«Il governo tradisce sindaci e cittadini depennando opere utili e necessarie»
La Provincia di Sassari contro i tagli al Pnrr
Sassari «Un errore, drammatico. Ma soprattutto un tradimento. Prima di tutto all’articolo 5 della Costituzione. Che recita che la Repubblica, riconosce e promuove le autonomie locali, attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo, adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento. E invece, come sempre, le decisioni arrivano da Roma e calano sopra territori che le leggono sui giornali». È furente Pietrino Fois, amministratore straordinario della Provincia di Sassari e da anni tra i protagonisti del movimento trasversale tra enti pubblici, associazioni datoriali, sindacati che porta avanti una durissima vertenza per lo sviluppo “dal basso” del nord dell’Isola.
«Leggere – attacca – che opere per la mitigazione del rischio idrogeologico, manutenzione di strade e ponti, riqualificazione di edifici e spazi pubblici, verde urbano, potenziamento delle aree interne e lotta al degrado sociale sono stati messi da parte da governo ed Europa, rimodulando in maniera univoca e verticistica il Pnrr, è l’ennesimo schiaffo alla parte migliore del Paese. Fatta da quei Comuni che Roma è sicura falliranno, e che invece si sono impegnati allo stremo per predisporre progetti realmente utili allo sviluppo del territorio». I progetti a rischio sono migliaia e messi tutti insieme valgono oltre 400 milioni di euro. Finiti sotto la mannaia di un governo che ha deciso di rimodulare in maniera massiccia fondi per opere che, secondo il suo pronostico, entro il 2026 non riuscirebbero a essere realizzate. La promessa è che le opere verranno comunque realizzate attraverso altri canali di finanziamento, come il Fondo di sviluppo e coesione (Fsc).
«Ma il punto vero – attacca Fois – e che non siamo stati coinvolti in alcun modo nella scelta. La notizia è talmente inattesa che ancora non abbiamo potuto fare il punto su quante di queste opere “cancellate” sono già partite, quali sono a un passo dall’appalto. E soprattutto quante sono assolutamente strategiche, soprattutto per la mitigazione del rischio idrogeologico, che prevedeva anche la possibilità di presentare progetti anche per la messa in sicurezza di strade e ponti, di edifici pubblici. Ma anche per la partita riguardante la rigenerazione urbana, le aree interne, le zone verdi».
«Siamo di fronte – continua l’amministratore unico della Provincia di Sassari – alla cancellazione della tanto invocata programmazione territoriale. Quella che, con enorme fatica, abbiamo messo in piedi quando il Pnrr ha iniziato a muovere i suoi passi. Ci dicevano che non avevamo proposte, che non eravamo in grado di fare sintesi. E invece noi ci siamo seduti tutti intorno a un tavolo, per la prima volta nella nostra storia, e abbiamo indicato le nostre priorità, nel quadro di un progetto armonico di reale rilancio del territorio. Risultato? Un tratto di penna da Roma, con la benedizione di Bruxelles, e tutto viene cancellato. Per spostare risorse su altre partite, e continuando a “succhiare” le nostre di risorse. Basti pensare che la Provincia di Sassari, dai tempi di Monti, continua a versare 30 milioni all’anno per risanare i conti dello Stato, e non ha un euro per riparare le strade, le scuole. Gli enti locali hanno le competenze, e le responsabilità, ma non le risorse. E quando succedono le tragedie sono i sindaci che sono chiamati a risponderne, non certo i burocrati che hanno deciso di stralciare i progetti contro il rischio idrogeologico».
Poi l’ultima stoccata. «In questi mesi di duro lavoro – conclude Pietrino Fois – abbiamo trasformato la rabbia di un popolo intero in voglia di trovare soluzioni condivise. Abbiamo fatto un lavoro immane, con incontri, dibattiti, manifestazioni itineranti in tutti i luoghi critici del nostro territorio. Abbiamo messo insieme sindaci di “colori” diversi, datori di lavoro e sindacati che magari si guardavano in cagnesco. E abbiamo marciato uniti. Questa rabbia, figlia di una crescente disperazione, è presente, e vuole risposte. Delegittimare gli enti intermedi, e soprattutto i sindaci, può creare effetti dirompenti».
«Ora noi – sottolinea l’amministratore unico della Provincia di Sassari – faremo una minuziosa analisi di quello che il governo ha ben pensato di cancellare. E chiederemo che i progetti vengano immediatamente rifinanziati con il fondo di sviluppo e coesione o con altri canali di finanziamento. Quello che è certo è che non permetteremo che la nostra voce non venga, per l’ennesima volta, ascoltata».
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