La Nuova Sardegna

La scommessa

Viaggio nella Dess Lab di Olbia, una delle uniche quattro fabbriche di dischi in vinile in Italia

di Andrea Massidda
Viaggio nella Dess Lab di Olbia, una delle uniche quattro fabbriche di dischi in vinile in Italia

In Gallura c’è una realtà imprenditoriale che sforna “piatti” di altissima qualità

06 gennaio 2024
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Olbia In Sardegna esiste una realtà imprenditoriale molto speciale. Ci lavorano soltanto quattro persone, tutte imparentate tra loro. Ogni giorno Roberto Dessena, la moglie Claudia, il fratello maggiore Maurizio e la nipote Elena sfornano prodotti per “piatti” di alta qualità. Ma quello che hanno messo su a Olbia con grandi sacrifici non è un servizio di catering gourmet a conduzione familiare, bensì uno dei quattro vinilifici al momento attivi in tutta Italia. In altre parole, fabbricano dischi.

Una scommessa nata grazie alla passione sfrenata per la musica, ma anche alla lungimiranza di chi ha capito prima degli altri che i vecchi long playing a 12 pollici stavano prepotentemente tornando di moda. Al punto che ora l’azienda Dess Lab, con sede nella zona industriale del capoluogo gallurese, può già contare su un giro d’affari di 300mila euro all’anno ed è l’unica a livello nazionale a realizzare le versioni splatter. Un successo che ha ancora enormi margini di crescita.

L’idea vincente L’avventura dei fratelli Dessena (quarantenni ed entrambi con un passato da deejay in Costa Smeralda) inizia nel 2010 con un’etichetta discografica di nicchia, la Sound Exibition Records, specializzata in musica techno e funk. «In realtà – racconta Roberto – già due anni prima con Maurizio avevamo aperto in casa un piccolo studio di registrazione per realizzare le nostre produzioni elettroniche. E approfittando del via-vai di deejay internazionali che d’estate bazzicano da queste parti, diffondevamo in tutta Europa i promo del nostro progetto Dessen-Duo. Tanto che a stampare per noi era un’etichetta tedesca, che poi ha chiuso. Ed è per questo motivo che abbiamo aperto una label tutta nostra, affidandoci ad altri per la distribuzione».

Nel 2017 la prima svolta. «Effettivamente sì – ammette Giuseppe –, perché quell’anno abbiamo deciso che la distribuzione potevamo farla direttamente noi, partendo dalle nostre produzioni per poi allargarci anche a quelle di altre etichette internazionali. Per intenderci, due anni dopo seguivamo più di cinquanta etichette distribuendo i dischi in tutto il mondo: dalla Germania alla Francia, dal Giappone agli Stati Uniti, e naturalmente in tutta Italia».

Il grande passo Una volta consolidata la distribuzione, i due fratelli Dessena iniziano a pensare in grande. E il passaggio successivo non poteva che essere quello della stampa. «Nel 2019 abbiamo fatto il grande passo e dopo due anni abbiamo acquistato l’impianto. Dico soltanto che una pressa costa 200mila euro e noi ne abbiamo due. Una parte dei soldi li abbiamo messi di tasca nostra, il denaro mancante è invece arrivato grazie al bando “Resto al Sud”, che ci ha finanziato 150mila euro, la metà a fondo perduto e l’altra metà da restituire senza interessi. Un aiuto determinante».

Il ciclo di produzione Ma come si produce un disco in vinile? Giuseppe lo spiega nella maniera più semplice. «Il primo passaggio nella produzione di un disco in vinile è tagliare il segnale audio su una lacca. Una volta tagliata, quella stessa lacca viene sottoposta alla placcatura galvanica. Successivamente, la vernice viene sottoposta a un trattamento chimico ed elettrico che consente, appunto, di ottenere gli stampini in vinile. Prima di procedere con la fase di pressatura, il sistema viene preparato per dare il miglior risultato in ciascuna delle sue fasi. Gli stampini in vinile vengono inseriti nella pressa. Un pellet di Pvc riscaldato viene inserito nella pressa con le etichette in vinile. Una volta ultimato, viene stabilito il record per garantire il miglior risultato durante la fase di ascolto. La stampa di maniche e inserti viene eseguita da uno stampatore eco-responsabile, che lavora esclusivamente su macchine offset».

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