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Assegni e cambiali protestati, importo medio da record in Sardegna

Assegni e cambiali protestati, importo medio da record in Sardegna

In calo il numero complessivo ma triplica il valore di ciascuno: 4008 euro. Imprese: sono 545 quelle finite nella black list e costituiscono il 5% del totale

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Sassari La buona notizia è che il numero di protesti è in calo e che la Sardegna, dieci anni fa maglia nera in Italia, ora galleggia a metà classifica. La brutta notizia è che l’importo medio protestato nell’isola è molto più alto della media nazionale, in particolare per quanto riguarda gli assegni. Con i sardi che, in linea con i residenti nelle regioni del centro sud, sono tra i più fedeli al “blocchetto”, diventato un cimelio nel resto d’Italia con pochissime eccezioni. E anche se a essere protestate sono soprattutto le cambiali, in Sardegna l’importo degli assegni oggetto di contestazioni è nettamente superiore.

I protesti Nel 2022, riferisce l’Istat sulla base degli ultimi dati disponibili, i protesti in Sardegna sono stati 5552: di questi, 5419 sono cambiali e 133 assegni. La percentuale sarda di protesti corrisponde al 2,2% del totale nazionale (nel 2021 era il 2,8%). Nel dettaglio, 1460 sono persone giuridiche (enti, società, associazioni), 3799 persone fisiche e 293 non attribuibili. Le percentuali di protesti sul numero di cambiali e assegni emessi è più alta della media nazionale: su 119. 655 cambiali emesse nel 2022 (76 ogni 1000 abitanti) la percentuale di protesti è di 45,3 ogni 1000 abitanti. La media in Italia è 36 ogni 1000. Stessa situazione per gli assegni: il totale di quelli emessi supera come importo i 4,3 milioni di euro e corrisponde a 1484 ogni mille abitanti. In Italia la media è di 1150 ogni mille.

Gli importi Complessivamente nel 2022 i sardi hanno emesso 2346289 assegni. Di questi, 133 sono stati protestati, per un valore di 533mila euro: l’importo medio di ogni assegno protestato è 4008 euro, molto più alto rispetto all’importo medio nazionale (2810 euro). È una crescita record (+167%) rispetto al 2021. L’importo medio sardo è secondo soltanto a quello della Campania, la crescita percentuale invece non ha rivali. Anche per quanto riguarda le imprese protestate, il dato della Sardegna genera una riflessione: nella black list è finito il 5% delle imprese, più della media nazionale del 4,5%.

Le imprese Quelle protestate in Sardegna sono 545 così distribuite nel territorio regionale: 145 in provincia di Sassari, 251 a Cagliari, 83 a Nuoro, 66 a Oristano. L’identikit Il protestato sardo medio ha meno di 50 anni, l’età media oscilla tra i 48 e i 49 anni – dato in linea con quello nazionale. Gli uomini sono la maggioranza ma la percentuale di donne è in crescita, soprattutto per quanto riguarda i titolari di ditte individuali con partita Iva.

Dieci anni fa Sembra il secolo scorso, ma sono passati soltanto dieci anni o poco più. Sui protesti la Sardegna batteva tutti, per numero di casi e percentuali di crescita a doppia cifra. Erano gli anni successivi alla grande crisi e anche aree della Regione più ricche delle altre segnavano il passo. Nel Sassarese si era fermata la locomotiva economica della Gallura, con +25 per cento di protesti. E nel quadro complessivo del Nord Sardegna – con 3855 protesti per un’insolvenza totale pari a 8 milioni 243mila 454 euro –, la Gallura deteneva la fetta più grossa: 4.784.017 euro e un importo medio per effetto (cambiale o assegno) di 3.053 euro, il dato più alto in ambito regionale, con una crescita del 58% rispetto al 2010.

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