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L’autocandidatura di Antonello Peru per la presidenza: «Tanti dicono “magari”»

di Umberto Aime
L’autocandidatura di Antonello Peru per la presidenza: «Tanti dicono “magari”»

«La mia è una provocazione, ma il consenso popolare è essenziale»

14 dicembre 2023
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Cagliari S’è candidato per la presidenza della Regione? Il consigliere regionale Antonello Peru del Grande Centro l’ha sparata grossa, oppure ci crede davvero? «È stata solo un provocazione politica – risponde – ma che comunque parte da un dato inconfutabile: se contasse il consenso popolare, dovrei essere io il candidato d’ufficio per le preferenze ottenute nel 2019, settemila. Sa quanti hanno reagito alle mie parole con un magari? Tantissimi».

In realtà voleva dire?

«Scegliamo il candidato in Sardegna e soprattutto scegliamo il migliore».

Il centrodestra candiderà Solinas o Truzzu?

«Giro per i territori, parlo con gli amministratori locali, col mondo produttivo, con l’associazionismo, con le persone. Dico che basterebbe ascoltare la gente per capire chi debba essere, o non essere, candidato alla presidenza».

Se fosse Solinas, con il quale sarebbe ai ferri corti, Sardegna al centro 20.Venti, il suo movimento, cambierà fronte elettorale?

«Con Solinas non ho pessimi rapporti. Anzi, mi sono sempre messo a disposizione per dare il mio contributo. Lo dimostra la mia attività legislativa con l’approvazione della riforma degli enti locali e l’istituzione della città metropolitana di Sassari. Però, lo ribadisco, chiunque sarà il prossimo candidato presidente, questa volta dovrà dire cosa vuole fare e poi dovrà rispettare il programma e la coalizione che ha contribuito a eleggerlo».

Solinas non l’ha fatto?

«Non voglio più guardare al passato. Ho detto, invece, come si dovrà comportare il prossimo presidente».

Il Grande Centro si confronta con i partiti nazionali: è una discussione alla pari?

«Se non fosse alla pari non ci sarebbe confronto. Abbiamo fatto capire che i sardi sono maturi per decidere e non hanno intenzione di subire imposizioni. E infatti per la prima volta abbiamo costituito un tavolo sardo della coalizione ed è già una prima, importante, vittoria».

Fra Fdi, Lega, Forza Italia e Psd’Az di chi si fida?

«Le classifiche di merito o di demerito non mi piacciono. Io sono leale, mi fido di chi come me si comporta lealmente. In ognuno di questi partiti, ho tantissimi amici e la stima è reciproca. Poi ovviamente in ognuno di queste sigle c’è anche qualcuno a cui non piaccio, perché dico sempre quello che penso e riporto quello che mi dice la gente».

Non si faccia illusioni, il nome lo deciderà Roma.

«Questa volta abbiamo un tavolo regionale, è una grande opportunità e mi auguro che abbia voce in capitolo. Rispetto Roma, però in Sardegna ci sono autorevoli rappresentanti di quello nazionale».

Settemila preferenze nel 2019, quand’era con Forza Italia, quante nel 2024?

«Non faccio pronostici, io lavoro e basta e quando si lavora 365 giorni all’anno, 7 giorni su 7 domenica compresa, e non solo in campagna elettorale, i risultati arrivano sempre. Certo, se ho preso prima 8000 preferenze, nel 2014, e poi 7000, cinque anni dopo, una ragione ci sarà».

Non sempre voti e preferenze sono sinonimi di consenso popolare, sottotraccia potrebbe esserci altro.

«Sottotraccia c’è solo il lavoro quotidiano tra la gente. Il consenso nasce dal confronto, dal coinvolgimento, dalla condivisione e dall’ascolto delle persone. Tutto quello che faccio è solo nell’interesse generale e se il consenso c’è vuol dire che la gente l’ha capito».

È un uomo di potere.

«Il potere per me è l’amministrazione della cosa pubblica e non la gestione della cosa pubblica. Mi sento parte di un progetto politico. Mai per me ho chiesto posti o ruoli di potere anche se avrei avuto i numeri per poterlo fare».

Due processi conclusi con altrettante assoluzioni e un’inchiesta penale ancora aperta: si sente un bersaglio?

«Intanto le assoluzioni sono state tre. Accolgo sempre tutto quello che arriva dalla vita e faccio in modo che ogni particolare possa essere un’opportunità. Ho sempre avuto totale fiducia nella magistratura e il risultato sono state due assoluzioni con formula piena. Non mi sento di sicuro un bersaglio in movimento ma di certo sono scomodo, perché dico la verità senza fare strategie, tattiche o equilibrismi politici».

Chi vincerà le Regionali?

«Chi sarà in coalizione con Sardegna al Centro 20.Venti».


 

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