui da noi è lo stesso di prima». Secondo l’imprenditore l’unica soluzione è che le amministrazioni regionali e comunali, magari insieme ai parlamentari del territorio si mettano insieme per cercare di risolvere una situazione che potrebbe significare fare la differenza tra la vita e la morte delle aziende. «In una zona industriale il cui sviluppo è rallentato è chiaro che in ogni lotto non c’è un’attività produttiva ma ancora meno ce ne saranno se le infrastrutture fondamentali di una società moderna non vengono attivate. Va fatta una battaglia seria». (s.sant.)
 

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