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Una città e le sue storie
Una città e le sue storie – Alghero

Rally, Giulio Pes (Aci): «Il marchio Sardegna raggiunge 85 nazioni, così il mondo conosce le nostre bellezze»

Rally, Giulio Pes (Aci): «Il marchio Sardegna raggiunge 85 nazioni, così il mondo conosce le nostre bellezze»

«Evento unico e molto ambito, lotterò con le unghie e con i denti oer tenerlo nella nostra isola»

06 gennaio 2024
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«Lotterò con le unghie e con i denti per mantenere il rally Italia Sardegna nella nostra isola. Gli sterrati sono unici dal punto di vista tecnico e la promozione del territorio che ne deriva è eccellente». Giulio Pes, presidente di Aci Sassari, non risparmia parole di elogio per un evento mondiale ambìto da più regioni d’Italia ma che tra i panorami mozzafiato della Sardegna sembra aver trovato terreno fertilissimo, a tal punto da immaginare che potrebbe mettervi radici.

«Il rally – spiega Pes – si svolge qui dal 2014, e dal 2021 in alternanza con Olbia. Alghero lo ospiterà ancora, dal 30 maggio al 2 giugno 2024. Con un vantaggio enorme: la tappa algherese è il giro di boa del campionato e quindi molti team si fermano in città, proprio per via della pausa prevista nel calendario della competizione, e trascorrono alcuni giorni di vacanza». A dimostrare il forte impatto che la manifestazione automobilistica ha sull’economia del territorio ci ha pensato anche uno studio della facoltà di Economia dell’Università di Sassari con una studentessa che ha realizzato la tesi di laurea sulle ricadute positive del rally.

«E anche un progetto di alternanza scuola lavoro – aggiunge Pes – portato avanti con gli studenti delle superiori che hanno raccolto informazioni e eseguito calcoli capaci di dare la misura del fenomeno rally in termini economici: nel 2019 solo tra trasporti aerei, noleggio auto, vitto, alloggio, shopping, carburante, meccanici, si sono toccati gli 88 milioni di euro».

Nel 2022 l’indotto diretto è stato di 90 milioni (tra alloggio e spesa giornaliera degli spettatori), quello indiretto di oltre 4 milioni (organizzazione, team, media). Impatto economico totale: oltre 94 milioni. Numeri che giustificano ampiamente l’impegno per mantenere nell’isola la competizione mondiale.

«Il parco assistenza viene allestito dentro Alghero – dice il presidente dell’Aci – genera un movimento che si aggira attorno alle 100mila presenze nell’arco della settimana. Però bisogna pensare che i team arrivano quindici giorni prima, c’è un’intera organizzazione da mettere su, lo staff tecnico, i medici, i commissari di gara, anche i membri di Aci sport si trasferiscono in città. Parliamo quindi di circa un migliaio di unità che per due mesi e mezzo gravitano in zona creando inevitabilmente un indotto importante». E questo è solo il cosiddetto “apparato”.

«Poi ci sono gli spettatori, il pubblico che in base al percorso si sposta nelle varie località. Quindi, per fare un esempio, se le prove sono a Castelsardo, prenotano lì il b&b, il ristorante, l’agriturismo». E, ancora, le case costruttrici «che fanno promozione, che devono vendere le auto e le portano in giro per la città. La gente le vede, le conosce, le ammira. La pubblicità, come si può intuire, è enorme».

Pes ci tiene a ringraziare il presidente nazionale Angelo Sticchi Damiani «che ha fortemente voluto che il rally rimanesse in Sardegna. Ma anche la Regione che ha capito il valore dell’evento e con un grosso investimento ha garantito un piano triennale per la programmazione della manifestazione».

Il marchio Sardegna gira in tutto il mondo: «Il rally viene trasmesso in 85 nazioni, dando la possibilità di conoscere non solo la città ma anche i percorsi naturalistici della zona. Con il wrc live si può acquistare il singolo evento o tutto il campionato e chiunque può vederlo sugli smartphone». Va da sè che il ritorno di immagine per Alghero e la Sardegna non può che essere grandioso. (na.co.)

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