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Arcipelago Sardegna
Il lutto

Il Circolo “Logudoro” di Pavia ricorda il professor Angelo Stella: «Un grande amico dei sardi, innamorato della nostra isola»


	Da sinistra: Angelo Stella, Paolo Pulina e Paolo Paoletti (direttore della Biblioteca "Ricottiana") in una presentazione a Voghera del 2005.
Da sinistra: Angelo Stella, Paolo Pulina e Paolo Paoletti (direttore della Biblioteca "Ricottiana") in una presentazione a Voghera del 2005.

Il noto italianista e filologo è morto qualche giorno fa all’età di 85 anni. Più volte si era occupato della lingua identitaria della Sardegna, dal canonico Spano a Wagner, da Grazia Deledda a Sergio Atzeni

19 dicembre 2023
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Pavia Un amico della Sardegna, un amico dei sardi. «Innamorato della nostra isola, il professor Angelo Stella ha partecipato, nel corso degli anni come autorevole relatore, agli incontri organizzati dal Circolo “Logudoro” sulla lingua identitaria della Sardegna (sa “limba”)» scrive Paola Pisano, presidente dell’associazione culturale dei sardi emigrati a Pavia in un messaggio di cordoglio per la scomparsa del noto italianista e filologo.

Scomparso lo scorso 14 dicembre 2023, Angelo Stella aveva 85 anni. Allievo di Maria Corti, professore emerito dell'Università di Pavia e socio dell'Accademia della Crusca, per più di 15 anni presidente del Centro nazionale di studi manzoniani, «è stato un grande amico del “Logudoro”», sottolinea Pisano, e con lei l’intero consiglio direttivo e tutti i soci del Circolo. «In particolare il professor Stella si è appassionato alle figure del canonico Giovanni Spano (autore a metà dell’Ottocento del primo dizionario sardo-italiano e italiano sardo) e dello studioso tedesco Max Leopold Wagner (autore di un ponderoso “Dizionario etimologico sardo”) – scrivono ancora Pisano e gli altri nel messaggio di condoglianze alla famiglia dell’accademico –. Ha dato anche il suo contributo per la presentazione, con la professoressa Maria Corti, dell'opera di Grazia Deledda. Ha presentato anche la traduzione in sardo della Bibbia, gli atti di un convegno del “Logudoro” su Sergio Atzeni, libri di narrativa di ambientazione sarda».

Dal canto suo, Paolo Pulina (vicepresidente vicario del “Logudoro”), data la sua amicizia personale con il professor Angelo Stella, in omaggio alla umiltà del personaggio, uso a scrivere il suo nome tutto minuscolo, ha scritto una poesia con la parte finale in logudorese: “Angelo, comente narat sa cantone, Tue como as picadu / sas formas d’ispiritu invisibile d’ANGHÈLU / e ischimus chi candho unu est arrivadu in su Chelu, / si candho est istadu in sa terra at bene tribagliadu / totu in líteras mannas su nòmene sou est signadu, / e gai si cunfortat chie perdet de un’amistade su siddadu”.


Questa la poesia completa di Paolo Pulina in memoria del professor Angelo Stella:

Angelo, nelle mail scrivevi il Tuo nome tutto minuscolo.

Io, anche se onorato da molti decenni della Tua amicizia,

non osavo chiederTi: "Perché non scrivi in maiuscolo

l'iniziale del Tuo nome?". Sapevo che non era pigrizia

la Tua, al di là della norma, l’uso a non toccare quel tasto,

ma la volontà di dare un segnale di understatement.

Io, consapevole di quanto il tuo sapere fosse vasto,

ogni volta la “a” in “A” trasformavo mentalmente,

perché il tuo esercizio critico (svolto con grande acume)

offriva un esempio maiuscolo di scrittura “fascinosa”.

Del Tuo stile ho beneficiato in qualche mio volume

con la presenza di una Tua prefazione meravigliosa.

Mi sono sdebitato informandoti sul mondo mio isolano,

che ti attraeva per la lingua e quindi per Giovanni Spano,

e per Vincenzo Porru, autore uno del dizionario logudorese,

il secondo di un vocabolario della variante campidanese,

e ne hai studiato i legami con gli amati Cherubini e Manzoni.

Angelo, comente narat sa cantone, Tue como as picadu

sas formas d'ispiritu invisibile d'ANGHÈLU

e ischimus chi candho unu est arrivadu in su Chelu,

si candho est istadu in sa terra at bene tribagliadu

totu in líteras mannas su nòmene sou est signadu,

e gai si cunfortat chie perdet de un’amistade su siddadu.

[Angelo, come dice la canzone, Tu adesso hai preso

le forme di spirito invisibile di ANGELO

e sappiamo che, quando uno è arrivato in Cielo,

se quando è stato nella terra ha ben lavorato,

tutto in lettere maiuscole il suo nome è segnato,

e così si conforta chi perde di una amicizia il tesoro.

(Paolo Pulina)

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