La Nuova Sardegna

Regionali 2024

Sulla candidatura alla presidenza della Regione scontro sempre più duro tra Fdi e Lega

di Roberto Petretto
Sulla candidatura alla presidenza della Regione scontro sempre più duro tra Fdi e Lega

Per il partito della Meloni pesa il mancato rispetto dell’accordo in Trentino da parte del Carroccio

20 novembre 2023
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Sassari Tensione in salita tra Fdi e Lega sia a livello nazionale che in Sardegna  sulle candidature per le elezioni regionali del 2024. Secondo l'Adnkronos, che cita fonti interne a Fratelli d'Italia, la linea del partito di Giorgia  Meloni sarebbe questa: «Se non viene rispettato l'accordo in Trentino, non ha senso convocare nuovi tavoli o stipulare nuovi accordi».

Pesa la decisione del leghista Maurizio Fugatti, confermato presidente della Provincia Autonoma di Trento, di non nominare come sua vice l'esponente meloniana Francesca Gerosa, contrariamente a quanto previsto dall'intesa stipulata tra Fdi e Lega prima delle elezioni. Ma le tensioni in  Trentino si ripercuotono anche in Sardegna: Fratelli d'Italia ha risposto nei giorni scorsi silurando il governatore uscente Christian Solinas: «Non ci sono le condizioni per ricandidarlo», ha scritto in una nota la coordinatrice regionale Antonella Zedda.

Dura la presa di posizione della Lega: «A marzo vanno al voto la Sardegna, governata dal nostro Solinas, la Basilicata guidata dall'Azzurro Bardi e l'Abruzzo con il meloniano Marsilio, penso sia naturale ricandidare i tre governatori uscenti del centrodestra», ha detto Andrea Crippa, vicesegretario della Lega. «E' nello spirito della coalizione trovare l'intesa su tutti i nomi, per poter far partire la campagna elettorale e non perdere tempo».

Immediata la controreplica di Fdi: secondo il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, per decidere le candidature nelle regioni «la regola non può essere la spartizione dei candidati tra i partiti del centrodestra, è indispensabile un'analisi dei cinque anni di operato della giunta regionale».

Per Rampelli «bisogna guardare ai risultati ottenuti dalle giunte uscenti: laddove si è fatto bene, si valuta la possibilità di una conferma; laddove invece c'è qualche motivo di delusione, si valutano eventuali cambiamenti. Bisogna scegliere il miglior candidato possibile sia per vincere sia, soprattutto, per ben governare. E' indispensabile un'analisi sui cinque anni di operato: sarebbe irresponsabile dare tutto per scontato e far finta di nulla».

Problemi per il centrodestra anche in Basilicata: il presidente uscente Vito Bardi, di Forza Italia, non è ben visto dalla Lega che punta su Pasquale Pepe, ex senatore e attuale collaboratore di Matteo Salvini a Palazzo Chigi. Ma Bardi è stato blindato dal segretario di Fi Antonio Tajani, il quale ha rimarcato come la corsa dell'ex vicecomandante generale della Guardia di Finanza non sia in discussione.

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