Pasticcio al concorso Ares, gli infermieri vincono il ricorso
Il Tar della Sardegna dà ragione ai ricorrenti e annulla la prova già svolta. Al centro della contestazione i quesiti con domande a risposta multipla
Sassari Il maxi concorso diventa un maxi pasticcio e per il Tar è tutto da rifare. Finisce con un colpo di spugna da parte del Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna le querelle tra un gruppo di candidati e l’Ares, l’Azienda regionale della salute.
Al centro del contendere il concorso bandito a metà dell’aprile scorso dall’Ares per l’assunzione a tempo determinato di 118 infermieri da destinare alle strutture sanitarie di tutta l’isola. «Un pasticcio», secondo i ricorrenti. «Da annullare», ha sentenziato il Tar di Cagliari. All’origine della contestazione, il fatto che la commissione esaminatrice avesse imposto ai candidati una prova scritta con domande a risposta multipla. Al contrario, il bando prevedeva però che la prova dovesse invece consistere “nello svolgimento di un tema o nella soluzione di quesiti a risposta sintetica su temi inerenti lo specifico profilo professionale”, specificando altresì che un “test strutturato su una serie di domande a risposta multipla” fosse previsto solo per un’eventuale prova preselettiva. Che non c’è mai stata. «Abbiamo scoperto soltanto all’interno della Fiera di Cagliari, dove si è svolta la prima prova del concorso, che le prove sarebbero state effettuate su domande a risposta multipla – spiegano i portavoce del gruppo di 212 candidati che hanno presentato ricorso al Tar –. Ci è sembrato immediatamente strano, così una volta svolta la prova abbiamo deciso di rivolgerci al tribunale».
I ricorrenti avevano già ottenuto un punto a proprio favore ai primi di dicembre, quando il Tar ha “congelato” in via cautelare il concorso, sospendendo le ulteriori prove già calendarizzate. Il 5 gennaio scorso l’Ares ha presentato una propria memoria, nella quale difendeva il proprio operato, sottolineando che l’iter seguito aveva l’obiettivo di “semplificazione e una maggiore celerità nella correzione, con l’obiettivo di garantire la massima partecipazione al concorso e la piena trasperenza ed efficienza nelle procedure”.
Per il concorso da 118 posti a tempo indeterminato si erano inizialmente iscritti 1700 candidati, provenienti da tutta la Sardegna e anche dalla Penisola. Poi alla Fiera di Cagliari si erano presentati circa 1100. La prima prova di selezione era stata superata da 448 di loro. «Le regole concorsuali – si legge nella sentenza n.5/2024 del tribunale amministrativo della Sardegna – sono state quindi redatte secondo una scansione che ha autovincolato l’Amministrazione ad un percorso di esame preciso ed inderogabile da parte della commissione giudicatrice».
Il Tar ha dunque deciso che «la procedura concorsuale debba essere rinnovata fin dal principio secondo le modalità previste dal bando», non escludendo che si possa fare precedere le prove da una preselezione. Contestualmente la prova già svolta è considerata priva di effetti, così come gli atti successivi. Concorso da rifare, dunque, e alle prove potrà partecipare anche chi a novembre non si è presentato.
Anche i presidenti degli ordini delle Professioni Infermieristiche Opi di Cagliari, Carbonia Iglesias, Nuoro, Oristano e Sassari hanno bacchettato la Regione e l’Ares. «Preoccupa che, a fronte della necessità di reclutare Infermieri dotati delle indispensabili conoscenze professionali, codesta Regione abbia nella fattispecie optato per una modalità concorsuale che, notoriamente, se da un lato certamente facilita, semplifica e quindi abbrevia i tempi di correzione, dal lato opposto finisce tuttavia con il premiare il mero nozionismo e il dato mnemonico a discapito della possibilità per i candidati di dimostrare il possesso di ampie e meditate conoscenze mediante la redazione di un più disteso discorso risolutivo dei quesiti posti».
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