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Stop al superbonus ristrutturazioni, caos per le famiglie sarde

Stop al superbonus ristrutturazioni, caos per le famiglie sarde

In bilico gli interventi avviati e non conclusi entro la fine del 2023. Crediti incagliati, in Sardegna più di 3mila lavoratori rischiano il posto

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Sassari Le impalcature che hanno fasciato per mesi tanti palazzi anche in Sardegna stanno piano scomparendo. Altre resteranno chissà sino a quando. Perché il futuro del superbonus ristrutturazioni è più che mai incerto. Il Governo non vuole saperne di proroghe e così, tra crediti bloccati e lavori fuori tempo massimo, migliaia di famiglie italiane rischiano di ritrovarsi in mezzo a un guado con il livello dell’acqua che cresce vertiginosamente.

Legge di bilancio Domani il Consiglio del ministri dovrebbe varare il Decreto Milleproroghe. Ci dovrebbero essere anche le nuove regole per il superbonus. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha reso bene l’idea quando ha parlato di «materia radioattiva» riferendosi al tema degli incentivi statali per le ristrutturazioni. Decisiva, per le scelte del Governo, sarà la stima più aggiornata sull’impatto economico che le misure avrebbero sui conti pubblici. L’ultima (non ancora certificata) ipotizzavano un peso di 23 miliardi di euro in più rispetto alle ultime valutazioni contenute nella Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza. Sulla linea da tenere la maggioranza viaggia con posizioni differenti: decisamente più possibilisti quelli di Forza Italia.

Giorgetti equilibrista Il ministro, come il resto del Governo, è spaventato da due rischi contrapposti: quello di un peso eccessivo per le casse dello Stato e quello di contenziosi infiniti e diffusi tra i proprietari di appartamenti e le imprese. Si cerca una mediazione. Si stima che, a livello nazionale, siano oltre 36mila i condomini che hanno avviato le opere nel 2023 e che rischiano seriamente di non concluderle entro l’anno.

Domani il Consiglio dei ministri potrebbe approvare (è questa una delle ipotesi di cui si parla) un decreto che preveda uno Stato di avanzamento lavori (Sal) straordinario al 31 dicembre che riguardi gli interventi effettuati con il Superbonus entro quest'anno. Una sorta di proroga per lavori già avviati, dunque, con la possibilità di uno stato di avanzamento lavori che comprenda gli interventi fatti nell’ultima parte dell’anno. Non si concretizzerebbe, comunque un’opportunità di aprire nuovi cantieri.

Il vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, con il suo partito, è tra quelli più favorevoli a una politica meno rigida: «Non bisogna penalizzare le persone oneste che hanno rispettato le regole».

Crediti incagliati Cè poi la partita dei “crediti incagliati”. Si tratta di crediti d'imposta da superbonus ceduti ma non ancora accettati dal cessionario. «Su questa partita la Sardegna si gioca almeno 3.100 posti di lavoro diretti, di cui 2.850 nelle MPI artigiane delle costruzioni, settore, quest’ultimo, che subirebbe una contrazione del 9,1% degli addetti - si legge in un report di Confartigianato Sardegna -. Ma il conteggio totale delle posizioni che rischiano di dover fare i conti con la cassa integrazione e la perdita del lavoro, arriva a toccare le 7mila unità tra diretti e imprese collegate».

La protesta Domani, mentre il Consiglio dei ministri sarà riunito per esaminare il Milleproroghe, sempre a Roma, in piazza della Rotonda (di fronte al Pantheon) si terrà una manifestazione di protesta dell’Associazione esodati del superbonus: «Chiediamo con forza e decisione che Governo possa approvare le proroghe delle scadenze del Superbonus per mono familiari e condomini per almeno 3 mesi e garantire ai cantieri già iniziati di completare i lavori. È essenziale che il Governo agisca con la massima urgenza per evitare un disastro socioeconomico e proteggere i cittadini che, in buona fede, hanno investito nelle opportunità offerte dal Superbonus e dai bonus edilizi».
 

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