Alberghi meno costosi, ma la stagione è positiva e si punta sui mesi di spalla
Pesa l’evidente calo delle presenze dei turisti domestici
Sassari L’isola a prezzo di saldo? Non proprio. O, perlomeno, non ovunque. Il calo, anche nel prezzo degli alberghi, c’è stato: «Diciamo che non si tratta di episodi isolati – commenta Stefano Visconti, presidente della Camera di commercio di Sassari – ma nemmeno comuni a tutti gli alberghi. In ogni caso, è normale che questo sia accaduto e stia accadendo. Quando sono state ipotizzate le tariffe degli alberghi dell’isola, diciamo tra novembre e dicembre del 2022, tutto è stato fatto sulla scorta del buon andamento registrato nella stagione appena terminata. A quel punto, gli albergatori hanno scommesso sulla tenuta del prezzo e sul fatto che il mercato potesse digerire quel tipo di tariffe. Da marzo, invece, la domanda ha cominciato ad appiattirsi fino a raggiungere una flessione con un curvatura discreta che ha presentato a tutti quello che sarebbe accaduto durante l’estate. Quando c’è molta domanda, il prezzo sale ma quando la domanda è inferiore alle aspettative, il mercato si riposiziona e anche i prezzi cambiano».
Detta così, sembrerebbe l’antefatto del fallimento dell’industria delle vacanze dell’isola: «No, non è così. Anzi. Questa è una stagione positiva – continua Visconti –, anche se chiaramente i numeri verranno raccolti a fine agosto, ma siamo sui livelli del 2019». Anche Paolo Manca, presidente di Federalberghi, conferma il calo dei prezzi dei soggiorni: «Si, sta accadendo, anche se non in modo esagerato. Diciamo che in alcuni casi può succedere quando si registra una svolta nella stagione». Niente di clamoroso, secondo Manca: «Per nulla, quella del 2023 è una stagione sicuramente positiva ma non è la migliore. Direi normale, con problematiche normali come quella del rimbalzo delle presenze degli italiani, che sono diminuite per via della capacità di spesa ridotta dall’inflazione. Ora su agosto, considerato il calo dei prezzi dei trasporti, ci aspettiamo una ripresa dei soggiorni last minute».
Le buone notizie, tuttavia, non mancano e riguardano un periodo su cui si è detto molto e fatto un po’ meno: «Ad agosto ci giocheremo un bel pezzo di stagione – contina Manca – c’è tanto invenduto, le grandi agenzie turistiche hanno tanti tagliandi invenduti e abbiamo notato anche un po’ di disordine nei prezzi. Sulle settimane centrali di agosto non avremo problemi, vedremo cosa accadrà sulla prima e sull’ultima ma i numeri saranno simili a quelli del 2019, dunque positivi. Poi, ci sono buone prospettive per settembre e ottobre».
Nella letteratura turistica dell’isola, quelli sono i mesi dei turisti del Nord Europa: «Certo, la programmazione è fondamentale per i mesi di spalla – conclude Manca – ma sappiamo che il calo dei prezzi e delle presenze sarà un incentivo notevole per i turisti stranieri che preferiscono l’isola quando è meno affollata».
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