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“Next generation Fasi”, nuove opportunità e supporto ai giovani emigrati sardi

di Luciano Piras

	Sara Nicole Cancedda, coordinatrice nazionale del gruppo Giovani della Fasi
Sara Nicole Cancedda, coordinatrice nazionale del gruppo Giovani della Fasi

Progetto presentato a Mogoro. La coordinatrice Sara Nicole Cancedda: «Solo quest’anno sono partiti dall’isola ben 3mila ragazzi»

15 settembre 2023
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Mogoro L’intento è creare un vero e proprio network studentesco e professionale. L’obiettivo principale è fornire un supporto a tutti i giovani emigrati sardi. In concreto: mettere a disposizione una vasta gamma di servizi e opportunità, una guida completa e aiuto personalizzato, ai diplomandi dell’isola che si apprestano a lasciare la terra natia alla ricerca di nuove prospettive. È con questo spirito che il Coordinamento Giovani della Fasi (la Federazione delle associazioni sarde in Italia) ha messo in piedi il progetto Next generation Fasi presentato lo scorso 1° settembre a Mogoro, in piazza Martiri della Libertà, nel corso della Fiera dell’artigianato artistico.

Finanziata dalla Regione Sardegna, l’iniziativa, tanto innovativa quanto ambiziosa, parte quest’anno con l’apertura di aule studio all’interno di alcuni circoli Fasi, e l’attivazione di campagne di comunicazione (la prima è “Ciao mamma, qui tutto ok!”) che permettano ai giovani interessati di scambiare opinioni e richiedere informazioni.

La rete degli emigrati sardi, in particolare il Coordinamento Giovani, insomma, si mette a disposizione per supportare i diplomandi nella migliore scelta universitaria o nel percorso di formazione professionale più adatto in Italia. Ne conseguono assistenza nella ricerca di borse di studio e opportunità di finanziamento, supporto nella ricerca di un alloggio sicuro e aule studio e co-working adatte alle esigenze di studio dei giovani sardi.

«Stiamo offrendo un supporto a chi emigra» spiega Sara Nicole Cancedda, coordinatrice nazionale del gruppo Giovani della Fasi, alla guida del progetto. «Il fenomeno è enorme – aggiunge –: solo quest’anno sono partiti dalla Sardegna 3mila ragazzi, un intero paese. Sono tanti. Se tutti questi ragazzi non si ritrovano insieme in una “rete”, significa che stiamo perdendo talenti, stiamo perdendo risorse. Ma se noi riusciamo a metterli in un network vuol dire che stiamo recuperando 3mila persone che lavorano per un’idea comune sul territorio nazionale. Questo ci consente di non perdere le risorse ma di valorizzarle insieme” chiude davanti alla sua vice nazionale, Mavy Mereu.

A riconoscere «la qualità e l’alto valore dell’iniziativa promossa» è in primis l’assessora regionale del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, Ada Lai. Che, d’altro canto, ribadisce e auspica «che possa proseguire con efficacia un rapporto sempre più stretto tra Regione e Fasi per consolidare un progetto che contribuisca in maniera determinante a stimolare la curiosità e la creatività dei giovani verso la Sardegna, favorendo il desiderio di investire le proprie competenze e conoscenze in un’ottica di investimento e di contributo allo sviluppo socio economico dell’isola e con la prospettiva – perché no? – di un possibile rientro di alcuni di loro per arricchire la nostra terra di valore aggiunto che solo le giovani generazioni sanno offrire, apportando alla terra natale dei propri genitori e nonni quanto hanno saputo acquisire in contesti lontani da essa».

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