La Nuova Sardegna

Terrore sulla 131

Assalto ai portavalori: un milione di bottino e un inferno di proiettili

di Davide Pinna
Assalto ai portavalori: un milione di bottino e un inferno di proiettili

Raffiche di kalashnikov sui tre portavalori, i vigilantes pestati con i fucili. Un commando di 20 banditi ha seminato il panico tra gli automobilisti

01 febbraio 2024
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inviato a Siligo I l terrore di chi si è visto sbarrare la strada da uomini in mimetica con il kalashnikov spianato. Il sangue freddo delle guardie giurate a bordo dei blindati della società Vigilpol che hanno tentato, senza riuscirci, di sfondare il blocco stradale creato dalla banda di rapinatori. La decisione e la preparazione del commando di rapinatori, che è riuscito a impossessarsi di una somma di denaro non ancora quantificata, ma importante: le ipotesi, non confermate, parlano di uno o due milioni di euro. Lo spaesamento e la preoccupazione di chi, in una normale mattina di fine gennaio, è stato sorpreso dal rumore delle raffiche di spari, delle sirene e degli elicotteri in volo. Il disagio di centinaia di sardi rimasti imbottigliati sull’unica arteria stradale che collega il Capo di Sopra e quello di Sotto, con le colonne di fumo nero che si levavano dalle auto e dai furgoni dati alle fiamme dai rapinatori. Per qualche decina di minuti, tra le 8 e le 8 e mezzo, il tratto della 131 che attraversa la piana di Siligo si è trasformato nel Far West.

Un commando altamente specializzato e composto da almeno una decina di malviventi, una ventina se si contano anche i gruppi che hanno bloccato la strada e gli autisti che si sono occupati della fuga, ha dato l’assalto a una colonna composta da tre blindati della società di vigilanza sassarese Vigilpol. Il bilancio dell’assalto è di almeno cinque feriti, tutti vigilantes, uno dei quali grave. Il denaro custodito all’interno di due dei tre blindati è stato in buona parte rubato dai rapinatori, mentre il terzo blindato è stato dato alle fiamme, che hanno probabilmente distrutto anche la somma contenuta all’interno. La statale 131 è diventata all’improvviso una pista carovaniera del selvaggio West, dove i banditi in tuta mimetica, passamontagna e armati di kalashnikov hanno assaltato le nuove diligenze: i furgoni portavalori carichi di denaro per l’imminente pagamento delle pensioni. Un inferno di fuoco, tanto che gli inquirenti hanno parlato di «un vero e proprio tappeto di bossoli».

Ecco la cronaca di quello che è accaduto ieri mattina sulla strada statale 131, a pochissimi chilometri da Siligo. Poco dopo le 8, a due chilometri a Nord e a Sud dal luogo dove, poco dopo, i rapinatori hanno dato l’assalto alla colonna di blindati, due piccole squadre di banditi hanno bloccato il traffico. Per farlo, hanno aspettato il passaggio dei furgoni portavalori e hanno teso da un lato all’altro della strada delle catene in metallo che erano già state preparate e avvolte attorno al guard rail. Col fucile automatico in mano hanno fermato i primi automobilisti e ordinato, parlando in italiano con accento sardo, di gettare le chiavi a terra e abbandonare i veicoli, alcuni dei quali sono stati dati alle fiamme. In quegli stessi minuti, verso le 8 e un quarto, la gran parte dei banditi, un commando composto da 8 o 10 persone, ha bloccato la corsia in direzione di Sassari poco più a Sud del supermercato Eurospin, intorno al chilometro 188. Per farlo, hanno messo di traverso un autocompattatore della raccolta differenziata della società Pianeta Ambiente, che gestiva fino al 31 dicembre l’appalto dell’igiene urbana nell’Unione dei Comuni della Barbagia. Quando la colonna di tre blindati ha raggiunto il blocco stradale, la situazione è precipitata: il primo portavalori si è scontrato violentemente con l’autocompattatore. Forse la visibilità, tra qualche banco di nebbia residuo della prima mattina e la luce del sole diretta sui parabrezza, non era delle migliori. Ma non si può escludere che l’autista abbia tentato di sfondare il blocco, cercando di sfruttare un piccolo pertugio lasciato libero di fianco al guardrail.

L’impatto è stato forte: ad avere la peggio è stato il conducente del blindato, che ha riportato numerosi traumi, anche alla testa, ed è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso di Sassari con l’elicottero. Particolare la situazione del secondo blindato che si è scontrato con il mezzo della differenziata: lo ha fatto con la parte posteriore. Non si può escludere, e qualche conferma parziale arriva da testimoni, che l’autista abbia fatto rapidamente manovra e abbia cercato di forzare il blocco in retromarcia. Senza però riuscirci. Il terzo mezzo si è fermato una ventina di metri prima, tallonato da una Giulietta che sarebbe stata rubata e guidata dai rapinatori. A quel punto i rapinatori, almeno dieci ma probabilmente di più, come confermano gli stessi investigatori, hanno aperto il fuoco verso i blindati: uno dei vigilantes è rimasto ferito alle gambe da una scheggia di proiettile. Dopo aver esploso numerose raffiche di kalashnikov, a cui i vigilantes non avrebbero risposto, i criminali si sono avvicinati puntando i fucili in faccia alle guardie giurate e intimandogli di gettare le armi. In questi momenti, uno dei vigilantes sarebbe stato colpito più volte alla testa con il calcio del fucile automatico. Dopo averle disarmate, i banditi hanno preso di peso le guardie le hanno gettate giù dalla piccola scarpata che porta alla complanare. I rapinatori sono riusciti ad aprire i portelli dei blindati con delle seghe circolari e hanno iniziato a caricare il denaro. E qui spunta fuori un elemento inquietante.

Sulla complanare era parcheggiata un’altra auto, con all’interno un borsone pieno di esplosivo già innescato: lo avrebbero utilizzato se non fossero riusciti ad aprire i blindati con le seghe circolari. Prima di fuggire, i banditi hanno dato fuoco all’auto: fortunatamente, le fiamme non hanno innescato un’esplosione che avrebbe potuto avere delle conseguenze tragiche, perché l’esplosivo era stato portato fuori. Dopo aver arraffato il denaro contenuto in due dei tre blindati, i rapinatori si sono dati alla fuga, più o meno venti minuti dopo che tutto era cominciato. La banda aveva preparato due auto nella corsia accanto,. Da lì, hanno subito abbandonato la statale per fuggire attraverso una strada di campagna che conduce verso Ardara: a poca distanza, sono state trovate, bruciate, le due auto usate dai malviventi per il primo tratto di fuga. Raffiche di kalashnikov, candelotti esplosivi e un commando con preparazione militare: solo per un miracolo, l’assalto di Siligo non si è trasformato in una strage.

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