La Nuova Sardegna

Il caso

Chirurgia oncologica in panne: nell'isola 3 tumori alla prostata su 4 curati dopo un mese di attesa

di Salvatore Santoni
Chirurgia oncologica in panne: nell'isola 3 tumori alla prostata su 4 curati dopo un mese di attesa

Dati Agenas: in Sardegna tempi medi dei Lea vengono sforati in continuazione

19 ottobre 2023
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Sassari Tre interventi su quattro per operare un tumore alla prostata sono in ritardo, più o meno lo stesso succede per quello alla mammella e oltre la metà per quello al retto.

È questa l’isola delle sale operatorie che annaspano, degli interventi chirurgici in classe A che – linee guida nazionali alla mano – dovrebbero essere eseguiti entro 30 giorni e che invece sforano uno dietro l’altro. La fotografia – a tinte fosche – è stata scattata dall’Agenas prendendo in considerazione la chirurgia cardiovascolare e quella oncologica nelle strutture pubbliche e private della sanità sarda, in due diversi archi temporali: tra il 2021 e il 2022 e tra il 2019 e il 2022.

Dati macro La statistica è suddivisa in due macro-aree sanitarie, quella cardiovascolare e quella oncologica. Per la prima i numeri dell’isola, registrati nell’arco temporale 2019-2022, dicono sostanzialmente che il sistema sardo ha tenuto: -0.17% di interventi rispettano i tempi medi di attesa di 30 giorni. Un dato che colloca l’isola al sesto posto nazionale. Discorso diametralmente apposto va fatto per l’area oncologica, che in un solo anno tra il 2021 e il 2022 è sprofondato a penultimo posto registrando un -10,91% di interventi effettuati entro i tempi medi d’attesa. Se poi si entra nello specifico dei singoli interventi mappati da Agenas lo scenario si fa ancora più cupo.

Le classifiche Se si prende in considerazione l’arco temporale tra il 2021 e il 2022, l’isola risulta in coda a molte classifiche, redatte per ogni tipologia di intervento. In particolare, la Sardegna ha avuto la caduta peggiore d’Italia per gli interventi di tumore al colon (-13,02%). Numeri in picchiata anche per quanto riguarda i by pass aortocoronarici, -8,03%, terzo dato peggiore a livello nazionale.

L’isola è terz’ultima anche per quanto riguarda gli interventi di tumore al retto (-14,96%) e per quelli alla mammella (-10,85%). Il crollo maggiore lo hanno avuto gli interventi per il tumore alla prostata: -48,28%.

Fra 2019 e 2022 L’Agenas mette insieme anche una proiezione più a lungo termine, prende cioè in considerazione le percentuali nel range tra il 2019 e il 2022. In questo caso, per quanto riguarda gli i tumori alla mammella, va ancora peggio: c’è un 24,18% di interventi in più che sforano l’attesa media di 30 giorni (il secondo dato peggiore d’Italia). Gli interventi di endoarteriectomia carotidea registrano un -22,63% e quelli per i tumori alla prostata -37,26%.

La mappa Tenendo conto soltanto dei dati Agenas relativi al 2022, ribaltando le percentuali degli interventi che rispettano i tempi medi di attesa di 30 giorni, è possibile farsi un’idea di quanti valgono numericamente quelli che invece sforano le tempistiche.

Ne viene fuori una mappa affollata di criticità. Sì, perché, è bene ricordarlo, si tratta di interventi chirurgici in priorità massima, la classe A, quelli che riguardano «casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti o, comunque da recare grave pregiudizio alla prognosi».

Rispetto al tumore al colon i dati Agenas riportano che nel 2022 c’è un buon 25% di interventi che ha superato i 30 giorni previsti dalle linee guida nazionali. Per quanto riguarda quello al polmone, invece – che comunque ha migliorato molto rispetto ai dati del 2019 – i numeri dicono che si “sfora” in circa il 16% dei casi.

E ancora, sempre nel 2022 le coronarografie oltre i tempi sono il 15%, mentre gli interventi di by pass artocoronarico arrivano al 28%. Le operazioni per il tumore all’utero hanno una statistica abbastanza stabile negli ultimi anni: quasi la metà non rispetta la tempistica media. Quelle che superano i tempi di attesa medi di 30 giorni per il tumore alla tiroide valgono il 45%. Il dato più preoccupante riguarda il 75% per gli interventi del tumore alla prostata.

Non è meno preoccupante il dato relativo i tumori alla mammella: il 70% risulta oltre i tempi imposti dalle linee guida nazionali. Tra i numeri a tinte fosche c’è poi il 56% riferito agli interventi chirurgici per il tumore al retto.

Vanno molto meglio i dati riferiti all’angioplastica coronarica: soltanto l’8,50% supera i 30 giorni. Per quanto riguarda l’endoarterectomia carotidea, invece, i numeri dicono che pesano il 45% gli interventi in ritardo. Infine ci sono gli interventi per melanoma: quelli oltre i tempi d’attesa medi sono il 29%, nel 2019 erano il 13%.


 

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