La Nuova Sardegna

Una città e le sue storie
Una città e le sue storie – Alghero

«Il modello Alghero funziona ora tutti vogliono imitarlo»

di Luca Fiori
«Il modello Alghero funziona ora tutti vogliono imitarlo»

Fondazione, il presidente Andrea Delogu svela i piani per il 2024

06 gennaio 2024
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Ha pochissimi anni di età, meno di un adolescente, ma può vantare già le competenze e l’autorevolezza di un adulto. La Fondazione Alghero, nata nel 2010, con il nome “Fondazione Meta” (acronimo di Musei Eventi Turismo Alghero), già un anno dopo la sua nascita aveva dimostrato di avere ben chiare le idee su come gestire, conservare e valorizzare i beni del patrimonio comunale della città catalana e creare eventi di portata nazionale e internazionale. Oggi più che mai la “mission” della Fondazione, ente strumentale partecipato del Comune di Alghero, è promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio, in base a una pianificazione strategica che ha tra i suoi punti di forza la valorizzazione del patrimonio culturale e tutta una serie di iniziative che permettano di attrarre nuovi investimenti e creazione di nuovi posti di lavoro. Alla guida c’è un consiglio d’amministrazione snello (presidente Andrea Delogu, vice presidente Pierpaolo Carta e consigliera Sara Govoni) e uno staff di 17 dipendenti, a cui si aggiungono nove stagionali in estate.

In pochi anni la Fondazione è diventata una macchina collaudata che si occupa di decine di eventi, oltre alla gestione, tra le altre cose della Grotta di Nettuno, il sito più visitato in tutta la Sardegna. Presidente Andrea Delogu, come siete arrivati a essere così competenti?
«Nessuna formula magica, ma solamente una squadra coesa, formata da persone preparate che riesce a lavorare in piena sinergia condividendo i progetti e la programmazione con il mondo delle associazioni e della cultura. Una squadra che è cresciuta tanto soprattutto negli ultimi anni». Tra le prime città in Italia a ideare e istituire una fondazione per attuare strategie di sviluppo culturale, gestire i principali siti turistici, valorizzare il patrimonio archeologico e animare il territorio, Alghero si ritrova oggi tra le mani un ente pubblico che negli ultimi anni ha riscosso tanto interesse e apprezzamento anche in ambito nazionale.
Il modello Alghero oggi è preso come esempio da tanti. Presidente è possibile esportarlo da altre parti nell’isola o anche fuori dalla Sardegna?
«Alghero e la Fondazione, senza falsa modestia, possono davvero costituire un modello da riproporre in altri contesti sia nell’isola che aldilà del mare. Anche e soprattutto creando collaborazioni con le altre città della Sardegna, come dimostra l’incontro avuto di recente a Cagliari. Tutto questo nell’ottica di una programmazione degli eventi che serva a promuovere l’intera isola e a creare economia, aldilà delle rivalità che nulla aggiungono all’offerta culturale della nostra terra». Dal 2019, con una serie di modifiche allo statuto, l’ente diventa Fondazione Alghero - Musei Eventi Turismo Arte - e contribuisce attivamente al coordinamento della promozione turistica del territorio.
Alghero non è solo spiagge, ma è anche storia, cultura, arte e siti archeologici. Quali sono le strategie della la Fondazione per promuovere il proprio patrimonio anche all’estero?
«Una delle grandi novità degli ultimi anni è l’Alghero Ticket, la carta turistica che permette l’accesso ai principali siti del nostro territorio, consentendo di fruire di un insieme di servizi a un prezzo estremamente conveniente. Con lo slogan “Un passo verso la bellezza” il biglietto unico è promosso dal Comune e dalla Fondazione per offrire ai turisti il meglio del nostro territorio. Anche nel corso del 2024 il progetto seguirà questa impostazione che ha dato ottimi risultati». 

Tra qualche giorno la città sarà invasa dai turisti per la tre giorni organizzata dalla Fondazione Alghero per il Cap D’Any 2023-2024. Presidente come si mette in piedi un evento del genere?
«Serve una programmazione fatta per tempo e con tanto impegno. Ma il nostro staff è composto fortunatamente da professionisti che sono in grado di mettere in campo conoscenze e competenze fondamentali per portare in città, come accadrà quest’anno, anche artisti del calibro di Ligabue. Ma la tre giorni di musica a fine mese sarà solo una parte di un mese intero di eventi. Più di trenta giorni di spettacoli, concerti e iniziative per tutti i gusti che stanno animando la città dall’8 dicembre e andranno avanti fino al 7 gennaio 2024».

Presidente come si può migliorare la vostra offerta nei prossimi anni, quali sono gli obiettivi del 2024 della Fondazione Alghero sempre più proiettata verso il futuro?
«La Fondazione cerca sempre di stare al passo con i tempi. Il prossimo anno porteremo avanti l’importante processo di digitalizzazione del patrimonio museale e di miglioramento dell’accessibilità dei siti culturali anche attraverso nuove modalità di visita».

Tra le novità messe in campo dalla Fondazione Alghero ci sarà anche la promozione del Progetto Atelier - Nuove narrazioni contemporanee, attraverso la realizzazione di un programma di residenze per giovani creativi emergenti. E ancora Alghero “Città giocabile”, un nuovo filone di sviluppo del territorio all’interno del quale si inquadrano le esperienze di gioco fruibili al pubblico.
Presidente che cos’è Play Alghero?
«È il brand che identifica il sistema di giochi realizzati nell'ambito del progetto europeo Med Gaims finanziato dall'Unione Europea che ha visto la Fondazione Alghero come partner del progetto insieme ad altre sei organizzazioni in Libano, Spagna e Giordania».

E come funziona?
«Il progetto si propone di rivoluzionare la tradizionale visita ai siti culturali, utilizzando tecniche e tecnologie della “gamification”. Nel 2024 la Fondazione ha intenzione di dare ampia visibilità al progetto, promuovendo e consolidando una strategia di marketing territoriale finalizzata a posizionare Alghero come prima Playable City italiana, attraverso la realizzazione di un appuntamento annuale dedicato al gioco applicato al patrimonio e al confronto con esperienze nazionali e internazionali».

Sarà un altro evento firmato Fondazione Alghero?
«Sì, si tratta di un vero e proprio Festival: tre giorni di itinerari, giochi urbani, videogiochi che vedranno il coinvolgimento attivo di giovani artisti e creativi, game designer, scuole cittadine e associazioni culturali promuovendo il dialogo tra il patrimonio artistico cittadino e gli strumenti di innovazione digitale».

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