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Famiglie più povere e salari in picchiata: l’inflazione affossa l’economia dell’isola

di Salvatore Santoni
Famiglie più povere e salari in picchiata: l’inflazione affossa l’economia dell’isola

Il reddito dei dipendenti calato di 1.800 euro

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Sassari L’inflazione frena l’economia dell’isola: le imprese sono meno competitive, i salari si sono ridotti e famiglie sono diventate più povere. È questa, in sintesi, la fotografia a tinte fosche scattata dalla Cna Sardegna nel suo ultimo report, nel quale spicca un dato su tutti: il reddito pro capite dei lavoratori dipendenti è calato di circa 1.800 euro. A questo si aggiungono una stima sulla stima sulla crescita del Pil regionale che non dovrebbe andare oltre uno striminzito +0,4% (da confrontare con il +0,7% anticipato per il dato nazionale). Tra l’altro, l’anno appena concluso potrebbe essersi chiuso con un livello del prodotto interno lordo solo leggermente superiore a quello pre-pandemico: circa l’1,3% in più, un dato da confrontare con il +3% stimato per la media nazionale e il +2,5% delle regioni del Mezzogiorno.

Isola fragile Il report del Centro Studi della Cna sarda indica la fragilità della domanda interna come uno degli elementi che hanno maggiormente caratterizzato la congiuntura regionale negli ultimi anni. In base alla ricerca dell’associazione artigiana, nel 2022 oltre un terzo delle famiglie sarde ha indicato all’Istat risorse scarse o insufficienti, il sesto peggior risultato tra le regioni italiane.

Redditi Dopo il parziale recupero del 2021, nel 2022 i redditi reali sono diminuiti del -0,9%, dato ben peggiore della media nazionale (-0,3%). In altre parole, l’economia regionale ha iniziato il 2023 con un livello del monte salari inferiore del 2,1% rispetto all’anno pre-pandemico. In sostanza, le famiglie sarde hanno perso molto più rapidamente potere d’acquisto; considerando i redditi pro-capite a valori reali, il calo tra 2022 e 2019 è stato del -5,7% (da confrontare con una media nazionale del -2%), ma se si prende come riferimento il 2010 il calo dei redditi medi reali nell’Isola è stato del -14%, più del doppio del dato medio generale (- 6%).

Prezzi al consumo L’inflazione nell’isola morde più che altrove: sia nel 2022, sia nella media dei primi undici mesi del 2023, la Sardegna è la terza regione italiana per crescita dei prezzi al consumo. Nel 2022 la media annua è stata del 9,1%, da confrontare con l’8,2% medio nazionale, quasi un punto percentuale in più. Il fenomeno inflazionistico regionale si è mostrato più persistente anche nel 2023: la media regionale è stata del +6,7%, contro il +6,2% medio nazionale e il +6,0% delle regioni del Sud.

Aziende Nell’ultima indagine congiunturale condotta dalla Cna emerge anche che l’aumento medio dei costi di produzione subìto delle imprese artigiane nel corso 2023 è stato del +33,5%; le aziende, inoltre, si aspettano un 2024 fatto di ulteriori aumenti; la crescita media attesa è del +34%. «Il tema della maggiore esposizione dell’economia regionale all’aumento dei prezzi – commentano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna – alla luce dello scenario internazionale di volatilità dei costi delle materie prime, energetiche, alimentari e industriali che ci accompagnerà nei prossimi anni, diventa centrale in un’ottica di tenuta socioeconomica nel medio-breve termine. Proteggere il potere d’acquisto dei consumatori per sostenere la domanda aggregata e ridurre il gap con il resto del Paese in termini di competitività delle attività economiche isolane, schiacciate dall’aumento dei costi produttivi (trasporti, energia e materie prime), deve essere in cima all’agenda politica».

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