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Aerei

Caro voli, stop all’asta dei biglietti ma le compagnie insorgono

Caro voli, stop all’asta dei biglietti ma le compagnie insorgono

Il governo: l’algoritmo che fissa i prezzi diventa pratica commerciale scorretta. I vettori all’attacco: precedente pericoloso che rischia di penalizzare i cittadini

08 agosto 2023
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Sassari Come annunciato il nuovo decreto del Consiglio dei ministri ha introdotto norme che regolano i prezzi dei biglietti aerei. Un provvedimento che riguarda in special modo le isole maggiori e quindi la Sardegna: «Sul caro voli siamo intervenuti con due misure – ha detto il ministro delle Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso –: un tetto massimo per le nuove gare dei servizi pubblici per le isole. Abbiamo determinato che abbiamo individuato nell’algoritmo che realizza una sorta di asta di voli e che consente la profilazione dell’utente, che sia dichiarato come prassi commerciale scorretta se ciò porta pregiudizio per l’utente. In questo modo pensiamo di aver frenato quest’asta dei voli che si determina in alcune condizioni, ovvero quando c’è la massima richiesta, si tratta di un arbitrio che non sarà più consentito».

«Il Governo lavora contro ogni pratica commerciale scorretta che penalizzi la Sardegna e la Sicilia», ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il provvedimento non piace alle compagnie aeree che lo contestano apertamente: «Il decreto ha come obiettivo dichiarato quello di calmierare i prezzi dei biglietti aerei nazionali da e per le isole», ha detto Alessandro Fonti, presidente di Aicalf, l’Associazione Italiana delle Compagnie Aeree Low-Fare. Secondo Fonti c’è però il rischio di creare «un pericoloso precedente a un settore la cui liberalizzazione ha portato in questi anni benefici enormi ai cittadini italiani ed europei. Ogni tentativo di restringere gli spazi di libero mercato - oltre ad essere in contrasto con la normativa europea applicabile - non potrà che avere effetti negativi, e contrari agli obiettivi dichiarati, sull’offerta e sugli stessi prezzi dei biglietti, danneggiando per primi i consumatori e mettendo a rischio in ultima analisi gli investimenti delle compagnie aeree in Italia e l’occupazione diretta e dell’indotto, prosegue». «Se il governo ha veramente intenzione di agevolare la mobilità dei propri cittadini, e non vuole procedere per spot acchiappa voti cominci con il rimuovere l’addizionale municipale da tutti gli scali italiani che impatta negativamente, quella sì, sui flussi turistici, sui prezzi dei biglietti e sull’occupazione. Procedendo come sta facendo, invece, la conclusione rischia di essere quella di disincentivare le compagnie aeree a investire nel nostro paese e di tornare quindi a 25 anni fa, quando i voli erano una cosa per ricchi, con conseguenze disastrose per il settore turistico ed effetti negativi per la libera circolazione dei cittadini che volano anche e soprattutto per lavoro, studio o salute».

«Si è arrivati a questo Decreto sul caro Voli dopo un percorso durato mesi e nessuno può dire di non essere stato ascoltato o avvisato – ribatte il parlamentare sardo Salvatore Deidda, presidente della commissione Trasporti –. Non si può dire che non ci sia stato confronto visto che durante l’indagine conoscitiva è stato più volte ribadito la necessita di intervenire e abbiamo chiesto alle compagnie aeree di offrire soluzioni o in alternativa sarebbe stato il Governo ad intervenire».

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