La Nuova Sardegna

Enti locali

Province sarde, ennesima giravolta: via libera alla nuova mappa

di Silvia Sanna
Province sarde, ennesima giravolta: via libera alla nuova mappa

Il Consiglio regionale resuscita la riforma approvata nel 2021. L’isola avrà 6 enti intermedi e 2 città metropolitane a Cagliari e Sassari

07 settembre 2023
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Sassari Affondate ma sopravvissute, tenute a galla dalla politica che – in maniera abbastanza trasversale – non si è mai comportata da vera accabadora. Anzi, non solo ha legiferato per ripristinare le Province, ma le ha persino fatte crescere. Enti intermedi, a metà strada tra il Comune e la Regione, svuotati nel tempo di gran parte dei poteri, indigesti alla maggioranza dei sardi che nel 2012 si è espresso in maniera netta a favore della loro cancellazione. Sulla spinta di un generale sentimento anticasta e antipoltrona ben guidato da alcuni partiti politici, in testa quello dei Riformatori, che oggi riporta in vita le Province allargando le braccia e dicendo: «Dobbiamo applicare la legge».

Il risultato è che a breve, dopo un lungo giro durato più di 11 anni, fatto di salite, discese e capitomboli, in Sardegna ci saranno 6 province più 2 città metropolitane. Quattro enti in più invece delle 4 province storiche di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. Ma con poteri e caratteristiche molto diverse: saranno non di primo ma di secondo livello, perché i loro componenti saranno eletti non dai cittadini, ma dai sindaci e dai consiglieri comunali. Così ha stabilito lo Stato con la legge Delrio. Ma la storia insegna che tutto può essere modificato.

La rinascita La seconda vita delle Province, anzi la terza perché quella precedente è durata pochissimo, è contenuta in un emendamento inserito nel Collegato alla manovra finanziaria, approvato ieri pomeriggio dal Consiglio. Il testo, presentato dall’assessore agli Enti locali Aldo Salaris (esponente dei Riformatori) dà gambe alla riforma a due anni dalla sua approvazione. Il 15 aprile del 2021 il consiglio regionale aveva riesumato le Province affondate dal referendum popolare del 2012. Ma quella legge di riforma era stata cassata dal Governo che l’aveva impugnata dopo pochi mesi dall’approvazione. A salvarla era stata la Corte Costituzionale con un pronunciamento del marzo 2022: la Consulta aveva dato il via libera al quadro delineato dalla Regione, con la creazione di enti intermedi di secondo livello. E da questo punto si riparte, con il disegno della nuova mappa.

Gli 8 enti Il referendum del 5 maggio 2012 si era chiuso con la vittoria a larga maggioranza, in alcuni casi larghissima, del sì alla cancellazione delle province. Tutte eliminate, le storiche e quelle istituite nel 2001: si trattava della Gallura o provincia di Olbia-Tempio, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e del Sulcis. Nove anni dopo la riforma degli enti locali aveva rimescolato nomi, confini e competenze: erano nate la Città metropolitana di Cagliari e di Sassari, le province del Nord Est (cioé la Gallura), ed erano ritornate in vita anche il Medio Campidano, l’Ogliastra e il Sulcis Iglesiente, in aggiunta alle province di Nuoro e Oristano.La nuova mappa invece cancella la provincia di Sassari e il Sud Sardegna, inglobate nelle due città metropolitane. Il testo inserito nel collegato “aggiusta” la riforma, intervenendo in in particolare sull'articolo 23 che riguarda la fase transitoria e di successione dai vecchi ai nuovi enti.

I prossimi passi L’occhio è puntato sul calendario, perché le prime elezioni dei consigli provinciali e dei consigli delle Città metropolitane dovranno essere indette entro il 30 giugno 2024 e svolte entro due mesi. Elezioni indirette ma che necessitano di una serie di passaggi preliminari. Il primo è questo: la giunta regionale dovrà nominare, su proposta dell'assessore degli Enti locali, i commissari straordinari delle 4 province storiche di Nuoro, Oristano, Sassari e Sud Sardegna che devono provvedere alla gestione ordinaria e, nel caso di Sassari e del Sud, alla liquidazione. In Consiglio L’assessore Salaris ha messo le mani avanti: «Resto contrario alle province. Ma da assessore mi sono trovato di fronte a una legge approvata dal Consiglio regionale (la 7 del 2021) e ho la volontà di far diventare operativa quella legge».

Ancora più netto il collega di partito Michele Cossa: «La legge che stiamo discutendo rappresenta la fine del caos che dura ormai da 11 anni. Il 95% dei sardi ha cancellato con referendum le province e noi Riformatori non abbiamo cambiato idea. Abbiamo promosso il referendum, rivendichiamo il risultato. La Sardegna ha perso l’occasione di sperimentare nuove forme di amministrazione locale esaltando l’istituzione naturale, i Comuni».Parole che hanno suscitato la vivace reazione di Daniele Cocco (Alleanza Rosso Verde): «Mi sento in un mondo surreale, in una fiera stucchevole. In quest’aula viviamo una situazione paradossale in cui l’assessore Salaris, Riformatore, ripropone le province. Questo provvedimento è un pasticcio».

Le tappe 
2012 È il 6 maggio del 2012 quando con un referendum popolare indetto dal Movimento referendario sardo, i sardi si esprimono a valore della cancellazione delle province di nuova istituzione e anche di quelle storiche

2016 La riforma Renzi-Boschi cancella le province in tutta Italia, comprese le quattro storiche sarde che erano rimaste in vita per via di un vizio di forma. Ma nello stesso anno la riforma Renzi-Boschi viene bocciata con un altro referendum. Le 4 province storiche di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, sono salve

2021 In aprile il consiglio regionale approva la riforma degli enti locali che sancisce la rinascita delle province, 6, e di 2 città metropolitane. La riforma le rende enti di secondo livello, cioè a elezione indiretta. Pochi mesi dopo la riforma viene cassata dal Governo 2022 Nel mese di marzo la Corte Costituzionale salva la riforma regionale, annullando la precedente decisione del Governo

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