Fusione Alghero-Olbia: la Regione chiede una sospensiva
Istanza al Tribunale ordinario per avere una decisione entro Ferragosto
Cagliari Alla vigilia di Ferragosto potrebbe arrivare la prima decisione del Tribunale delle imprese sulla fusione fra gli aeroporti di Olbia e Alghero. Oltre ad aver presentato l’annunciato ricorso contro le delibere dei due consigli d’amministrazione, gli avvocati della Regione hanno sollecitato anche l’immediata sospensione di ogni attività da parte della neonata «Nord Sardegna aeroporti», controllata dal Fondo F2i, frutto dell’accordo fra le ormai ex Sogeaal e Geasar . La richiesta è perentoria – si legge nel ricorso – perché la sentenza vera e propria non sarà emessa prima di gennaio e quindi, nel frattempo, «gli effetti della stessa fusione non possono procurare un danno neanche potenziale alla Regione», visto che, com’è previsto dal codice civile, «trascorsi 60 giorni dalle delibere dei consigli d’amministrazione la costituzione della Nord Sardegna aeroporti sarà irreversibile e, a quel punto, non potrà essere più impugnata».
Le ipotesi Sulla richiesta di sospensiva immediata dovrà pronunciarsi il presidente del Tribunale, che avrà due possibilità. Decidere senza convocare le parti in causa ma basandosi solo sul ricorso della Regione e sulle eventuali contro deduzioni che potrebbero essere presentate dai legali di F2i nei prossimi giorni. Oppure, sempre il presidente del Tribunale, prima della decisione potrebbe chiedere un confronto fra i due contendenti. In ogni caso, una decisione da parte del giudice dovrà esserci entro Ferragosto, è l’ultima scadenza utile, perché le delibere di Geasar e Sogeaal risalgono a fine maggio. È vero anche che la «Nord Sardegna aeroporti» ha rinviato a fine settembre l’efficacia della fusione, come segnale d’apertura verso la Regione, ma secondo i legali della Giunta «comunque dovrà essere rispettata la scadenza dei due mesi prevista dal codice civile».
Il ricorso A gennaio, invece, il Tribunale delle imprese di Cagliari dovrebbe pronunciarsi sul ricorso vero e proprio, presentato per conto della Regione dal professor Gabriele Racugno e dagli avvocati Mattia Pani e Sonia Sau dell’Ufficio legale della stessa Regione. Sono soprattutto due i punti salienti. Il primo: all’indomani della fusione fra Geasar e Sogeaal – scrive il pool di legali – a uno di soci pubblici, è sempre la Regione, di fatto «è negato il diritto fondamentale di poter chiedere la convocazione immediata del consiglio d’amministrazione della Nord Sardegna aeroporti perché, proprio a causa della fusione, la sua nuova quota azionaria scenderebbe al di sotto del 10 per cento, prevista dal codice civile come il limite minino necessario per poter esercitare quello stesso diritto». Il secondo punto del ricorso è basato sul fatto che la fusione fra Geasar e Sogeaal non sarebbe stata preceduta da un bano pubblico e questo «mancato passaggio - sempre secondo i legali della Regione – è in palese contrasto con le norme che regolano l’affidamento delle concessioni aeroportuali da parte dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile». Più volte, va ricordato, F2i, che il socio di maggioranza nella «Nord Sardegna aeroporti», ha respinto le contestazioni della Regione e presto lo farà di sicuro anche nell’aula del Tribunale delle imprese.
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