La Nuova Sardegna

L’industria delle vacanze

Il nero nel turismo: un milione evaso dagli affitti brevi

di Giandomenico Mele
Il nero nel turismo: un milione evaso dagli affitti brevi

L’indagine della Finanza nel Nord dell’isola: alle strette i “furbetti” dell’extralberghiero

10 settembre 2023
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Olbia L’estate 2023 si scopre essere quella della caccia agli affitti in nero delle case per le vacanze in Sardegna. Con perquisizioni e inchieste la Guardia di Finanza è entrata in azione in molte località. In qualche caso a sorpresa. Il metodo delle Fiamme gialle prevede il monitoraggio degli appartamenti offerti in locazione incrociandoli poi con le informazioni raccolte dalle piattaforme o postati su Facebook e altri social. I controlli hanno setacciato le località da Olbia fino a Stintino, passando per l’arcipelago della Maddalena. Il bottino è stato di un milione di euro di redditi non dichiarati e 10mila euro di imposte di registro non versate nell’arco dello scorso anno fiscale. Ma le operazioni sono in corso e gli accertamenti si sono intensificati, soprattutto per l’esplosione nella stagione turistica ancora in corso degli affitti brevi di prime e seconde case, spesso “in nero” e senza locazioni ufficiali.

I blitz Il patrimonio sommerso è venuto alla luce dopo diverse decine di controlli che i militari hanno definito «mirati e selettivi, su soggetti connotati da maggior rischio di pericolosità fiscale». «L’attività è iniziata da marzo e i controlli hanno consentito di riscontrare circa il 90% delle violazioni, ma abbiamo fatto una selezione partita dall’analisi del rischio – spiega il colonnello Stefano Rebechesu, comandante della Guardia di Finanza di Sassari, competente per tutto il nord Sardegna –. Parliamo per la grande maggioranza di proprietari di seconde case date in affitto con varie modalità, senza contratto o comunicazioni sulle presenze fatte alle autorità di pubblica sicurezza, con una consistente evasione su imposte dirette e di registro». Le informazioni raccolte vengono poi verificate con le banche dati delle varie amministrazioni. I militari trovandosi davanti ad attività di locazione, verificano gli importi corrisposti dai vacanzieri e spesso non trovavano rispondenza nelle dichiarazioni dei redditi dei proprietari mentre i Comuni, per esempio, non incassano l’imposta di soggiorno.

Caccia ai furbetti La frode in pratica funziona così: le prenotazioni fatte sulle piattaforme, nel momento dell’effettivo pagamento e della reale occupazione della casa vengono annullate e saldate in contanti, senza ricevuta. Altro strumento utilizzato dalla Guarda di Finanza per scovare i furbetti degli affitti brevi sono i posti letto dichiarati dai Comuni che in molti casi risultano ben lontani e di molto inferiori a quelli riscontrati dai controlli sul posto.

Offerta monstre Negli ultimi anni l’offerta degli affitti brevi è cresciuta in maniera esponenziale. Un report Federalberghi-Sociometrica stima nel 2022 quasi 100 milioni di presenze turistiche in Italia non rilevate dalle statistiche ufficiali. Secondo le stime di Sociometrica, in cima alla classifica nazionale delle destinazioni di mare con il maggior numero di case private offerte – tra agosto 2022 e giugno 2023 – c’è proprio Olbia, con 3.241 alloggi, seguita da Ostuni con 2.870, Alghero con 2.547, Gallipoli con 2.109. Pernottamenti in appartamenti locati sulle piattaforme che valgono, secondo queste stime, quasi un quarto del totale nazionale e generano una spesa di 6,8 miliardi, il 12% della spesa turistica italiana. «Le verifiche sono avvenute soprattutto in località costiere, tra cui Olbia, Stintino, Santa Teresa Gallura, Valledoria e La Maddalena – sottolinea il colonnello Rebechesu –. Soprattutto su Olbia abbiamo riscontrato una concentrazione importante e numeri più alti, in relazione a un’offerta importante di questo tipo di alloggi».

Danni collaterali La maggior parte delle violazioni hanno riguardato soggetti privati, non ci sono casi eclatanti di società, e i controlli vengono effettuati continuamente, ovviamente con maggiore intensità nel periodo estivo, in cui si registrano più locazioni brevi e più “nero”. Un modello di ospitalità che mette in difficoltà i Comuni, mentre gli albergatori vedono calare i clienti. «Chiediamo con la massima urgenza l’approvazione della bozza di legge a cui sta lavorando il ministero del Turismo che preveda l’attivazione di una banca dati nazionale per contrastare l’abusivismo e la concorrenza sleale nel settore della ricettività», ha spiegato con una nota Confindustria Alberghi nazionale. L’attività delle Fiamme Gialle ha quindi anche una funzione di deterrenza, visto che il modello delle locazioni turistiche è molto cambiato negli ultimi anni. «La nostra attività si svolge attraverso il sistema del web monitoring delle piattaforme on line e dell’offerta web di alloggi turistici, oggi siamo più presenti in questo settore, con una connessione più efficace – riprende e conclude il comandante Rebechesu –. L’impegno, quindi, è aumentato e la capacità tra analisi e resa dei controlli è più performante».

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