La Nuova Sardegna

Caro trasporti

In piazza per Capodanno soprattutto i sardi, ma l’assessore ci spera: «Pubblico da tutta Italia»

di Claudio Zoccheddu
In piazza per Capodanno soprattutto i sardi, ma l’assessore ci spera: «Pubblico da tutta Italia»

Gianni Chessa: «I grandi nomi ci danno visibilità internazionale»

22 dicembre 2023
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Sassari Se l’assessore regionale al Turismo dovesse scrivere una lettera a Babbo Natale, chiederebbe un’ invasione di turisti per i concerti di Capodanno. Il palinsesto della notte di San Silvestro è di quelli “extra lusso” e, con un’altra situazione sul fronte dei trasporti, Babbo Natale andrebbe a colpo sicuro: difficile non mettere tutti d’accordo quando in piazza suonano gratis (per chi ascolta) Ligabue, Zucchero, Salmo, Mengoni, Renga e Nek, Mahmood. «Nella “rete” del Capodanno in Italia, la Sardegna è in evidenza. Abbiamo i migliori artisti e quindi i migliori concerti – spiega l’assessore Gianni Chessa – che ci danno una dimensione internazionale, anche grazie alle capacità degli organizzatori». Impossibile, per il momento, fare il conto delle presenze. Così come capire se effettivamente il programmone isolano avrà un grande impatto sul pubblico di tutta Italia: «A breve, intorno alla metà di gennaio, avremo il conto preciso delle presenze, comprese le relative provenienze. Per il momento – continua Chessa – posso dire che Olbia è sold out dal punto di vista della ricettività e che presto lo sarà anche Alghero».

Ma l’identikit del turista di Capodanno è ancora misterioso: «Diciamo che siamo partiti per dare un servizio in primis ai sardi che sono i veri protagonisti del mercato turistico regionale in questo periodo. Ma speriamo che arrivi anche tanta gente dalla Penisola e dal resto dell’Europa. D’altra parte, tanti ragazzi partono dalla Sardegna per vedere concerti o manifestazioni sportive e questa volta potrebbe accadere il contrario». Anche perché, la Regione ha speso tanto per i concerti di Capodanni: «Sono 2 milioni e mezzo, divisi in due bandi. Alle grandi piazze, come Alghero, Olbia, Sassari e Cagliari, andranno 200mila euro ciascuna. Il quadro si completa con le altre 7 piazze in cui sono stati organizzati i concerti – continua Chessa che, alla parola “spesa” ne preferisce un’altra –. Sono investimenti che fanno muovere l’economia e ci danno un grande risalto anche sui mercati internazionali in un periodo di spalla».

E se poi fosse anche più facile arrivare in Sardegna, allora la ricetta sarebbe davvero completa: «Però di trasporti non parlo. Chieda all’assessore Moro, che sta facendo un ottimo lavoro anche scardinando regole ormai fuori dal tempo. Io dico che all’aeroporto di Cagliari, a dicembre, sono già arrivate 200mila persone e che il sistema informatico della Regione ha registrato 3 milioni di presenze turistiche in più rispetto agli anni scorsi, arrivando a 18 milioni, con dati sopra le medie tra marzo e aprile e da settembre a dicembre. Merito anche delle manifestazioni sportive, su cui puntiamo molto. Certo, non abbiamo risolto tutti i problemi, ma ne stiamo risolvendo di importanti e i risultati si vedono. Possiamo dire di aver svegliato la Sardegna dal letargo – conclude Chessa – e di riuscire a lavorare con il turismo per dieci mesi all’anno».

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