La Nuova Sardegna

Allarme Confesercenti

In dieci anni nell’isola sparite 250 edicole

In dieci anni nell’isola sparite 250 edicole

Roberto Bolognese: serve una legge per sostenere il settore

19 ottobre 2023
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Sassari Duecentocinquanta edicole in meno in dieci anni in Sardegna, due chiusure di media ogni mese, con appena sette nuove iscrizioni nel 2022. Un saldo negativo pesantissimo, con 464 cancellazioni totali dal 2013 a fronte di 214 iscrizioni. A lanciare l’allarme è FENAGI, l’associazione dei giornalai Confesercenti, sulla base di un’indagine condotta sui dati UNIONCAMERE.

A pesare sulle rivendite giornali, ovviamente, è la crisi dei quotidiani cartacei, innescata dalla concorrenza dell’informazione online. Ma i nuovi canali digitali di vendita hanno messo in crisi anche le vendite di collaterali dei quotidiani e altri prodotti - dai dvd alle figurine, passando per bustine giocattolo e cartoline - da cui molti giornalai ricavavano una parte rilevante del proprio fatturato.

«Nonostante la crisi del settore sia in atto ormai da più di dieci anni, sono mancati interventi organici e strutturali per sostenere le edicole», dice Roberto Bolognese presidente Confesercenti Sardegna. «La rete ha un futuro e un’utilità. Le edicole sono punti vendita di prossimità per definizione: se vogliamo che questi punti di accesso a prodotti e servizi continuino ad esistere, serve una legge dedicata che affronti la questione in tutti i suoi aspetti. Servono anche interventi fiscali – continua Roberto Bolognese -, dalla gratuità del suolo pubblico a misure a favore del ricambio generazionale della rete, con sconti contributivi per i giovani che aprono nuove attività e agevolazioni per chi investe in nuovi servizi».

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