La Nuova Sardegna

La tragedia

Funerali del ragazzino olbiese Riccardo Curreli, il ricordo dei compagni: «Non ti dimenticheremo, sorridi da lassù»

di Nicolò Valli
Funerali del ragazzino olbiese Riccardo Curreli, il ricordo dei compagni: «Non ti dimenticheremo, sorridi da lassù»

A Reggio Emilia le esequie del giovane gallurese morto per un malore a scuola

13 gennaio 2024
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Reggio Emilia Avrebbe compiuto 14 anni il prossimo 5 febbraio, Riccardo Curreli, il ragazzino di Olbia morto lunedì alla scuola Manzoni: un malore mentre saliva le scale nel giorno del rientro dalle vacanze di natale. Aveva 14 anni, l’età delle prime vere esperienze, dei primi viaggi e del lancio in un mondo, quello delle scuole superiori, che di qui a qualche mese, lo avrebbe obbligato a una scelta. Niente di tutto questo e ieri per papà Sergio, mamma Giovanna e per tutti quelli che conoscevano Riccardo, è stato il giorno dello strazio.

Nel primo pomeriggio, nella centralissima chiesa di Sant’Agostino (accanto alla sede del liceo classico Ariosto), si sono svolti i funerali. Il lungo silenzio prima dell’entrata del feretro in chiesa è stato interrotto soltanto dal rintocco delle campane e dal pianto inconsolabile della madre – originaria del Cagliaritano – sostenuta dal marito Sergio: la donna si è letteralmente gettata sulla bara bianca del piccolo Riccardo.

Nella chiesa, gremita, in prima fila c’erano i familiari, compresa la nonna, ma anche amici e compagni di classe di Riccardo.

Più indietro, i genitori dei ragazzini, che li hanno accompagnati in questo momento così assurdo di confronto con la morte e la crudeltà della vita, e l’assessore all’Educazione del comune di Reggio Raffaella Curioni. Proprio a questo aspetto ha fatto riferimento don Luca Grassi nell’omelia, rivolgendosi ai più giovani: «La società moderna vuole farci vivere in una bolla dove a regnare è la superficialità. La morte di Riccardo, ragazzo mite, buono e dal cuore puro, ci riporta invece sulla terra, facendoci capire quelle che sono le vere cose importanti. Al tempo stesso è naturale confrontarsi sul mistero della fede. Nei momenti di sconforto ricordatevi che Riccardo è più vivo che mai, sta sperimentando in cielo tutto l’amore di Dio».

Amici e compagni hanno letto dei messaggi molto toccanti, verso il loro “Richi” che avevano saputo accogliere pochi mesi fa dopo il rientro in Italia da Monaco di Baviera, dove la famiglia viveva per motivi di lavoro: «Sapevi tirare su il morale con le tue barzellette – ha detto Ginevra, un’amica – amavi gli animali, i dinosauri e la pesca. Sono felice di averti fatto vedere una parte di Reggio e di averti insegnato qualche parola in dialetto reggiano. Speriamo che anche dall’alto tu possa coinvolgere tutti col tuo sorriso. Non ti dimenticheremo mai».

La salma di Riccardo Curreli è stata poi trasportata al cimitero di Coviolo per la cremazione.

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