Il militare Tonino Fresu in missione in Gibuti: «Trascorrere le feste senza i miei cari è tutto diverso»
Il 46enne sassarese racconta come trascorrerà le festività lontano dalla famiglia
Sassari «La prima richiesta inserita nella letterina per Babbo Natale da mia figlia Maria Adelaide, che ha otto anni, è stata quella di riabbracciarmi. Avendo intuito che ciò non sarà possibile, ha ripiegato su un accessorio della sua bambola preferita». Tonino Fresu, militare sassarese di 46 anni in missione in Gibuti, si prepara a un nuovo Natale lontano dalla propria famiglia.
Nella zona del Corno d’Africa, il graduato aiutante del 45esimo Reparto Comando e Supporti Tattici “Reggio” della Brigata Sassari sentirà un po’ di aria di Sardegna grazie alla presenza di un altro sardo: Carlo Fenu, originario di Bono ma residente a Porto Torres, anch’egli appartenente al 45esimo “Reggio”, guida suv e pick-up, i principali autoveicoli in dotazione al contingente nella missione Bmis.
«II Natale in missione, lontano dagli affetti più cari, si vive in maniera diversa – racconta Tonino Fresu –. A iniziare dalle condizioni climatiche che da queste parti sono tutt'altro che invernali. Non essendoci la corsa frenetica ai regali, vivo il mistero del Natale con un'attesa più intima e consapevole. Poi qua c’è un'altra famiglia, quella della Difesa, che tanto contribuisce in patria e all’estero alla stabilità e al bene supremo della pace. Sento i miei familiari una o due volte al giorno tramite WhatsApp, ed è sempre una gioia immensa».
Oltre la presenza fisica dei propri cari, cosa le mancherà di più in questi giorni di festa? «Delle feste in famiglia mi mancherà il clima gioviale e i sapori dei piatti tipici della nostra fantastica isola. E anche l’immancabile “Forza Paris!”, il grido della Brigata Sassari, lanciato allo scoccare della mezzanotte. Qui alla base sono stati allestiti un presepe e l’albero di Natale. Li trovo davvero bellissimi».
Cosa porterà a casa da questa missione? «Porterò con me uno zaino carico di esperienze, la conoscenza di questo spicchio di mondo e del suo popolo affascinante. Ci sarà spazio anche per qualche souvenir dell'artigianato locale che regalerò a mia moglie Graziella. Il Natale ha un significato speciale – aggiunge il militare residente nella borgata di Campanedda –. È un momento di riflessione sui valori della vita e della famiglia, ma anche un lasso di tempo utile per interrogarmi sulla validità della scelta che ho fatto nel 1999 quando ho deciso di arruolarmi nell’Esercito: non tornerei indietro per nulla al mondo. È ciò che sognavo fin da bambino».
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